oggi la decisione

Alitalia, prestito ponte alla terza proroga

di Gianni Dragoni


Il lunghissimo prestito ponte di Alitalia: arriva la terza proroga

5' di lettura

Per essere un “ponte” è molto lungo, anzi lunghissimo. Non se ne vede ancora la fine. All’inizio il finanziamento statale concesso ad Alitalia per mantenerla in volo doveva durare sei mesi e limitarsi a 3-400 milioni di euro.
Invece, con la proroga della scadenza per il rimborso che il governo si accinge a concedere oggi, il “prestito ponte” statale all'Alitalia potrà durare fino a due anni e un mese. E l’importo arriverà a superare il miliardo di euro.

Tutto comincia il 26 aprile 2017
Quella in arrivo è la terza proroga del prestito. Tutto cominciò il 26 aprile 2017. Vertice a Palazzo Chigi, dopo l'esito a sorpresa del referendum con il quale i lavoratori di Alitalia _ all'epoca controllata dalle banche e da Etihad _ avevano bocciato il piano di tagli che avrebbe dovuto accompagnare una ricapitalizzazione con l'iniezione di 900 milioni freschi nella compagnia, ricapitalizzazione che per questo saltò. Disse il premier Paolo Gentiloni: «È esclusa la nazionalizzazione». E il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda: «L’unica cosa sarà un prestito ponte dallo Stato, di 3-400 milioni, per un orizzonte di sei mesi che negozieremo». Calenda si riferiva all'autorizzazione dell'Unione europea per dare soldi pubblici a un'azienda in crisi. «L'eventuale intervento finanziario dello Stato sarebbe mirato solo ad evitare l'interruzione dell'attività», commentò il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan.

Il commissariamento e il prestito di 600 milioni
Pochi giorni dopo, il 2 maggio 2017, l'Alitalia fu commissariata. Via il cda presieduto da Luca Cordero di Montezemolo e l'a.d. Cramer Ball. Sulla tolda di comando furono chiamati tre commissari: Luigi Gubitosi, che già dal 15 marzo era nel cda di Alitalia e designato presidente dalle banche se fosse stato approvato l'accordo con i sindacati, il commercialista romano dai molti incarichi Enrico Laghi, il professore universitario Stefano Paleari, nato a Milano e docente a Bergamo. Lo stesso giorno il governo ha approvato il prestito ponte e i soldi, anziché 3-400 milioni, sono subito diventati 600 milioni.
Con un decreto legge pubblicato lo stesso giorno sulla Gazzetta ufficiale è stato concesso il finanziamento ponte che - secondo il comunicato di Palazzo Chigi - nel rispetto della disciplina sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese non finanziarie in difficoltà, applica interessi pari al tasso Euribor a sei mesi maggiorato di mille punti base, che «dovrà essere restituito entro sei mesi dall'erogazione, in prededuzione con priorità rispetto a ogni altro debito della procedura». Cioè il beneficiario del prestito paga interessi di circa il 10% all'anno.

Ottobre 2017: prima proroga ( si sale a 900 milioni)
A metà ottobre del 2017 Alitalia è ancora in mezzo al guado. La procedura per trovare un compratore non ha dato i risultati sperati, non ci sono vere offerte e chi è interessato, come Lufthansa, vorrebbe attuare un deciso ridimensionamento di Alitalia, della flotta e del personale. I commissari hanno bisogno di più tempo per vendere. Il governo Gentiloni allunga i termini e, con una norma nel decreto fiscale del 16 ottobre 2017, incrementa il prestito di altri 300 milioni, così il finanziamento statale complessivo sale a 900 milioni, più gli interessi. La data per la restituzione restituzione dei 600 milioni già erogati viene prolungata di 11 mesi, entro il 30 settembre 2018. Per la seconda tranche di 300 milioni, da erogare nel 2018, la restituzione dovrà avvenire “entro la fine dell'esercizio”, cioè entro il 2018. Il termine per completare la vendita della compagnia viene prorogato di sei mesi, fino al 30 aprile 2018. Il 21 novembre Luigi Gubitosi si mostra ottimista. Afferma che Alitalia ha una cassa di 849,6 milioni sui 900 milioni del prestito ponte. Quanto basta per «permetterci di essere stabili e forti nella trattativa».

