Il Piano di salvataggio

Alitalia, il governo ammette: «La soluzione di mercato non c’è»

Il ministro dello Sviluppo dice che il governo sta valutando «diverse opzioni». Esclusa una proroga al consorzio che si stava costituendo «perché quella soluzione non c’è più». E Conte: «Valutiamo delle alternative»

di Gianni Dragoni

Alitalia brucia 900mila euro al giorno

Il ministro dello Sviluppo dice che il governo sta valutando «diverse opzioni». Esclusa una proroga al consorzio che si stava costituendo «perché quella soluzione non c’è più». E Conte: «Valutiamo delle alternative»


4' di lettura

«Ovviamente in questo momento la soluzione di mercato non c'è». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, parlando di Alitalia in commissione Industria del Senato. Le parole di Patuanelli confermano il momento di confusione sul dossier della compagnia in crisi. Venerdì scorso il premier Giuseppe Conte aveva detto che «il governo è compatto su una soluzione di mercato».

Conte: «Valutiamo alternative»
Adesso Conte ha corretto il tiro: «In questo momento non abbiamo una soluzione di mercato a portata di mano. Rimane l'offerta di Fs e Delta. Vediamo se si confermerà l’interesse di Lufthansa. In questo momento è chiaro che non abbiamo una soluzione di mercato a portata di mano. In realtà questa resta la soluzione preferita dal Governo». Tuttavia «valutiamo e stiamo valutando proprio in queste ore delle alternative».

Esclusa la proroga
Il governo non ha ancora deciso cosa fare dopo la scadenza della settima proroga per la presentazione di un’offerta finale e vincolante di acquisto delle attività di Alitalia. «Stiamo valutando diverse opzioni per risolvere la questione Alitalia, le dobbiamo valutare con attenzione. Certamente non è una proroga al consorzio che si stava costituendo perché quella strada non c'è più» ha detto Patuanelli, facendo riferimento alla «scelta di Atlantia di sfilarsi il giorno prima» della scadenza del 21 novembre.

Escluso lo spezzatino
«Stiamo valutando diverse possibilità, lo spezzatino e la vendita di asset separati domani non è tra queste», ha detto il ministro ieri a Quarta Repubblica su Rete4. Il progetto condotto da Ferrovie dello Stato per una Newco che rilevi le attività di Alitalia dai commissari ha trovato l’adesione di Delta Airlines, con l’impegno a versare 100 milioni di euro di capitale, e del Mef, ma non del potenziale quarto socio, Atlantia.

Atlantia guarda a Lufthansa
La società dei Benetton considera più efficace l’integrazione di Alitalia nella rete di Lufthansa, ma il vettore tedesco non ha presentato un’offerta a Fs. I tedeschi sono disponibili solo a un’alleanza commerciale con Alitalia. Prima di valutare un intervento azionario vogliono che venga attuata una pesante ristrutturazione, che comporterebbe 5-6.000 esuberi. Anche alcuni esponenti del M5S e del Pd sono attratti dall’ipotesi Lufthansa, ma non spiegano cosa bisognerebbe fare di fronte alla richiesta di tagli dei tedeschi e alla mancanza di una reale offerta. I piloti tifano Lufthansa, che ha promesso di reimpiegare gli esuberi tra i piloti in Air Dolomiti o in altre sue controllate. Invece per gli altri esuberi non ci sarebbe un paracadute.

I tedeschi non entrano nel capitale
«Lufthansa ha fatto proposta commerciale, non fa proposta di
equity, ma c’è bisogno anche di capitale per una nuova società,
quindi mi sembra difficile», ha detto Patuanelli. Secondo il ministro «è da 10 anni che si tenta di privatizzare Alitalia senza riuscirvi, a parte piccolissime fasi». Per il ministro «è stata persa l'occasione sull’asse Air France e Klm». «Ha una dimensione che in questo momento il mercato fa difficoltà ad accettare, ad essere competitiva».

I Capitani coraggiosi
In realtà Alitalia dalla fine del 2008 è privata, da quando il governo di Silvio Berlusconi decise il fallimento pilotato, il commissariamento e la vendita delle attività ai Capitani coraggiosi (tra i quali c’erano i Benetton con Atlantia e l’allora proprietario dell’Ilva, Emilio Riva). Quella compagnia è arrivata al capolinea nel 2013.

L’alleanza con Etihad
Successivamente si è tentata un altro rilancio con i soci arabi di Etihad, entrati con il 49 % dall’inizio del 2015. Ma anche quell’esperienza è fallita e il 2 maggio 2017 è scattato il commissariamento, con il corredo di 900 milioni di finanziamento pubblico, ora interamente bruciato.

L’ipotesi del supercommissario
Tra le ipotesi al vaglio del governo nel M5S è stata concepita l’idea di nominare un supercommissario al posto della terna attuale di commissari, composta da Stefano Paleari, Enrico Laghi e Daniele Discepolo. Lo conferma il viceministro allo Sviluppo, Stefano Buffagni, da Dubai: «Al di là del commissario unico, vanno fatti anche alcuni approfondimenti normativi, perché magari qualche modifica di legge va fatta per alcune peculiarità, ma l’obiettivo è quello: dobbiamo tutelare anche i crediti che lo Stato ha lì e per farlo dobbiamo garantire che le aziende siano funzionali, anche per rispettare tutta una serie di norme europee, che prevedono alcune richieste, quindi lo spacchettamento dei servizi ha un senso». Buffagni parla di «spacchettamento dei servizi», che sembra alludere a uno spezzatino, mentre il ministro Patuanelli lo ha escluso. Anche questo un sintomo di confusione.

La posizione di Gualtieri
Diversa la posizione espressa il 23 novembre dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Per Alitalia «ci aspettavamo la presentazione di un piano, uno dei partner si è sfilato, adesso diamo del tempo per vedere se la cordata può riformarsi. Vediamo se c'è una competizione tra Delta e Lufthansa e quale sarà il partner globale. Se Atlantia si è
sfilata ne prenderemo atto e vedremo se potrà essere riformata una cordata».

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