La vertenza

Alitalia non paga gli stipendi. I commissari: salderemo con i soldi del marchio

La compagnia ha versato solo metà delle buste paga di settembre. Il saldo potrà essere versato solo dopo che i commissari avranno avuto «evidenza sull’esito del bando del marchio»

di Gianni Dragoni

Alitalia, alta tensione tra manifestanti e automobilisti

3' di lettura

Lavoratori Alitalia di nuovo senza stipendio. I commissari della compagnia hanno versato solo metà delle buste paga di settembre. Il saldo potrà essere versato solo dopo che i commissari avranno avuto «evidenza sull’esito del bando del marchio». La gara potrebbe durare diverse settimane, perché le prime offerte vincolanti vanno presentate entro il 4 ottobre alle ore 14, al prezzo minimo di 290 milioni di euro (oltre all’Iva). Ma nessun vettore sembra interessato a comprare il marchio in questa fase, «la valutazione è irrealistica», ha detto Alfredo Altavilla, presidente di Ita, che è probabilmente la società più interessata al marchio della vecchia compagnia.

Prezzo base 290 milioni

Per fare un’offerta in questa fase occorre depositare una caparra di 40 milioni. Possono presentarsi solo soggetti con licenza di trasporto aereo o Coa (certificato di operatore aereo) e un patrimonio netto di almeno 200 milioni. Se non ci saranno offerte pari almeno al prezzo base, i commissari apriranno un secondo giro di offerte vincolanti. Il bando di gara, definito «invito», prevede una seconda fase, qualora nella prima non ci siano offerte adeguate. In tal caso i commissari «esperiranno la seconda fase di aggiudicazione con la richiesta a tutti i soggetti ammessi di presentare offerte vincolanti anche in riduzione rispetto al prezzo offerto». Non è stato detto quale sarebbe il prezzo base per la seconda tornata. Il marchio ha un valore contabile di 150 milioni nei bilanci di Alitalia. pertanto è improbabile che si scenda sotto questa cifra.

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Terzo round, scelta discrezionale dei commissari

Se nella prima come nella seconda fase ci fossero più offerte, si andrebbe ai rilanci, partendo dalla migliore offerta, per un importo «non inferiore a 10 milioni di euro». Se anche il secondo round dovesse essere insoddisfacente si cambierà procedura. «I commissari straordinari procederanno quindi alla cessione del brand senza vincoli procedurali nei confronti dell'operatore economico da essi individuato», dice il bando. Per il terzo giro ci sarebbe quindi discrezionalità dei commissari. IN questa fase potrebbe inserirsi Ita, che punta a comprare il marchio ma senza svenarsi. «Il brand sarà reso disponibile all'aggiudicatario entro il 31 dicembre 2021», dice l’invito pubblicato dai commissari.

La comunicazione dei commissari

Per i 10.500 lavoratori di Alitalia si profila quindi una lunga attesa per avere il saldo dello stipendio di settembre. E non è detto che alla fine i soldi ci siano. In una comunicazione interna i commissari Gabriele Fava, Giuseppe Leogrande e Daniele Santosuosso hanno scritto ai dipendenti: «Come sapete le nostre attività comprese nel ramo aviation è previsto che si concludano il 14 ottobre, e dunque siamo costretti a gestire la finanza della compagnia coerentemente con questo target, tenendo conto che la chiusura delle vendite operata il 24 agosto ha generato un sostanziale fermo dei ricavi. Ci dispiace molto dovervi informare che gli stipendi del mese corrente saranno regolati al 50% con valuta lunedì 27 settembre, mentre il rimanente 50% vi verrà accreditato non appena avremo evidenza sull'esito del bando del marchio, come disposto dalla Commissione europea. La legge prevede infatti che le somme provenienti dalla vendita degli asset vengano utilizzate in via prioritaria per il sostentamento dei costi correnti, in primis gli stipendi». E poi i «cordiali saluti».

In ritardo l’integrazione alla cigs

Una comunicazione tutt’altro che rassicurante. Tra l’altro gli stipendi sono molto bassi, anche solo 100 euro, perché circa 7mila dipendenti sono in cigs a rotazione, a cusa dei pochi voli. I lavoratori segnalano che è in ritardo il pagamento dell’integrazione alla cigs (che copre l’80% dello stipendio effettivo percepito prima del Covid) a cura del Fondo di sostegno del trasporto aereo, l’ultimo pagamento fatto risale alle competenze di luglio. Viene invece corriposta dall’Inps, senza ritardi a quanto riferiscono i lavoratori, la cigs base, che è circa mille euro lordi totali al mese per chi è in cassa tutto il mese.

Manifestazione a Roma vicino a piazza Venezia

Mentre Ita ha cominciato le assunzioni dei 2.800 dipendenti (su 10.500 addetti di Alitalia) previsti per il decollo il 15 ottobre, in base al regolamento aziendale, il 28 settembre è prevista una nuova manifestazione dei lavoratori di Alitalia in piazza Santi Apostoli a Roma, nei pressi di Piazza Venezia. I lavoratori si sono dati appuntamento dalla 10 alle 14, per dire «no ai licenziamenti, sì ad un piano di sviluppo e no a condizioni di lavoro unilaterali e si al contratto collettivo nazionale di lavoro»’. La manifestazione è stata indetta da Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt e Ugl Trasporto aereo. A Fiumicino continuano le assemblee dei lavoratori già programmate e molto partecipate.

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