trasporti

Alitalia, Lufthansa scopre le carte

di Giorgio Pogliotti

Ap

2' di lettura

Con l’incontro di oggi tra i commissari di Alitalia e i vertici di Lufthansa prende il via il negoziato per la cessione della compagnia che si preannuncia lungo: le posizioni sono distanti. Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari oggi chiederanno ai manager tedeschi di rilanciare l’offerta sul lotto Aviation, considerandola non soddisfacente. Secondo le indiscrezioni, il colosso dei cieli tedesco sarebbe disponibile a mettere sul piatto 250 milioni di euro, una somma giudicata dal collegio commissariale non adeguata rispetto al valore della compagnia. La strada è apparsa in salita dopo che il Cfo Ulrik Svensson, lo scorso fine settimana ha smentito la cifra riportata da alcuni media relativa ad un investimento di 500 milioni su Alitalia, che si avvicinava alle richieste italiane. C’è un ampio divario, dunque, tra le aspettative dei commissari e le disponibilità economiche dei manager tedeschi. Senza trascurare il nodo esuberi che rappresenta un altro grosso ostacolo al tavolo negoziale, le questioni relative al progetto industriale e al ruolo degli scali italiani nel network di Lufthansa.

Oggi si scopriranno le carte visto che si tratta di cifre anticipate da il Messaggero che, a quanto si apprende, i commissari di Alitalia ancora non hanno ricevuto. Al tavolo come base di partenza ci sarebbe l’offerta del colosso tedesco che punterebbe a rilevare tra i 90 e i 100 aerei della flotta di 123 velivoli, mantenendo circa 6mila dipendenti sugli 8.400 dell’organico del lotto Aviation. Resterebbero fuori molti amministrativi e parte degli addetti alla manutenzione. Anche se da Lufthansa arriva un secco «no comment alle speculazioni giornalistiche», stando alle indiscrezioni, ci sarebbero oltre 2mila esuberi (in prevalenza amministrativi), mentre resta fuori dal perimetro aziendale il lotto Handling (3.100 dipendenti). Il governo e i commissari puntano alla cessione della compagnia in blocco, e vogliono evitare che il tema delle migliaia di esuberi di Alitalia possa essere usato in campagna elettorale dalle opposizioni. C’è poi da considerare che il Ceo di Lufthansa, Carsten Spohr, ha spiegato che «Alitalia per come esiste oggi non è in discussione», l’interesse è per «creare una nuova Alitalia», facendo intendere che è prevista una forte riduzione dei costi, una “cura da cavallo” sul modello di quella condotta nel 2005 con Swissair dalle cui ceneri nacque Swiss.

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Dopo Lufthansa, nei prossimi giorni verranno chiamati al tavolo negoziale gli altri pretendenti che hanno presentato le offerte vincolanti giudicate credibili: 5 delle 7 complessive. Toccherà dunque ad easyJet che si candida per il lotto Aviation. Mentre l’Handling fa gola a tre società di gestione aeroportuale: tra queste ci sarebbero Airport handling - nuovo player degli aeroporti milanesi partecipato al 30% da Dnata (Emirates)- ed Alisud che opera agli scali di Napoli, Ciampino e Palermo. In partita ci sarebbe anche il fondo Usa di private equity Cerberus che, pur non avendo presentato un’offerta vincolante, punta al controllo di Alitalia (si parla di una disponibilità fino a 400 milioni di dollari), anche se non risulta abbia ancora formalizzato la proposta e deve fare i conti con il paletto della partecipazione al 49% per i gruppi extraUe.

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