Il Salvataggio della compagnia

Alitalia, il commissario dice che sono a rischio gli stipendi

I 73 milioni erogati a fine anno dallo Stato non bastano per le prossime scadenze. Leogrande sollecita il governo a dare altri 77 milioni e a far partire in fretta Ita. Ma Caio e Lazzerini frenano

Ita spa, la nuova Alitalia punta al decollo per aprile

I 73 milioni erogati a fine anno dallo Stato non bastano per le prossime scadenze. Leogrande sollecita il governo a dare altri 77 milioni e a far partire in fretta Ita. Ma Caio e Lazzerini frenano


3' di lettura

Alitalia rischia di non avere i soldi per pagare gli stipendi dei prossimi mesi. La cassa è ormai prosciugata, la compagnia vende pochi biglietti e già in dicembre c’è stato un ritardo per il pagamento di tredicesime e stipendi. L’allarme è stato lanciato dal commissario della compagnia, Giuseppe Leogrande, in alcuni incontri di ieri con i sindacati, come riferito oggi dal Sole 24 Ore.

I soldi dallo Stato

Alitalia ha ricevuto a fine anno 73 milioni di euro dallo Stato di indennizzi per i danni causati dal crollo del traffico per il Covid. La Commissione Ue ha autorizzato l’erogazione solo di questa somma, mentre Leogrande aveva chiesto al governo di versare 150 milioni. Sarebbe stata l’ultima tranche dei 350 milioni stanziati dal decreto legge Rilancio per il 2020. A fine settembre sono stati già erogati quasi 200 milioni. La Ue però, dopo verifiche sui conti presentati da Alitalia, ha autorizzato l’erogazione di meno di metà della somma richiesta nella seconda tranche. Sono così venuti a mancare 77 milioni, che il commissario spera di ottenere ma non sa come né quando.

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Pochi passeggeri

Secondo i sindacati, Leogrande è molto preoccupato perché ci vorranno ancora mesi per il passaggio dell’attività di Alitalia a Ita, la nuova compagnia al 100% statale. E i soldi in cassa non bastano per pagare i costi fino a quando Ita sarà operativa. La nuova società ha previsto di essere operativa da aprile, ma potrebbe essere necessario più tempo. Anche perché i vertici, il presidente Francesco Caio e l’a.d. Fabio Lazzerini, frenano. Per loro più tardi Ita parte e meglio è, perché adesso c’è poco traffico e le perdite della nuova società sarebbero più alte. Leogrande non può neppure far leva sugli anticipi per chi compra biglietti per i voli futuri, perché pochi passeggeri volano in queste settimane, molti aspettano l’effetto dei vaccini e rimandano i viaggi non necessari all’autunno. L’avvocato Leogrande ha fatto presente che per i danni da Covid alle compagnie la legge ha stanziato soldi solo per il 2020, non per quest’anno.

Leogrande sollecita il rapido avvio di Ita

I sindacati dicono che il commissario di Alitalia ha illustrato la «criticità del momento», caratterizzata dal fatto che la «difficile tenuta finanziaria dell’azienda», si ripresenterà, se non cambiano le condizioni economiche e di mercato, anche nei prossimi mesi. Il commissario avrebbe fatto presente anche che l’instabilità politica e un’eventuale crisi di governo potrebbero allungare i tempi per il decollo di Ita, con aggravio dei costi sull’amministrazione straordinaria. In questo quadro, riferiscono le stesse fonti, per il commissario vanno messe in campo tutte le azioni disponibili per preservare quanto più a lungo possibile le risorse economiche in modo da garantire la continuità aziendale fino al decollo della newco. Tra queste azioni rientrano l’erogazione dei 77 milioni non ancora ricevuti (ma deve essere la Ue ad autorizzare la somma e non lo ha fatto) e un’accelerazione dei tempistiche di avvio della newco.

La lettera della Commissione Ue

La Commissione europea ha chiesto all’Italia informazioni sulla newco Ita. La richiesta di informazioni è una lettera inviata l’8 genaio dai servizi tecnici dell’Antitrust europeo, che sottolinea la necessità di «discontinuità economica» tra la vecchia Alitalia e la nuova compagnia statale, per evitare che i 3 miliardi stanziati dal governo per la ricapitalizzazione di Ita siano considerati aiuti di Stato.

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