l’intervista al messaggero

Alitalia, Patuanelli: «No a spezzatino. Sei mesi per salvarla o si chiude»

«Sarà una holding», ha detto il ministro. Il commissario unico avrà il compito di tagliare i costi rendendo appetibile il vettore, con Air France e Lufthansa in gara

Alitalia, ecco le condizioni di Lufthansa

«Sarà una holding», ha detto il ministro. Il commissario unico avrà il compito di tagliare i costi rendendo appetibile il vettore, con Air France e Lufthansa in gara


2' di lettura

«Per salvare Alitalia ci restano sei mesi. L’obiettivo è chiudere entro metà anno, con la scadenza del mandato al commissario. Altrimenti si chiude. Sono stati erogati i 400 milioni di euro di prestito. Non ci saranno altri fondi». Lo ha detto in una intervista al Messaggero il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. « Niente spezzatino - ha dichiarato il ministro - sarà una holding». Il commissario unico avrà il compito di tagliare i costi rendendo appetibile il vettore, con Air France e Lufthansa in gara.

Lo Stato entrerà in Ami
Sull’ex Ilva, ha proseguito poi il ministro, «a fine piano ci saranno zero esuberi». Il ministro ha ricordato che lo Stato entrerà in Ami, ArcelorMittal Italia, «ma definire ora la quota è prematuro». C’è un contratto di affitto di asset aziendali con impegno all’acquisto nel 2023. Ami acquisterà da Ilva in amministrazione straordinaria i rami d’azienda e verserà 1,8 miliardi. Soldi che serviranno a pagare fornitori, scivoli e i creditori (Cdp, Intesa, Unicredit e Banco popolare). E per garantire i livelli occupazionali - si è parlato di 5.5oo esuberi - oltre al ricorso agli ammortizzatori, la produzione sarà aumentata a 2 milioni di tonnellate, con lo Stato garante della transizione dal carbone all’elettrico.

Ex Ilva, firmato il pre-accordo
Sull’ex Ilva il ministro ha ricordato al Tg1 il 20 dicembre che è stato firmato un pre-accordo - firma anticipata dal Sole24ore.com - che punta a superare il paradigma di una produzione siderurgica che non è compatibile con l’ambiente». Accordo che «prevede l’ingresso dello Stato, la creazione di una newco che si occuperà della parte delle nuove tecnologie applicate all’impianto e il mantenimento, ovviamente dei livelli occupazionali». Ci sarà, ribadisce, «il mantenimento degli attuali livelli di produzione» con una produzione di 8 milioni di tonnellate di acciaio che «soltanto per meno di un terzo sarà legata all'utilizzo del carbone». E ai sindacati il ministro ha ricordato che ci sono già stati due tavoli al ministero: «Non si potrà proporre un cambio di piano industriale senza un accordo sindacale».

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