Il salvataggio della compagnia

Alitalia, il governo conferma il piano per un «vettore nazionale» e apre il confronto con la Ue

Nel vertice tra i ministri Giorgetti e Giovannini e il Mef «valutata la possibilità di portare avanti il progetto Ita». La prossima settimana collegamento con la commissaria Vestager

di Gianni Dragoni

(ANSA)

5' di lettura

Il governo conferma il progetto di avere «un vettore nazionale del trasporto aereo» che nasca dal dissesto di Alitalia. L’indicazione arriva dal vertice interministeriale tra Mise, Trasporti e Mef che si è svolto stamattina. L’affermazione però è generica, non chiarisce come il governo intenda affrontare la drammatica crisi di Alitalia, che ha esaurito la cassa e ha rimandato a lunedì primo marzo il pagamento degli stipendi di febbraio, che sarebbe dovuto avvenire oggi. La sensazione è che il governo non abbia preso una decisione. Sonderà la Ue la prossima settimana.

Il progetto Ita
«Abbiamo valutato la possibilità di portare avanti il progetto Ita ed espresso la volontà di confermare un vettore nazionale del trasporto aereo», dice una nota congiunta dei ministri dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e delIe nfrastrutture e Trasporti, Enrico Giovannini. Si sono incontrati al Mise, insieme agli uomini del Mef. Assente però il ministro, Daniele Franco, c’erano il capo di gabinetto, Giuseppe Chiné, il direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera, il dirigente generale della Valorizzazione del patrimonio pubblico, Filippo Giansante.

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Coinvolti Parlamento e Commissione Ue
«La procedura presuppone il coinvolgimento del Parlamento, che dovrà esprimersi sul piano industriale di Ita e della Commissione europea», si legge nella nota. Questo già si sapeva, non c’era bisogno di un vertice dei ministri per spiegarlo. Il governo intende muoversi in coordinamento con la Commissione Ue. La Dg Concorrenza di Bruxelles ha già sollevato numerosi rilievi al piano Ita l’8 gennaio scorso. La critica principale riguarda la mancanza di una vera gara per la prevista cessione delle attività di Alitalia a Ita, la Newco pubblica che può contare su uno stanziamento di 3 miliardi di euro del Tesoro per la ricapitalizzazione, deciso dal governo Conte. Soldi non ancora versati (eccetto 20 milioni).

Riunione con Vestager in videoconferenza
«La prossima settimana è prevista una riunione in collegamento tra i ministri Giancarlo Giorgetti, Enrico Giovannini, Daniele Franco e la commissaria europea Margrethe Vestager», dice la nota congiunta di Giorgetti e Giovannini. «Alla Commissione europea saranno presentate proposte per la risoluzione delle questioni ancora aperte», spiegano fonti ministeriali. La riunione potrebbe esserci martedì 2 marzo.

La Ue vuole lo spezzatino
Oltre alla gara (che i sindacati invece non vogliono) la Ue chiede una vendita separata, non a Ita ma ad altri operatori, delle attività di handling e manutenzione. Sarebbe uno spezzatino, che i sindacati confederali hanno rigettato. Quanto al parere del Parlamento, necessario ma non vincolante, solo la commissione Lavori pubblici e Comunicazioni del Senato si è già espressa, il 23 febbraio ha dato parere favorevole con osservazioni. La Trasporti della Camera non ha ancora dato il parere. Il piano è stato inviato da Ita il 21 dicembre sia al Parlamento sia alla Ue. Il parere avrebbe dovuto essere espresso entro il 6 febbraio. Alla Camera c’è stato un rinvio perché la posizione della Ue, in forte contrasto con il piano di Ita, ha creato una contraddizione e la necessità di chiarimenti. Poi è arrivata la crisi di governo. I tempi sono saltati. La commissione di Montecitorio affronterà di nuovo l’argomento la prossima settimana.

La vendita del solo lotto aviation
Una delle ipotesi sul tavolo del governo _ che però non ha detto se la condivide o meno _ è che si parta con la vendita del solo lotto aviation, la parte volo, per accelerare la cessione. L’ha suggerito il commissario di Alitalia, Giuseppe Leogrande, per arrivare a un rapido trasferimento di attività a Ita. Il problema di Alitalia, che sta facendo pochi voli a causa del Covid ma anche per ridurre i costi al minimo possibile, è che ha finito i soldi. Leogrande addirittura ha proposto di dribblare la gara e fare una cessione a Ita con trattativa diretta, che sarebbe più rapida.. Secondo indiscrezioni, non confermate, il governo potrebbe sondare se Vestager autorizza una simile operazione, la cessione con trattativa diretta. Finora la Ue ha detto no, perché vuole una vera gara. Di solito a Bruxelles non cambiano idea, a meno che non vengano convinti da un progetto credibile.

In caso di gara Alitalia avrebbe bisogno di altri 200 milioni
Se invece ci dovesse essere una gara per la cessione delle attività, come chiede Bruxelles, il commissario stima che servirebbero altri 4-5 mesi per portarla a termine. E Alitalia avrebbe bisogno di almeno 200 milioni aggiuntivi di denaro pubblico per non fermare i voli. La Ue però non vuole che vengano dati altri soldi, ha detto Vestager.

Gli indennizzi Covid
Al massimo potranno essere autorizzati gli indennizzi Covid nei limiti dei danni efefttivi riconosciuti. Alitalia ha ricevuto 273 milioni, il governo Conte aveva stanziato 350 milioni. Residuano 77 milioni, da quanto trapela la Ue non autorizzerà l’intera somma, si aprla di una prima tranche di 20 milioni e forse ce ne potrebbe essere una successiva di ulteriori 30 milioni. Ma con questi soldi Alitalia andrebbe avanti poco più di un mese.

I sindacati: cessione in blocco a Ita senza gara
Il ministro Giovannini ha detto solo «Abbiamo esaminato tutti gli aspetti della questione». I sidacati chiedono di essere «convocati urgentemente, il sindacato confederale non può non essere coinvolto sulla partita di Alitalia». A dichiarlo il segretario generale Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi e il segretario nazionale per il trasporto aereo Ivan Viglietti in merito alle dichiarazioni dei ministri dopo il vertice al Mise. «Le dichiarazioni dei ministri sono molto importanti, confermano la volontà di portare avanti il progetto per l’avvio della nuova compagnia di bandiera, progetto che però non supera tutte le nostre preoccupazioni e dei numerosi lavoratori che ieri hanno manifestato in piazza Montecitorio», dichiarano i due segretari della Uiltrasporti. «Serve trovare una soluzione celere per la newco Alitalia Ita tanto per l’acquisizione dei compendi di Alitalia in A.S. che a nostro modo di vedere devono avvenire attraverso una trattativa privata con lotto unico e mantenendo l’attuale perimetro aziendale anche se con una diversa articolazione societaria. Questo per salvaguardare aviation manutenzione ed handling e devono essere compresi brand e slot di Linate», spiegano Tarlazzi e Viglietti.

Fassina: coinvolgere anche il ministro Orlando
«Per costruire le condizioni di un solido vettore nazionale è innanzitutto decisivo bloccare e archiviare il bando per la vendita a pezzi degli asset di Alitalia», commenta Stefano Fassina, esponente di Leu. A suo avviso «la posizione approvata dalla Camera martedì scorso nell’ordine del giorno collegato alla legge di conversione del decreto Milleproroghe» aiuterà i ministri «a raggiungere tale prioritaria condizione nell’incontro con la Commissione europea la prossima settimana. Sarebbe auspicabile che anche il Ministro del Lavoro Orlando si unisse alla task force dei Ministri Mef, Mise e Mit».

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