La saga della compagnia

Alitalia, corsa a ostacoli per il salvataggio. Tra imprevisti e complicazioni

Superato l’ostacolo che sembrava più impervio, cioè la disponibilità dei Benetton a partecipare all’operazione, ma il traguardo non è ancora vicino

di Gianni Dragoni


Alitalia, verso una newco a maggioranza pubblica

4' di lettura

La corsa a ostacoli del salvataggio di Alitalia ha superato l’ostacolo che sembrava più impervio, cioè la disponibilità dei Benetton a partecipare all’operazione, ma il traguardo non è ancora vicino.

Atlantia verso la Nuova Alitalia
Atlantia, la holding dei Benetton che controlla Autostrade per l’Italia e Aeroporti di Roma, dovrebbe entrare nella compagine societaria della «Nuova Alitalia» insieme a Ferrovie dello Stato, Delta Air Lines e al ministero dell’Economia.

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L’offerta finale di Fs
Lunedì 15 luglio scade il termine entro il quale le Ferrovie dello Stato devono presentare ai commissari di Alitalia l’offerta finale definitiva per l’acquisto del complesso aziendale di Alitalia, lasciando le passività ai commissari in quella che sarebbe una nuova bad company. Dopo quattro rinvii della scadenza, il governo in questi giorni ha ripetuto più volte che «il 15 luglio si chiude, non ci saranno altri rinvii», come ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. Ma sembra difficile che possa esserci l’offerta definitiva, perché molti aspetti restano da chiarire.

Atlantia chiede tempo
In primo luogo la stessa Atlantia, mentre ha dichiarato ufficialmente il suo interesse, ha chiesto più tempo per approfondire il dossier. E Atlantia ha già mosso obiezioni al piano industriale elaborato da Fs e Delta, anticipato oggi dal Sole 24 Ore. La società chiede un piano più forte e articolato, ritiene che il piano sia troppo a favore di Delta (il partner che avrebbe tra il 10 e il 15% della Nuova Alitalia) e di Air France-Klm, altra compagnia legata a Delta, che ne possiede quasi il 10% del capitale. Prima di impegnarsi a investire circa 300 milioni, Atlantia vuole completare delle verifiche sull’efficacia del piano.

La partita su Autostrade
E c’è un’altra partita in parallelo cui i Benetton guardano con attenzione, quella del rischio di revoca delle concessioni autostradali chiesta dal M5S dopo la tragedia del crollo del Ponte Morandi di Genova. E dunque gli «approfondimenti» e la richiesta di verifiche potrebbe dissimulare anche la volontà di capire cosa succede su questo secondo fronte, che per i Benetton ha un valore molto più alto rispetto all’investimento in Alitalia. Benché dal governo sia stato fatto capire al gruppo di Ponzano Veneto, anche se nessuno lo ammette ufficialmente, che una disponibilità a partecipare al salvataggio di Atlantia può favorire una distensione dei rapporti.

Di Maio vuole «contenere» i Benetton
La seconda incognita sul percorso è rappresentata dalla volontà del ministro Cinquestelle Di Maio di contenere il peso di Atlantia nel capitale della Nuova Alitalia. Di Maio non vorrebbe che la società dei Benetton avesse il 35% circa del capitale (sarebbe una quota analoga a quella prevista per le Fs), ma preferirebbe che questa fetta della torta venisse divisa in due fette più piccole: metà ai Benetton e l’altra metà dovrebbe andare a uno dei pretendenti più piccoli, purché sia in grado di presentare un’offerta valida e credibile.

L’offensiva di Toto
Il preferito di Di Maio sarebbe il gruppo di Carlo Toto, il fondatore di Air One che ha fatto un pressing notevole per entrare nell’operazione. Toto ha presentato anche un suo «contropiano» industriale, che prevede un’espansione della compagnia e il raddoppio delle destinazioni di lungo raggio. Il piano di Fs-Delta prevede invece una piccola riduzione della flotta, da 117 a 102 aerei nel 2020.

La proposta di Efromovich
Ma in pista c’è anche German Efromovich, l’imprenditore sudamericano, azionista di maggioranza della compagnia colombiana Avianca, che è ripartito da Roma giovedì dopo una serie di incontri con tutte le parti dell’operazione. L’ultimo incontro è stato con Di Maio, che - a quanto trapela - avrebbe espresso apprezzamento per la proposta dell’imprenditore nato a La Paz. Adesso Efromovich è a Chicago per ceracre di organizzare l’ofefrta da presentare a Fs.

Delta: «Vogliamo solo Atlantia»
A questo punto però la partita si è di nuovo complicata. Perché Fs e Delta vorrebbero come quarto partner solo Atlantia, società ritenuta più soliuda e con maggior epserienza nelle infrastrutture. La compagnia americana è arrivata a scrivere una lettera nella quale dice che vuole solo Atlantia e non gli ultimi arrivati.

Le “condizioni” di Lotito
Un “no” rivolto anche a Claudio Lotito, il presidente della Lazio che si è proposto ma non ha neppure inviato le risposte scritte alle richieste di fornire credenziali sulla solidità finanziaria. Di Lotito, che ha comunque avuto incontri sia con Fs sia con Mediobanca e altri advisor, si ricorda una frase d’esordio: «Se Delta mette 100 milioni e io metto 300 milioni voglio comandare io». Ma dell’impegno a mettere questa somma poi non c’è più stata traccia. Lotito ha anche detto che se entra vuole fare il presidente esecutivo di Alitalia.

Mediobanca e il termine delle 18 di domenica
Intanto Mediobanca, advisor principe delle Fs, ha comunicato a tutti i pretendenti che il termine per la presentazione dell’offerta per entrare nella «Newco Nuova Alitalia» scade domenica 14 luglio alle ore 18.

Lunedì il cda di Fs
Lunedì 15 luglio ci sarà il cda delle Fs che, lo stesso giorno, dovrà inviare una lettera vincolante ai commissari di Alitalia. Fino all’ultimo sono possibili sorprese.

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