Trasporto aereo

Alitalia, i piloti in cig costretti a pagarsi l’addestramento per non perdere la licenza di volo

Scadono le licenze dei piloti non assunti da Ita. Il ministero del Lavoro nell’intesa del 5 ottobre si era impegnato a trovare una soluzione, ma l’impegno è stato disatteso

di Gianni Dragoni

Flashmob delle hostess Alitalia, in sottoveste al Campidoglio

3' di lettura

Dopo il danno c’è la beffa per i piloti di Alitalia che non sono stati assunti da Ita Airways, la nuova mini-compagnia pubblica. Questi piloti devono pagare di tasca propria le ore di simulatore necessarie per fare i test periodici per mantenere la licenza di volo, che richiede ogni anno degli esami. Finché volavano con Alitalia provvedeva la compagnia. Dopo la nascita di Ita i piloti non assunti devono arrangiarsi da soli, pagandosi il simulatore presso aziende straniere che addestrano i piloti, secondo una denuncia del sindacato Naca piloti Alitalia (Navaid).

Licenze da rinnovare ogni anno

Il problema è stato segnalato da Franco Zorzo, un comandante di Alitalia che è stato sindaco di Tombolo, in provincia di Padova, dal 2004 al 2014, ed è presidente di Navaid. «La licenza va rinnovata almeno una volta l’anno. Lo deve fare anche chi vola ed è regolarmente in servizio», spiega. «Pertanto ogni mese ci sono colleghi cui scade la licenza. È un esame molto impegnativo. Ora i piloti si trovano con licenze che stanno scadendo e con la necessità di spendere i propri risparmi per pagarsi ore di simulatore presso aziende, ovviamente straniere, che forniscono questo indispensabile servizio di rinnovo», spiega Zorzo. «L’Italia latita anche su questo fronte», aggiunge.

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Mille euro per pagare il simulatore Ansett a Malpensa

Il simulatore di Alitalia, ora usato da Ita, è nella palazzina Charlie di Fiumicino, ma non è di proprietà, è della società specializzata canadese Cae, che vende ore di addestramento. Questi sofisticati macchinari sono costosi, i piloti rimasti senza lavoro si sono rivolti altrove per cercare di spendere meno. Alcuni piloti hanno fatto accordi con la Ansett Aviation Italia, filiale di una società australiana che ha dei simulatori all’aeroporto di Malpensa. Questi simulatori venivano usati dalla low cost easyJet per addestrare i propri piloti, prima che la compagnia britannica installasse un proprio centro di addestramento nello scalo in provincia di Varese. Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, con Ansett Italia è stato trovato un accordo per fare 4 ore di simulatore per mille euro per ciascun pilota. I costi del simulatore Cae a Fiumicino sono più alti, circa 1.500 euro, secondo fonti del settore. Oltre ai simulatori servono piloti che facciano i controllori, in pratica gli esaminatori, quindi ci sono ulteriori costi, che sarebbero limitati a un rimborso spese.

Il governo non ha rispettato gli impegni

Il sindacato fa notare che il governo non ha rispettato gli impegni assunti nell’accordo firmato il 5 ottobre al ministero del Lavoro. «Il pilota Alitalia non ha ancora ricevuto i soldi della cassa integrazione di settembre - dice Zorzo - ma deve affrontare da solo le spese per il rinnovo della licenza di volo, nonostante l’accordo siglato il 5 ottobre dal ministero del Lavoro, guidato dal ministro Andrea Orlando, che si era impegnato a provvedere al rinnovo delle licenze e delle certificazioni del personale. Nulla di tutto questo però ha ancora visto la luce. Stiamo parlando della più grande crisi industriale del paese in cui lavoratori e professionisti del settore sono abbandonati a se stessi nel silenzio di stampa e media».

Cosa dice il verbale dell’accordo del 5 ottobre

Nel verbale di accordo sulla cigs, firmato il 5 ottobre nell’incontro al ministero del Lavoro con dirigenti del ministero, guidati dal direttore generale Romolo de Camillis, dai commissari di Alitalia e da sette sindacati, al punto 9 delle premesse si legge: «In linea con gli impegni governativi si conferma l’impegno ad avviare l’istruttoria per individuare le modalità per garantire la validità delle licenze per il personale di volo e di terra e gli strumenti per un percorso di aggiornamento e riqualificazione professionale». Ma poi nulla è più stato fatto. E adesso i piloti devono pagarsi da soli il rinnovo delle licenze.

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