L’ex compagnia

Alitalia, Cigs estesa per tutto il 2022

Accordo firmato il 17 novembre, in sordina, al ministero del Lavoro tra l’ex compagnia che dal 15 ottobre non vola più e sette sigle sindacali

di Gianni Dragoni

(AFP)

3' di lettura

La cassa integrazione per i dipendenti di Alitalia è prolungata fino al 31 dicembre 2022. Lo prevede un accordo firmato il 17 novembre, in sordina, al ministero del Lavoro tra l’ex compagnia che dal 15 ottobre non vola più, sette sigle sindacali e rappresentanti del ministero. In precedenza la Cigs, scaduta il 21 settembre scorso, era stata prorogata per 12 mesi, quindi fino al 21 settembre 2022, con un accordo sottoscritto il 5 ottobre. Con il governo c’è un’intesa politica per estendere la Cigs anche per tutto il 2023, che dovrà essere oggetto di specifici accordi sindacali.

Nell’ex compagnia rimasti 8.000 addetti

Dopo la nascita di Ita, che dichiara di avere circa 2.800 dipendenti in larga parte assunti da Alitalia, nella ex compagnia commissariata sono rimasti circa 8mila addetti. I piloti e gli assistenti di volo sono in Cigs a zero ore, i dipendenti dell’handling in parte lavorano e in parte sono collocati in Cigs a rotazione, i dipendenti della manutenzione in gran parte lavorano. Ma anche nei comparti di terra ci sono alcune centinaia di lavoratori in Cigs a zero ore, il trattamento più pesante.

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Cosa dice il verbale di accordo

Il verbale di accordo della riunione del 17 novembre dice che, dopo l’intesa del 5 ottobre, il trattamento straordinario di integrazione salariale è stato autorizzato con decreto ministeriale del 22 ottobre per Alitalia e la controllata Alitalia Cityliner. «Nelle more del ricorso alla Cigs le due società hanno avanzato nuova richiesta di esame congiunto» in seguito al decreto legge 21 ottobre 2021, n. 146, che «ha previsto la possibilità di prolungare il trattamento di Cigs (...) sino al 31 dicembre 2022. Le parti sono state, dunque, convocate in data odierna e all’esito del confronto (...) hanno concordato sull’estensione della durata della Cigs sino al 31 dicembre 2022». Saranno Alitalia e la controllata, rappresentate alla riunione da una delegazione guidata da Romina Chirichilli, capo delle risorse umane, a inoltrare «istanza finalizzata ad ottenere l’autorizzazione al trattamento di Cigs (...) sino al 31 dicembre 2022». Il verbale di accordo conferma la richiesta di pagamento diretto da parte dell’Inps del trattamento straordinario di integrazione salariale. Si tratta dell’integrazione dell’assegno versato ai lavoratori perché la Cigs (che ha un tetto di circa 1.100 euro lordi mensili, ovvero 980 euro netti) raggiunga un importo pari all’80% dello stipendio effettivo percepito in precedenza, prendendo come riferimento il 2019, prima del crollo dei voli a causa del Covid che ha tagliato anche gli stipendi nella parte legata alle ore di volo o di lavoro. Questi fondi arrivano dal Fondo di solidarietà del trasporto aereo (Fsta), che fa capo all’Inps.

Tagliata l’integrazione dall’80% al 60%

Da notare che la legge di Stabilità per il 2022, secondo il testo inviato dal governo in Parlamento, riduce l’integrazione dall’80% attuale al 60% dello stipendio effettivo. Il testo non chiarisce se questo taglio scatterà nel 2023, secondo un’interpretazione che circola tra alcuni sindacati, o già nel 2022. Tra i dipendenti in Cigs c’è preoccupazione. L’Inps, interpellata da alcuni sindacalisti, non ha chiarito quando scatterà la decurtazione.

In ritardo i pagamenti

Rimane un ritardo nel pagamento della Cigs e dell’integrazione attinta al Fsta. L’ultimo pagamento è relativo al periodo 1o settembre - 21 settembre 2021. Poi i lavoratori non hanno ricevuto più nulla, né dall’Inps per la Cigs base né l’integrazione dal Fsta, che fa sempre capo all’Inps.

Il problema delle licenze di volo che scadono

Non ha ancora trovato soluzione il problema posto soprattutto dai piloti per la scadenza delle licenze di volo per chi è rimasto disoccupato. Il governo aveva assunto l’impegno a dare assistenza nell’accordo del 5 ottobre. Nel verbale di accordo del 17 ottobre si legge, nelle premesse al punto 5: «Le organizzazioni sindacali hanno richiamato la necessità di dare concreta attuazione agli impegni descritti nel verbale di accordo ministeriale del 5 ottobre u.s. ed alle successive disposizioni normative con riguardo ai percorsi di formazione e al mantenimento delle licenze». Alcuni piloti si sono già pagati le 4 ore necessarie di simulatore (circa mille euro) per non far scadere la licenza in questo mese.

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