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Alitalia, Atlantia per ora chiude ma il «no» può essere superato

di Laura Galvagni

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(Agf)


2' di lettura

Su Alitalia «non c’è nulla , il cda non ha mai affrontato il tema». Giovanni Castellucci, ad di Atlantia, ha risposto così ieri in assemblea a chi, a più riprese, ha chiesto conto dell’ipotesi di una discesa in campo della holding infrastrutturale per salvare il vettore italiano. Quella che appare una chiusura, sulla carta netta, è in realtà la fotografia dello stato dell’arte. Un’istantanea che identifica il momento e questo non esclude che in futuro le cose possano cambiare. E in effetti, se è vero che il cda non ha affrontato il dossier, allo stesso modo la holding è stata invitata dagli advisor che si occupano del tema a dare uno sguardo approfondito alla questione. La stessa controllata Aeroporti di Roma ha avuto diversi incontri operativi con Fs e i suoi consulenti, soprattutto per dare una propria chiave di lettura riguardo a quelli che potrebbero essere gli interventi sui costi da inserire nel nuovo piano industriale di Alitalia.

Il manager ha poi aggiunto: «È vero che essendo come Atlantia azionisti dell’hub in cui Alitalia opera, speriamo che venga rilanciata, salvata e ristrutturata per poter competere ma, dall’altro lato, abbiamo tanti fronti aperti ed aprirne uno ulteriore, particolarmente complesso, non ce lo possiamo permettere». Il riferimento, riguardo ai “fronti aperti”, è all’elevato livello di conflittualità che la holding ha con il governo attuale e che riguarda tre temi specifici: quello della revoca della concessione e del blocco degli investimenti di Aspi («il progetto esecutivo della Gronda è sui tavolo del Ministero ma non è stato ancora approvato», ha sottolineato il manager); e i nuovi modelli tariffari disposti dall’Autorità dei Trasporti. Modelli che, per la compagnia, violano non solo la convenzione ma potenzialmente anche la costituzione. È naturale che, si spiega, stante questo clima, per Atlantia è difficile poter intervenire. In un contesto diverso le valutazioni potrebbero essere differenti. Anche se, va detto, al momento non risulta che il Governo abbia avanzato alcuna richiesta formale di intervento alla holding. Si vedrà se qualcosa cambierà nelle prossime settimane.

Nel mentre Atlantia ha approvato il bilancio del 2018 con il voto favorevole del 99,3% del capitale presente (76% circa) e ha eletto il nuovo consiglio di amministrazione. In particolare, Fabio Cerchiai è stato confermato presidente del board e Castellucci ceo. Del consiglio faranno parte anche: Carlo Bertazzo, Andrea Boitani, Riccardo Bruno, Mara Anna Rita Caverni, Cristina De Benedetti, Dario Frigerio, Gioia Ghezzi, Giuseppe Guizzi, Anna Chiara Invernizzi, Carlo Malacarne, Ferdinando Nelli Feroci, Marco Patuano e Licia Soncini.

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