La compagnia in crisi di liquidità

Alitalia, i commissari ai dipendenti: non sappiamo quando vi pagheremo lo stipendio di marzo

Saltato il pagamento che era previsto il 26 marzo. La compagnia non ha soldi, aspetta di incassare i «ristori» Covid dallo Stato

di Gianni Dragoni

I punti chiave

  • Il messaggio dei commissari
  • Per una mensilità servono 18 milioni
  • Da questo mese la cigs base sarà erogata dall’Inps
  • Il rischio della continuità aziendale
  • Manifestazione davanti al Mise

3' di lettura

Alitalia non ha pagato gli stipendi di questo mese ai dipendenti, a causa della crisi di liquidità, come Il Sole 24 Ore ha anticipato il 27 marzo. Avrebbero dovuto essere accreditati venerdì 26 marzo. L’azienda non ha fatto alcuna comunicazione ai dipendenti. Solo nelle ultime ore i tre commissari hanno mandato un messaggio interno che dice: non sappiamo quando vi pagheremo, sarete informati appena avremo i soldi. E insieme hanno inviato «i migliori auguri per la Santa Pasqua». Auguri molto graditi dai lavoratori, ironizzano alcuni lavoratori.

La manifestazione al Mise

È per questo e per le incertezze sul futuro della compagnia che centinaia di lavoratori stanno manifestando oggi a Roma davanti davanti al ministero dello Sviluppo Economico, in via Molise. Secondo i sindacati i manifestanti sono pronti a trasferirsi presso la sede del ministero dell’Economia, in via XX Settembre, ma sono in attesa di ricevere le autorizzazioni. La manifestazione è organizzata da tutti i sindacati, dei lavoratori di terra e dei navioganti, dai confederali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti più Ugl ai naviganti aderenti alla Fnta (Anpac, Anpav, Anp), infine Cub Trasporti, Acc e Ucc.

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La Ue autorizza contributi col contagocce

La sera di venerdì 26 marzo scorso la Commissione Ue ha autorizzato il governo a erogare ad Alitalia circa 24,7 milioni di euro di residui indennizzi Covid per i danni subìti negli ultimi due mesi del 2020. La compagnia aveva chiesto 77 milioni, la somma che si prevedeva venisse autorizzata era già stata ridimensionata a 55 milioni. Ma quella effettivamente autorizzata è stata ulteriormente tagliata a 24,7 milioni. Finora Alitalia aveva ricevuto «ristori» Covid dallo Stato per circa 273 milioni, pagati in due tranche,a settembre e dicembre 2020.

Una mensilità costa 18 milioni

Il costo di una mensilità di stipendi, incluso l’anticipo della cigs base, che deve essere pagata dall’Inps ma finora è stata anticipata dalla compagnia per la quota base (fino a circa mille euro lordi al mese) salvo poi compensare l’importo con i versamenti dovuti all’Inps, è di circa 18 milioni. Alitalia non ha pagato gli stipendi di marzo perché non ha i soldi. E non ci sono solo gli stipendi da pagare. Ma anche il carburante, le tasse aeroportuali e di navigazione, per far volare gli aerei. Solo lunedì 29 marzo i tre commissari, Gabriele Fava, Giuseppe Leogrande e Daniele Santosuosso, hanno inviato un breve messaggio ai dipendenti. Il messaggio però non è affatto rassicurante. Una comunicazione interna che Il Sole 24 Ore ha visionato.

I commissari scrivono ai dipendenti

Ecco il testo: «Gentili colleghe e colleghi, Vi informiamo che da questo mese la cigs base verrà erogata direttamente da Inps e non più anticipata dalla compagnia. A tal riguardo abbiamo collaborao attivamente con l’Istituto per ridurre al minimo possibile le tempistiche di accredito. Sugli emolumenti del mese di marzo sarete informati non appena disporremo dei ristori relativi ai mesi di novembre e dicembre 2020, compatibilmente con l’insieme degli oneri necessari a garantire la continuità aziendale. Cogliamo l’occasione per inviare a tutti voi e alle vostre famiglie i migliori auguri per la Santa Pasqua».

firmato: Gabriele Fava, Giuseppe Leogrande, Daniele Santosuosso

Incertezza sulla Newco Ita

Oltre al problema degli stipendi c’è l’incertezza per la nascita della nuova compagnia pubblica, Ita. La Ue vuole un forte ridimensionamento di Alitalia (passerebbero alla nuova società solo le attività di volo con soli 45 aerei passeggeri, rispetto ai 113 di fine 2019) e una riduzione degli slot a Linate, lo scalo più attraente per la clientela d’affari, una volta che l’impatto del Covid si sarà attenuato. C’è il rischio di 7.500 esuberi sugli 11mila lavoratori di Alitalia, dei quali oltre 6.800 sono in cigs.


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