Calenda: entro gennaio negoziato in esclusiva con l'offerta migliore
Il 21 dicembre Calenda dice che la cessione di Alitalia si può chiudere prima delle elezioni, che saranno il 4 marzo 2018: «È l'obiettivo che ci siamo dati con il ministro Delrio. Abbiamo tre offerte da valutare. Ed è possibile - dice Calenda - che entro gennaio si decida di avviare un negoziato in esclusiva con l'investitore che avrà presentato l'offerta migliore». Ma con l'avvicinarsi delle elezioni la procedura di vendita rallenta. Vere offerte vincolanti non ne arrivano.

La Ue apre un'indagine sugli aiuti
Dopo le elezioni, il 23 aprile 2018 la Ue apre una «indagine approfondita» sul prestito ad Alitalia, per il sospetto che sia un aiuto di Stato non compatibile con le norme comunitarie. In gennaio il governo lo aveva notificato come «aiuto di salvataggio», sul quale la Commissione sarebbe più permissiva. Ma da Bruxelles si fa notare che di norma l'aiuto di salvataggio non può durare più di sei mesi, mentre il prestito ad Alitalia è in piedi da quasi un anno.

Aprile 2018: seconda proroga
Il 26 aprile 2018 scatta la seconda proroga. Il governo Gentiloni approva un decreto legge che prolunga il termine per completare la vendita di sei mesi, fino al 31 ottobre 2018. La data per il rimborso della prima tranche di 600 milioni viene prolungata di due mesi e mezzo, fino al 15 dicembre 2018. E la scadenza viene fatta coincidere con quella per la restituzione della seconda tranche di 300 milioni, che in origine doveva essere rimborsata entro la fine dell'anno. «È una decisione conseguente all'attuale situazione politica - spiega Calenda -. Il passaggio ad una fase di negoziazione più stretta presuppone che ci sia un governo che possa decidere in modo pienamente legittimo». Il rinvio viene accolto in modo positivo da Lega e M5S, che poco più di un mese dopo formeranno il governo guidato da Giuseppe Conte.

Ottobre 2018: l'offerta delle Ferrovie
Alla scadenza del 31 ottobre 2018 Alitalia è ancora in mano ai commissari. Arrivano due offerte vincolanti per l'acquisto, una di Ferrovie dello Stato che ha l'appoggio del governo e pone come condizione l'arrivo nella compagine di un forte partner industriale (un vettore straniero), la seconda di easyJet che è interessata a un'Alitalia “ristrutturata”. C'è anche una terza offerta, non vincolante, di Delta. I commissari e il Mise, guidato da Luigi Di Maio, valutano come migliore l'offerta delle Ferrovie, ma c'è bisogno di tempo per le trattative. Soprattutto c'è da convincere Delta a entrare nella cordata. I contatti si susseguono, è ancora presto per capire se l'offerta delle Fs potrà essere finalizzata.

Dicembre 2018: Alitalia non ha i soldi per rimborsare
Si avvicina il termine per rimborsare il prestito più gli interessi, la somma è arrivata a un miliardo. Ma Alitalia non ha i soldi da restituire allo Stato, perché a causa delle perdite di gestione sta consumando cassa. A fine settembre, secondo gli ultimi dati comunicati dai commissari in Parlamento, in cassa c'erano 606 milioni, esclusi i depositi di garanzia, tra cui il più importante è quello di 103 milioni presso la Iata, che lo ha preteso appena Alitalia è stata commissariata per continuare a dare accesso ai suoi sistemi di pagamento, senza i quali Alitalia non potrebbe vendere biglietti.

Di Maio: il prestito va rinviato
Il 5 dicembre Di Maio dice che su Alitalia «in questo momento c’è una proposta vincolante di Ferrovie che presuppone tre mesi di “due diligence” e l'analisi dei dati per un piano industriale assieme a un partner. Il prestito ponte va rinviato per consentire a Fs di scrivere il piano industriale entro il 31 gennaio. La restituzione del prestito dovrebbe essere fissata tra maggio e giugno, ma se l'Antitrust fa prima con il suo parere possiamo anticipare». Il contatore degli interessi non si ferma. Se si arriverà a fine a giugno 2019 il debito di Alitalia verso lo Stato, cioè verso gli italiani, salirà a circa un miliardo e 50 milioni. Si prepara la terza proroga, mentre il commissario Paleari afferma che la proroga “è un fatto tecnico”. La domanda che molti si fanno è: Alitalia verrà davvero salvata (dalle Fs) e sarà in grado di rimborsare questo enorme debito?

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