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Alitalia, la retromarcia di Di Maio: «Fs sarà partner tecnico»

di Gianni Dragoni


Alitalia, Di Maio: «Non è salvataggio ma grande rilancio»

4' di lettura

Ferrovie dello Stato sarà «un partner tecnico di Alitalia prima di tutto, poi non è detto che debba metterci chissà quali soldi», ha detto il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio a Radio24. Parole che sembrano introdurre un possibile cambiamento di rotta nei programmi finora annunciati per il salvataggio della compagnia. Di Maio sostiene che i soldi per il rilancio di Alitalia verranno trovati «sul mercato» in base al piano fatto da Fs con la compagnia. «Poi - ha aggiunto Di Maio - se Fs vorrà avere un ruolo ancora più strategico all'interno della compagnia allora vorrà dire che potrà anche decidere di entrare nell’equity in maniera sostanziosa».

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Le Fs preparano l’offerta
Finora l’indicazione di Di Maio, confermata anche dopo il vertice di governo con il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Giovanni Tria del 22 ottobre sera, era che le Fs facciano da sole l’offerta vincolante per acquisire le attività di Alitalia, prevista entro il 31 ottobre, e che in un secondo tempo vengano imbarcati altri partner, tra cui il governo vorrebbe entrasse una compagnia aerea straniera. Da quanto detto da Di Maio a Radio 24 sembrerebbe invece che le Fs potrebbero anche avere una presenza ridotta al minimo (non ha precisato quale sarebbe la quota) e non avere una quota “sostanziosa” del capitale (l’equity). Secondo fonti vicine al dossier, interpellate dal Sole 24 Ore, il programma non è cambiato, cioè le Fs stanno lavorando per presentare un'offerta vincolante entro la fine del mese , attraverso la quale acquisirebbero da sole le attività di Alitalia. In una seconda fase le Fs cercherebbero di attrarre altri investitori, tra cui altre società pubbliche e una compagnia aerea straniera (da individuare), a quel punto la quota delle Fs si ridurrebbe a una partecipazione azionaria di minoranza.


Confusione e incertezza
Però le parole del vicepremier del M5S introducono confusione in una vicenda che già contiene diversi elementi di incertezza. Peraltro in molte dichiarazioni precedenti degli esponenti M5S del governo, compreso il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, è stata usata l’espressione “partner tecnico” riferita a un gruppo straniero (in origine si era pensato a Boeing, con la quale ci sono stati diversi incontri), non alle Fs che ora invece, secondo l’ultima versione del “piano Di Maio”, sarebbero il capocordata dei soci italiani pubblici, spinti dal Governo a fare il salvataggio di Alitalia.


Fs sono «uno dei principali concorrenti di Alitalia»
Di Maio ha parlato delle Fs come «uno dei principali concorrenti di Alitalia», facendo riferimento alla tratta Roma-Milano. Un’affermazione sorprendente, perché il principale concorrente di Alitalia non è il treno, ma sono Lufthansa, Ryanair, easyJet, Vueling, Wizzair, British Airways, Air France e altre compagnie, tra quelle asiatiche e americane sui voli a lungo raggio. Di Maio ha detto che per Alitalia «ci sono manifestazioni d’interesse non di una sola ma di tante compagnie e di tanti altri soggetti privati. Quindi abbiamo la possibilità per fare una scelta con un buon piano industriale che non veda nuovi soldi degli italiani impegnati».

Di Maio ha aggiunto: «Se noi coinvolgiamo Fs come partner tecnico prima di tutto (...) noi prendiamo uno dei principali concorrenti di Alitalia che è Ferrovie dello Stato oggi (...) e i partners con Alitalia costruiscono uno nuovo piano intermodale di spostamenti e di mobilità in Italia e si creerà la prima compagnia al mondo che è ferro, gomma, aerei. Questo renderà appetibile ai mercati e agli investitori questo piano, e ci sono già pronti tanti investitori che ci hanno manifestato interesse ad entrare. Come sempre i soldi li troveremo sul mercato, ma con un piano strategico, non per salvare Alitalia ma per rilanciarla».

Lufthansa chiede tagli al personale
Di Maio ha replicato alle dichiarazioni del presidente di Air Dolomiti, controllata da Lufthansa, che ha parlato della necessità di tagli per risanare Alitalia. «Se una compagnia interessata si pone dicendo che dobbiamo tagliare dei posti di lavoro non ha capito che cosa stiamo facendo», ha detto il vicepremier. In un’intervista alla Stampa, Joerg Eberhart, presidente di Air Dolomiti, ha detto: «Lufthansa è ancora interessata ad Alitalia. Al momento cerchiamo di capire cosa succederà. Abbiamo comunicato al Governo il nostro interesse, siamo disposti a incontrare i ministri. Siamo la prima compagnia in Europa, con bilanci in attivo, possiamo essere un buon partner. Siamo totalmente disponibili a discutere, ma non vogliamo spingere perché sappiamo che il governo è impegnato su diversi dossier». Per Eberhart occorre tagliare: «Alitalia ha bisogno di ridurre i costi, altrimenti il rischio è di andare avanti come ha fatto finora, cioè perdendo. I commissari straordinari hanno lavorato bene, riducendo i costi, ma non basta. Serve un intervento anche sul personale».

Sull’ipotesi nazionalizzazione, «lo Stato non è mai un buon imprenditore. Ma capisco l’idea di nazionalizzare nelle circostanze attuali, dato che il tempo stringe. Lo Stato - secondo Eberhart - può sostenere per un periodo limitato di tempo la compagnia di bandiera, come è successo con la stessa Lufthansa negli anni Novanta. Ma deve essere un intervento temporaneo, durante il quale viene creato un piano industriale credibile e appetibile».

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