sale in zucca

Alitalia, "count-down” tra dubbi e incertezze

di Giancarlo Mazzuca


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(ANSA )

2' di lettura

Toccando ovviamente ferro, visto che parlavo di aerei, tempo fa definii l'Alitalia “dead company walking” perché il suo futuro cominciava ad assomigliare a quello dei detenuti statunitensi condannati alla pena capitale che, ormai rassegnati, si avvicinano, ammanettati, al luogo del patibolo. Ma finalmente, con l'approssimarsi del 15 giugno, ultimo giorno utile (ma sarà davvero così?) per avanzare le offerte d'acquisto, qualcosa si sta muovendo e, stando ai “rumors” delle ultime ore, ci sarebbe ancora chi è intenzionato ad acquisire una quota azionaria della società italiana anche se, per il momento, sarebbero ufficialmente in pista i soliti nomi: Ferrovie dello Stato, Mef e Delta Airlines.

In attesa di risolvere finalmente il “puzzle”, i dubbi continuano, così, ad essere tantissimi. A parte, infatti, le possibili novità dell'ultima ora, si continua a discutere sull'ingresso o meno di Atlantia che è controllata dal gruppo Benetton. Già in aprile molti avevano avanzato diverse perplessità sull'opportunità di un ingresso della stessa “holding” a cui fa capo la società Autostrade che è sotto accusa dallo scorso agosto per il crollo del ponte Morandi a Genova. Quell'offerta dei Benetton a molti è parsa quasi come una specie di “do ut des” (un ingresso in Alitalia in cambio di un atteggiamento più conciliante nell'inchiesta in corso sul disastro ligure) ed opportunamente il ministro Di Maio ha manifestato, nei giorni scorsi, la sua contrarietà all'ingresso della famiglia veneta nel capitale della compagnia. Peccato che i dubbi avanzati dal leader dei Cinquestelle siano stati esternati soltanto dopo l'intervento dell'amministratore delegato di Atlantia, Sergio Castellucci, che avrebbe escluso l'ingresso nella compagine azionaria di Alitalia. Eppure, nonostante le smentite e gli scetticismi vari, l'ipotesi di Atlantia non sembra ancora del tutto tramontata.

A questo punto, a poco più di un mese dall'ennesima scadenza, non sappiamo davvero chi potrà dare manforte allo Stato - che è tornato in pista alla faccia di coloro che hanno sempre puntato sulle privatizzazioni - e a Delta Airlines ed entrare nel nuovo capitale della compagnia aerea. Qualcuno ha parlato anche di un possibile interessamento del gruppo Toto che, a suo tempo, era stato il principale azionista di Air One prima che fosse assorbito dalla stessa Alitalia. Ma Di Maio è apparso molto scettico pure su questo nome. E allora? L'ultimo “count-down” è già cominciato: speriamo che sia finalmente la volta buona.

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