Il piano

Alitalia, l’ad di Lufthansa: «Ci vuole partner giusto e ristrutturazione»

Carsten Spohr spiega il piano su Alitalia. Il vettore tedesco ipotizza che Alitalia potrebbe avere 90 aerei (oggi sono 113) se farà una riduzione «realistica» dei costi. I dipendenti della Nuova Alitalia sarebbero 5-6.000 (oggi sono 11.500). L’handling dovrebbe essere venduto, per la manutenzione un partner.

dal nostro inviato a Francoforte Gianni Dragoni


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4' di lettura

Prima la ristrutturazione. Poi la partnership commerciale. Solo alla fine del percorso, se Alitalia sarà profittevole, ci potrà essere l’acquisto della compagnia. È il piano che Lufthansa ha preparato per attirare Alitalia nella sua orbita. L’a.d. tedesco, Carsten Spohr, spiega: «Perché Alitalia abbia un futuro di lungo termine è importante che abbia il partner giusto e la giusta ristrutturazione. Questa è la logica che ho illustrato quando ho parlato con i “player” italiani nelle ultime settimane».

Contatti con Patuanelli e Leogrande
La compagnia tedesca sta giocando tutte le sue carte per prendere il controllo di Alitalia. Se possibile, senza rischiare neppure un euro. Spohr nelle scorse settimane ha incontrato il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. I contatti sono favoriti dal ruolo svolto da Joerg Eberhardt, presidente e a.d. della controllata Air Dolomiti, di stanza a Verona. Lufthansa ha avuto contatti anche con il nuovo commissario scelto dal governo, Giuseppe Leogrande, e con altri politici, in particolare la senatrice del M5S Giulia Lupo.

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Alleanza commerciale entro maggio 2020
Al primo posto ci deve essere una riduzione dei costi, dice Lufthansa. La compagnia tedesca chiede che l’avvocato Leogrande avvii subito una ristrutturazione. Solo dopo qualche mese _ non in gennaio, ma probabilmente entro maggio 2020 _ sarebbe disponibile a fare un’alleanza commerciale a far entrare Alitalia nella sua rete che comprende anche l’americana United e altri partner in Asia, in particolare Air China e la giapponese Ana.

Acquisto non prima di 18 mesi
Lufthansa potrebbe considerare l’acquisto di Alitalia solo quando avrà dimostrato di avere i conti in attivo e di essere in grado di crescere. Perché questo avvenga sarebbero necessari almeno 18 mesi, nel frattempo dovrebbe essere lo Stato a finanziare la compagnia, che quest’anno perderà circa 600 milioni di euro, secondo stime.

Flotta ridotta a 90 aerei
La Nuova Alitalia ipotizzata da Lufthansa, secondo fonti del gruppo tedesco, potrebbe avere una base di partenza di 90 aerei, purché però ci sia una riduzione «realistica» dei costi. Nei mesi scorsi Lufthansa aveva proposto un piano più drastico, con 74 aerei. Il rialzo a 90 aerei è comunque condizionato a un taglio dei costi. La flotta di Alitalia dai 118 aerei di fine 2018 si sta riducendo a 113 entro la fine di quest’anno, per la riconsegna ai proprietari di Airbus della famiglia 320 giunti a fine leasing. Ai tedeschi interessano solo le attività di trasporto passeggeri e merci, inclusa la «line maintenance», la manutenzione più leggera, ma non il resto della manutenzione (Mro) né l’handling di Fiumicino. Con meno aerei la nuova Alitalia farebbe meno voli e meno rotte di oggi.

Organico a 5-6.000 addetti
Questo significa che, secondo le ipotesi fatte da Lufthansa ma non dichiarate ufficialmente, la nuova Alitalia potrebbe avere 5-6.000 dipendenti, rispetto agli 11.500 attuali. Lufthansa ha chiarito che non le interessa l’handling, i servizi di terra di Fiumicino, nei quali ci sono circa 3.170 lavoratori. Quest’attività dovrebbe essere ceduta. Secondo Lufthansa si possono trovare dei compratori senza difficoltà. Un’ipotesi è che l’handling vada a Swissport. Non è da escludere neppure Aeroporti di Roma, gestore dello scalo di Fiumicino, controllata da Atlantia.

Esuberi
I 5-6.000 lavoratori di Alitalia che, secondo Lufthansa, non troverebbero posto nella Newco non sarebbero tutti esuberi solo a condizione che vengano ricollocati i 3.170 lavoratori dell’handling. Gli esuberi effettivi andrebbero da 3.000 lavoratori in su, secondo l’impatto della razionalizzazione dell’handling. Altra area sensibile è la manutenzione (Mro) per la quale, eccetto la «line maintenance», Lufthansa dice che non ci sarebbe posto nella Newco e bisognerebbe trovare un partner.

Il precedente Swissair
La ricetta che i tedeschi ripetono è: prima Alitalia deve ridursi di dimensione, poi potrà crescere. A Francoforte si ricorda il precedente dell’ex Swissair: quando la nuova compagnia, Swiss, fu rilevata da Lufthansa era la metà della vecchia Swissair rimasta con gli aerei a terra nell’ottobre 2001, oggi è più grande di allora.

Dall’Italia 40mila passeggeri al giorno
Lufthansa è interessata ad Alitalia perché il mercato italiano è importante per riempire i jet del gruppo tedesco. Ogni giorno dall’Italia arrivano in Germania 40mila passeggeri, il 10% del totale di Lufthansa.

Partnership per il NordAmerica
Lufthansa sostiene che potrebbe offrire ad Alitalia una partnership commerciale migliore di quelle attuali sia sul NordAmerica sia in Asia. Spohr ritiene che la joint venture transatlantica di Alitalia con Air France-Klm e Delta non vada bene perché limita la possibilità per Alitalia di aumentare i voli. Lufthansa dice che la sua alleanza sul NordAtlantico con United consente a chi ha costi più bassi di aumentare i voli.

Commissario non insediato
Per ora Lufthansa non mette soldi sul piatto. Dà la linea della ristrutturazione e aspetta le mosse di Leogrande e del governo. Il nuovo commissario non si è ancora insediato, non è neppure stato ufficialmente nominato. Toccherà a Leogrande far ripartire la procedura di cessione. Nella quale oltre a Lufthansa potrebbero esserci altri pretendenti, tra cui l’americana Delta.

Per approfondire:
Parla la commissaria Vestager: «Sugli aiuti ad Alitalia rischio di una nuova indagine Ue»

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