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Alitalia, dopo le offerte si apre la «data room»

di Giorgio Pogliotti

(ANSA)

3' di lettura

La prossima settimana, dopo la valutazione delle manifestazioni di interesse per Alitalia che servirà ad individuare i soggetti in possesso dei requisiti richiesti dall’avviso(intorno al 15), si aprirà la “data room” che durerà per 4-6 settimane. Il collegio commissariale ha spiegato che i dati riservati ai potenziali acquirenti non conterranno informazioni di cui possano avvantaggiarsi i competitor di Alitalia che figurano tra i 32 nomi che hanno risposto all’avviso, primo step della procedura di amministrazione straordinaria.

Proprio per fare il punto della situazione ieri pomeriggio due commissari, Luigi Gubitosi e Stefano Paleari, sono andati al Mise per incontrarsi con il ministro Carlo Calenda (Sviluppo economico). Lufthansa e Ryanair, almeno nelle dichiarazioni, puntano ad acquisire singoli asset della compagnia (rotte, aerei),

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mentre il piano del governo e dei commissari privilegia l’opzione della vendita in blocco, dopo aver ripulito la compagnia dei sovraccosti. Ma a chi ha domandato se resta perseguibile l’obiettivo della vendita dell’intera compagnia, Gubitosi ha risposto «assolutamente sì», ed ha aggiunto «è presto per una valutazione sulle offerte che abbiamo appena ricevuto. Il numero è importante, ma la priorità adesso è l’esame delle offerte, cercheremo di farlo velocemente». L’elenco è ampio, secondo i rumors accanto ai big del settore, ai Fondi di investimento, e a qualche creditore, c’è anche un'azienda calabrese produttrice di vino e olio che possiede alcune cliniche, IGreco.

Ma l’attenzione è rivolta anche a Bruxelles, visto che oggi a livello comunitario si inizierà a parlare del superamento della soglia del 49% per le aziende extraeuropee, attraverso un’interpretazione più morbida del limite: «È un tema che stiamo affrontando da tempo e la Commissione é orientata in questa direzione», conferma il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio.

Tornando all’avviso, il passaggio successivo è la presentazione delle offerte non vincolanti (entro luglio), che saranno oggetto di una valutazione con un’eventuale gara, prima delle offerte vincolanti, attese entro ottobre. Sempre a luglio si attende il nuovo piano industriale, con la rivisitazione del network, che porterà all’abbandono delle rotte antieconomiche e avrà contraccolpi sull’organico in esubero che sarà posto in cassa integrazione straordinaria per tutta la durata dell’amministrazione straordinaria.

Ieri sindacati e azienda sono andati al ministero del Lavoro per l’esame congiunto delle procedure: nella prima fase l’azienda ha proposto il ricorso alla Cigs per 1.358 dipendenti: 190 piloti, 340 assistenti di volo e 828 dipendenti di terra (tra cui 317 in cassa a zero ore). Gli incontri proseguiranno lunedì e martedì in sede aziendale e il 16 al ministero del lavoro, per chiudere la procedura entro il termine del 19 giugno. Per i piloti è prevista la cassa integrazione a rotazione che va da un minimo di un giorno e mezzo fino a 5 giorni medi al mese, per gli assistenti di volo da 2 giorni e mezzo a 4 giorni al mese. L’accordo con il sindacato non è vincolante, e non sembra alla portata: «Ci preoccupa il ricorso alla cigs a zero ore nei settori di terra, spiega Nino Cortorillo (Filt-Cgil) -. Con questa proposta non si profila alcuna intesa». Il sindacato teme che se Alitalia venisse ceduta, le 317 posizioni di lavoro sarebbero le prime ad essere cancellate. Per la Cig a zero ore è coinvolto anzitutto il personale dell’Information e Technology (135), dell’Operation (70) e della Direzione commerciale (46). «Su questi numeri bisogna lavorare di più - sostiene Emiliano Fiorentino (Fit-Cisl) - perché passi il messaggio chiaro che Alitalia deve trovare un acquirente che la rilanci nella sua totalità. Evitare di collocare persone a zero ore sarebbe il primo messaggio forte in questa direzione».

Oggi è previsto un nuovo incontro tra azienda e sindacati: all’ordine del giorno c’è il nuovo contratto, dopo che la scadenza del precedente è stata prorogata al 31 maggio. Secondo i rumors, l’azienda sarebbe intenzionata a chiedere al sindacato un incremento della produttività ed un taglio dei costi, anche se non sui livelli previsti dal preaccordo bocciato al referendum di aprile.

La neonata associazione nazionale piloti (Anp), per voce del leader Marco Veneziani, minaccia un nuovo stop: «Se nell’incontro con Alitalia dovessero essere firmate dai sindacati modifiche peggiorative del contratto o applicazioni unilaterali di nuove norme da parte dei commissari, sarà sicuramente sciopero». Secondo Veneziani «cresce il malcontento tra i naviganti, buona parte dei piloti di Cityliner ha lasciato la compagnia scegliendo di lavorare per altri vettori europei ed extraeuropei, rimpiazzati da piloti Alitalia che conservano i contratti più onerosi». Si tratta di 20 piloti sui 200 di Cityliner, secondo fonti aziendali che considerano questo turn over fisiologico, mentre 8 piloti di Alitalia sono impiegati anche per l’addestramento, nell’ambito del Cadet pilot program.

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