la partita dei trasporti

Alitalia, Atlantia contro Di Maio: le sue parole grave danno per la società

«Se li mettiamo dentro Alitalia, faranno perdere valore anche agli aerei. Atlantia è decotta, non può essere coinvolta», ha spiegato il vicepremier e ministro per lo Sviluppo economico, Luigi Di Maio, nella registrazione di "Porta a Porta" scatenando la reazione della holding che controlla Autostrade per l'Italia. Confindustria chiede chiarimenti al Governo

di V.N.


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3' di lettura

Ennesimo stop del M5S all'ipotesi di coinvolgere Atlantia - la holding con la famiglia Benetton principale azionista che controlla al 100% Autostrade per l'Italia - nel salvataggio e rilancio di Alitalia. «Se ai funerali delle vittime del crollo del Ponte Morandi abbiamo detto che revocavamo le concessioni ad Autostrade, il giorno in cui in maniera coerente lo faremo quell'azienda perderà valore in Borsa. Se li mettiamo dentro Alitalia, faranno perdere valore anche agli aerei. Atlantia è decotta, non può essere coinvolta», ha spiegato il vicepremier e ministro per lo Sviluppo economico, Luigi Di Maio, nella registrazione di "Porta a Porta" (Rai 1) che andrà in onda stasera.

Atlantia: parole Di Maio grave danno per la società
La reazione di Atlantia alle parole del vicepremier non si fanno attendere. In una nota, la holding prende di mira le dichiarazioni di Di Maio che «perturbano l'andamento del titolo Atlantia in Borsa, anticipando la presunta conclusione di un procedimento amministrativo che il ministro Toninelli ha affermato solo ieri "essere ancora in corso", e determinano gravi danni reputazionali per la società». Atlantia spiega quindi che «si riserva di attivare ogni azione e iniziativa legale a tutela dei propri interessi, dei dipendenti, degli azionisti, dei bondholders e degli stakeholders tutti». Sugli scudi, oltre ad Atlantia, anche Confindustria. «Leggiamo con stupore le dichiarazioni del vicepremier Di Maio» commenta l'associazione degli industriali. E sottolinea che «non si governa con l'ansia e il rancore e che la politica dovrebbe avere il senso del limite», e che sarebbe opportuno che il presidente del Consiglio chiarisse «a nome di tutto il Governo la linea da tenere su questi delicati dossier per evitare che venga compromessa, come nel caso dell'ex Ilva di Taranto, la credibilità del Paese e la certezza del diritto».

Si fa sentire anche il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini: «Su Alitalia e Ilva i nodi verranno al pettine nelle prossime settimane», ammonisce. A Di Maio, aggiunge, «ho detto che non si possono mettere in discussione 25mila posti di lavoro in un momento economico come questo».

Di Maio: no a «mettere dentro un'azienda decotta»
«L'obiettivo è rilanciare Alitalia», ha argomentato il capo politico pentastellato nell'intervista rilasciata a Bruno Vespa, «e io mi permetto solo di dire che mi sorprende che qualcuno» - con evidente riferimento alla Lega - «stia dalla parte dei Benetton. Siamo andati a fare una promessa alle famiglie delle vittime, ma allo stesso tempo sto lavorando per risolvere una crisi che proviene dai capitani coraggiosi del Governo di Berlusconi e della Lega. Io non dico che ho tutte le soluzioni ma mi lascino lavorare per rilanciare un'azienda, non con quelli a cui abbiamo revocato le concessioni, è come mettere dentro un'azienda decotta. Finisce che esponi ai rischi non solo Autostrade ma anche Alitalia». Facendo il punto sulla situazione dell'ex compagnia di bandiera Di Maio ha ricordato: «Abbiamo già trovato tre azionisti, Delta, Fs e il Mef, che converte una parte del prestito ponte. Manca il 37%, che ha visto una serie di offerte che stiamo vagliando».

Titolo Atlantia sotto pressione a Piazza Affari
Da ieri il titolo Atlantia è sotto pressione a Piazza Affari, dove la quotazione risente del dibattito interno al Governo. Da un lato il Movimento 5 Stelle è infatti tornato a chiedere la revoca della concessione autostradale, dall'altro la Lega punterebbe a coinvolgere la società nella partita Alitalia. A sostegno della sua linea il M5s si appresta a presentare un parere giuridico redatto da un team di consulenti del ministero delle Infrastrutture che punta il dito sulle presunte inadempienze di Autostrade per l'Italia, che sarebbero tali da portare alla «caducazione della concessione». La Lega, secondo le indiscrezioni, sarebbe invece contraria, anche per non avviare un costoso contenzioso legale con il conseguente rallentamento degli investimenti.

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