il salvataggio della compagnia

Alitalia, nuovo negoziato. Oltre a Delta resta in campo Lufthansa

Il ministro del Tesoro Roberto Gualtieri apre alla proroga. L’irritazione del premier Conte per l’attendismo di Atlantia

di R.Fi.


Alitalia un’altra Ilva pronta a esplodere: nuova proroga o liquidazione

2' di lettura

In attesa dei fatti, sul salvataggio di Alitalia continuano a tenere banco le parole. Le più pesanti sono state quelle pronunciate sabato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri: «Ci aspettavamo la presentazione di un piano, uno dei partner si è sfilato, adesso diamo del tempo per vedere se la cordata può riformarsi», ha dichiarato. «Vediamo se c’è una competizione tra Delta e Lufthansa - ha aggiunto da Firenze - e quale sarà il partner globale. Se Atlantia si è sfilata ne prenderemo atto e vedremo se potrà essere riformata una cordata».

IL FATTURATO 2018

Dati in miliardi di euro (sterline per Easyet). Fonte: elaborazione Ubs su dati societari

IL FATTURATO 2018

L’ottava proroga
Poco importa che la palla sia più nel campo del Mise che in quello del Mef: la proroga alla scadenza già superata del 21 novembre per ricevere le offerte per la compagnia verrà formalizzata a breve. E sarà di almeno due settimane. Non c’è alternativa, considerato lo stallo in cui versano le trattative: qualcosa potrebbe muoversi a partire da lunedì 25 novembre, con una serie di incontri tra il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli e gli altri attori in campo. Tra questi ci sono anche i commissari, a cui tocca presentare la richiesta dell’ottavo allungamento dei tempi della procedura.

Le mosse di Atlantia
L’attendismo di Atlantia, che gioca parallelamente la partita sulla compagnia aerea e sulle concessioni autostradali, avrebbe cominciato a preoccupare non poco commissari e interlocutori di governo. E forse anche a irritare il premier Giuseppe Conte che, con «la presa d’atto» comunicata venerdì 22 novembre, sembra abbia tentato di prendere la società in contropiede, parlando di un disinteresse con cui la holding si sarebbe volontariamente tirata fuori, ma che il gruppo formalmente non ha mai esplicitato. Se è vero che la holding non ha formalizzato alcuna offerta entro i termini stabiliti, il cda ha infatti allo stesso tempo confermato la disponibilità a individuare un partner industriale.

I due potenziali partner internazionali
Dunque le carte sono tutte sul tavolo, sia quelle scoperte da Delta (pronta a un investimento da 100 milioni) che quelle di Lufthansa (disposta solo ad una partnership commerciale finché Alitalia non sarà sottoposta ad una decisa cura dimagrante) ma la prospettiva è ancora estremamente incerta. Anche perché, senza le presentazione dell’offerta, o quanto meno senza la formazione definitiva della cordata con il partner internazionale prescelto, la nuova tranche di prestito da parte dello Stato rischia di non poter arrivare nelle casse della compagnia, progressivamente sempre più a secco.

Landini (Cgil): è il momento delle decisioni
A ricordare che il tempo è agli sgoccioli è non a caso il leader della Cgil, Maurizio Landini. «Stiamo dicendo al Governo che bisogna fare alla svelta, è venuto il momento delle decisioni». Nulla in contrario da parte del sindacato a Fs, Atlantia, Mef o stranieri, purché «il piano industriale per Alitalia sia un piano che allarga» e non che restringe. Decisamente più sbrigativo Carlo Calenda: il leader di Azione il 23 novembre ha detto no «cordate fantasmagoriche» e invita il governo a vendere Alitalia direttamente a Lufthansa.

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