Il piano di salvataggio

Alitalia al bivio finale tra Delta e Lufthansa

Finora solo la compagnia americana ha dato la disponibilità a investire nel capitale della Nuova Alitalia. Per Atlantia la proposta non è sufficiente. I tedeschi potrebbero batterla solo accettando di diventare subito azionisti della Newco

di Gianni Dragoni


Conte ad Atlantia: Autostrade-Alitalia commistione inaccettabile

3' di lettura

La partita Alitalia è ancora aperta a tutte le soluzioni. Compreso il flop del piano di salvataggio e l’eventuale liquidazione della società. A poche ore dalla scadenza del termine per la presentazione dell’offerta finale e vincolante di acquisto (giovedì 21) non è ancora stata trovata la soluzione.

Alitalia brucia 900mila euro al giorno

Improbabile l’offerta il 21 novembre
È probabile che gioved 21 non venga presentata l’offerta ma, nella migliore delle ipotesi, si arrivi solo alla costituzione della società che dovrà rilevare le attività della compagnia,la «Newco» Nuova Alitalia. In quel caso Ferrovie dello Stato e Atlantia potrebbero chiedere una nuova proroga di almeno un paio di settimane per perfezionare l’offerta. Sarebbe l’ottava proroga.

Il partner industriale
Manca la scelta più importante, il futuro partner industriale, tra Delta Airlines e Lufthansa. Il capofila Fs ha continuato a lavorare in tutte le direzioni, con gli altri potenziali soci della Nuova Alitalia: Atlantia (che dovrebbe prendere la stessa quota di Fs, il 35% o il 37,5%), il Mef (che convertirebbe nel 15% circa i 145 milioni che Alitalia deve versare come interessi sul prestito statale di 900 milioni), Delta oppure Lufthansa.

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Delta conferma investimento di 100 milioni
Solo Delta finora ha mostrato disponibilità ad aderire alle condizioni fissate da Fs e anche da Atlantia, che è comuque più filo-tedesca: acquisire una quota azionaria della Nuova Alitalia. Il vettore americano guidato da Ed Bastian ha inviato nelle ultime ore la lettera finale nella quale conferma la sua disponibilità a entrare nel capitale della Nuova Alitalia, la «Newco». Delta ha confermato in modo formale la disponibilità a investire 100 milioni di euro, che equivalgono al 10% del capitale previsto.

Piano industriale con almeno 2.500 esuberi
Delta conferma il piano industriale già messo a punto con Fs da mesi. Il piano prevede una nuova compagnia con 102 aerei in partenza (rispetto ai 113 previsti nella flotta Alitalia alla fine di quest'anno), di cui 23 jet di lungo raggio (tre in meno degli attuali), circa 2.500-2.800 esuberi sugli 11.500 dipendenti totali.

Le rotte transatlantiche
Sulle rotte transatlantiche Delta non ha fatto aperture alle richieste di Atlantia, che chiedeva più rotte da subito per il NordAmerica e un miglior posizionamento di Alitalia nella nuova joint venture transatlantica Blue Skies, nella quale c'è anche Air France-Klm, il vero freno alla crescita di Alitalia. Fonti vicine al dossier dicono che Delta dà garanzie sulla crescita in NordAmerica.

Atlantia filo-Lufthansa
Questo però non basterebbe alla società dei Benetton, che attende di conoscere la posizione finale di Lufthansa. Luciano Benetton ha già elogiato pubblicamente il vettore tedesco, in chiara funzione anti-Delta.

Il cda di Lufthansa
Lufthansa ha discusso la posizione finale in un cda nel tardo pomeriggio. Da Colonia non sono trapelate indiscrezioni. Secondo fonti autorevoli il cda si sarebbe concluso in tarda serata. Chi ha seguito gli incontri con Fs riferisce che l'interesse dei tedeschi è limitato a un'alleanza commerciale con Alitalia, senza coinvolgimento azionario nella Newco.

I tedeschi offrono un’alleanza commerciale
Per i tedeschi _ ha detto l’a.d., Carsten Spohr il 7 novembre _ un potenziale coinvolgimento azionario sarebbe possibile solo in un’Alitalia ristrutturata, dopo una cura che prevede 6.000 esuberi e che andrebbe prima concordata con i sindacati. Se questa posizione venisse confermata dal cda di Lufthansa sarebbe inaccettabile per Fs e per il governo.

Spohr: «Per Alitalia conta più il partner dei soldi»
In un'intervista al quotidiano Handelsblatt il 14 novembre, Spohr ha affermato che per Alitalia è più importante trovare «il giusto partner commerciale» che un investitore. «Alitalia è un marchio che ha il potenziale di diventare di nuovo premium se trova il giusto partner commerciale», ha detto Spohr. «Per questo - ha aggiunto - sono anche sorpreso che per la politica italiana sia così tanto più importante la questione di chi ci investe quanto. È più sul giusto partner di cooperazione che si deciderà il fatto se Alitalia ritroverà la strada del successo».

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