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Alitalia, Delrio: cerchiamo chi la compri unita

di Redazione Online

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3' di lettura

«Contiamo di trovare un compratore che mantenga il valore dell’azienda il più possibile intatto, cioè l’azienda unita e non spezzettata». Lo ha detto il ministro dei trasporti Graziano Delrio parlando di Alitalia a Uno Mattina, dopo la decisione del governo di nominare un collegio di tre commissari nei prossimi sei mesi di amministrazione straordinaria, con un prestito ponte da 600 milioni erogato per lo stesso periodo (sei mesi), a condizioni di mercato (mille punti sopra l'Euribor). Una linea, quella del ministro dei Trasporti, confermata in mattinata dal ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, che in un intervento a Radio Anch’io ha assicurato l’obiettivo dell’esecutivo che «si compri l’insieme dell’azienda in un contesto in cui si cerchi di rilanciarla», indicando la necessità di «un’alleanza con un’azienda del trasporto aereo».

Delrio: rischio tagli maggiori da compratore
Quanto al compito dei commissari nominati dal governo, Delrio lo ha indicato nel «risanare e anche trovare un potenziale compratore». Con un «rischio potenziale» non negato dal ministro dei Trasporti: quello che un potenziale compratore di Alitalia imponga tagli ancora più drastici di quelli chiesti dal precedente piano industriale. Questa fase dell’amministrazione straordinaria «è obbligata, perché nel momento in cui l’azienda la chiede, il Governo è obbligato a darla» ha spiegato ancora del Delrio, che ha aggiunto: «L’amministrazione straordinaria significa che i commissari hanno il compito di ristrutturare l’azienda e di mantenere i diritti dei passeggeri a volare». Nessuna ripercussione dunque sui passeggeri. Chi ha prenotato aerei e chi vuole continuare a prenotare Alitalia «potrà farlo tranquillamente. Quindi garantiamo i voli e garantiamo le connessioni».

«Dal management strategie sbagliate»
Il ministro Delrio, così come Calenda («non vi è
dubbio - ha detto oggi al question time il ministro dello Sviluppo - che l’idea di gestire da Abu Dhabi la compagnia sia stato un gravissimo errore. I
commissari adotteranno ogni iniziativa necessaria anche con riferimento allo specifico tema della responsabilità degli organi sociali»), non ha risparmiato accuse al management Alitalia. «Il governo ha fatto nel 2014 quello che doveva fare» accompagnando l'accordo con Etihad, ma poi nella strategia aziendale anziché mettere più aerei sulle rotte intercontinentali, «hanno mantenuto un orizzonte molto sbagliato, molto italiano pensando così di difendersi dalle low cost. Noi non potevamo fare una protezione di mercato», ha commentato Delrio. E ha aggiunto: «Già da un anno pensavamo che le polemiche su low cost o su mancanza di piani per il turismo fossero scusanti per non vedere la realtà: dieci milioni di mancata promozione turistica non possono giustificare una perdita di 600 milioni, con tutte le altre compagnie che invece stanno guadagnando».

Alitalia commissariata, prestito ponte da 600 mln
L’ex compagnia di bandiera è tornata per la seconda volta nella sua storia (era già accaduto nel 2008), in amministrazione straordinaria. A guidarla saranno tre
commissari: Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari. E per garantire l’operatività nei prossimi mesi, il Governo ha concesso un prestito ponte di 600 milioni. Lo ha deciso il 2 maggio l’esecutivo Gentiloni qualche ora dopo la richiesta di ammissione all’amministrazione straordinaria formulata dal Cda della compagnia, dopo che l’assemblea degli azionisti in mattinata aveva confermato che non esistono più le condizioni per ricapitalizzare, essendo stato bocciato dal referendum il pre-accordo tra azienda e sindacati.

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