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Alitalia, commissari divisi sul rinvio. Il conto per lo Stato oltre i 9 miliardi

Ancora senza risposta la richiesta di Fs e Atlantia di più tempo per l’offerta. Etihad chiede 75 milioni di danni per il noleggio dell’A340 voluto da Renzi

di Gianni Dragoni


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(Ansa)

3' di lettura

Sale a nove miliardi e 100 milioni di euro il conto per lo Stato e gli italiani per le perdite di Alitalia in 45 anni.

È questo il totale degli interventi pubblici a favore della compagnia che si ottiene sommando i 350 milioni di nuovi aiuti previsti dal decreto fiscale ( come anticipato dal Sole 24 Ore ) alle precedenti erogazioni, come già calcolato dal Sole 24 Ore elaborando uno studio di Mediobanca.

Secondo l’ultima bozza del decreto, il ministero dell’Economia erogherà ad Alitalia un finanziamento oneroso di 350 milioni per sei mesi, per le «indilazionabili esigenze gestionali». Il tasso d’interesse è il 9,646 per cento. Alitalia non ha rimborsato il precedente «prestito» di 900 milioni né gli interessi (145 milioni), perché sta esaurendo la liquidità.

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I soldi servono per far volare Alitalia fino al momento in cui potrà essere operativa la Nuova Alitalia con Fs e Atlantia come soci principali. Ma il piano di salvataggio è in stallo.

I tre commissari della compagnia sono in tensione. Fino al 17 ottobre sera non risultava che avessero inviato al ministero dello Sviluppo economico la relazione sulla richiesta di Fs e Atlantia di prorogare di otto settimane il termine per l’offerta vincolante, scaduto il 15 ottobre.

I commissari avrebbero opinioni divergenti. Chi vorrebbe limitare la proroga a quattro settimane e chi arriverebbe a sei. Il termine più lungo servirebbe a dare tempo di organizzarsi a Lufthansa, che solo la settimana scorsa si è riproposta come partner al posto di Delta.

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I tedeschi non hanno sciolto una riserva che per Fs e Atlantia, è una condizione irrinunciabile: la disponibilità a investire come azionista nella Newco Nuova Alitalia. Delta è pronta a mettere 100 milioni, pari al 10% del capitale previsto.

Dopo gli incontri di lunedì 14 ottobre a Roma con Fs e Atlantia, Lufthansa ha inviato una lettera-verbale di riassunto dei punti toccati. Ma ci sono solo le sue posizioni, con critiche al piano industriale di Fs-Delta.

Atlantia appare filo-Lufthansa. Tuttavia da documenti riservati risulta che i primi contatti con Lufthansa sono stati avviati da Fs, circa un anno fa, quando l’ad Gianfranco Battisti cercava un vettore come partner industriale e azionario della Newco. Il 29 novembre 2018 ci fu un incontro a Roma tra il senior management di Fs e di Lufthansa, accompagnata dall’advisor Merrill Lynch, sul «Progetto Az». Gli incontri sono proseguiti a Francoforte per un approfondimento, il 14, 17, 18 e 21 gennaio 2019. Poi le Fs hanno inviato una lettera con la richiesta di confermare la manifestazione d’interesse entro l’8 febbraio 2019. Lufthansa non ha mai risposto. Ha risposto Delta, come easyJet, che poi si è ritirata.

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Fonti finanziarie precisano che le Fs non hanno una preferenza per Delta. Se Lufthansa si impegnerà nell’equity, la sua proposta di «partnership» verrà valutata da Fs.

Per i commissari c’è un’altra grana. Etihad reclama in tribunale un risarcimento danni per avere75 milioni di dollari per l’interruzione del costoso contratto di leasing dell’Airbus 340 noleggiato quando era premier Matteo Renzi. Un portavoce di Etihad ha dichiarato: «Etihad Airways ha stipulato in buona fede un contratto di leasing vincolante con Alitalia. Tuttavia la compagnia aerea italiana (...) ha cercato di recedere anticipatamente. Il contratto di leasing dell’Airbus A340 è stato stipulato su richiesta del governo italiano. Alitalia (...) ne ha tratto beneficio dal punto di vista economico grazie alla fornitura di servizi aggiuntivi».

«Etihad - ha aggiunto - ha acquistato l’aeromobile direttamente da Airbus attraverso un finanziamento stipulato con parti terze, garantito da ipoteca sull’aeromobile. Per evitare che l’aereo della Presidenza del Consiglio incorresse nel rischio di riappropriazione da parte dei soggetti finanziatori, il ministero della Difesa italiano aveva deciso di non siglare un accordo che prevedesse un’ipoteca sull’aeromobile. Si è quindi concordato un pagamento anticipato del leasing, pari a 25 milioni di dollari, in modo da consentire a Etihad di estinguere il debito residuo e liberare l’aeromobile da incombenze. Tale importo è stato poi detratto dai successivi canoni di leasing. Il valore totale di 75milioni di dollari dei pagamenti dovuti da Alitalia a Etihad per la durata dell’accordo rappresenta una frazione dei 168 milioni di dollari oggetto di speculazioni sui media».

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    Gianni DragoniCaporedattore, inviato

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: italiano, inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza, industria aerospazio, difesa, industria ferroviaria, trasporto aereo, grandi aziende pubbliche, privatizzazioni, bilanci società di calcio, stipendi manager, governance società quotate, conflitti d'interesse

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