La crisi della compagnia

Alitalia, in ritardo anche gli stipendi di aprile

La compagnia non ha i soldi. I commissari avvisano i dipendenti: pagheremo quando riceveremo gli «indennizzi Covid» dal governo

di Gianni Dragoni

(REUTERS)

2' di lettura

Alitalia non pagherà gli stipendi di aprile alla data prevista del 27 aprile. Ci sarà dunque un ritardo anche questo mese, dopo quello di marzo, quando le buste paga sono state saldate dopo più di una settimana dalla data prevista. La compagnia non ha soldi. Il paracadute predisposto dal governo con il decreto-legge approvato il 21 aprile non si è ancora aperto: la compagnia non ha ancora incassato i soldi pubblici, alla voce «indennizzi Covid», sui quali i commissari fanno affidamento per pagare gli stipendi.

Il messaggio dei commissari

I commisari di Alitalia hanno fatto oggi una laconica comunicazione interna ai dipendenti: «Gentili colleghe e colleghi, desideriamo informarvi come di consueto che procederemo con il pagamento degli stipendi di aprile non appena ci verranno erogati gli indennizzi previsti a sostegno dell’emergenza Covid-19. Cordiali saluti». Il messaggio è firmato dai tre commissari: Gabriele Fava, Giuseppe Leogrande, Daniele Santosuosso.

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La crisi si aggrava

La crisi della compagnia si fa più grave, è drammatica. Mentre prosegue il braccio di ferro tra il governo e la Commissione Ue per il decollo della nuova società publbica, Ita, che potrebbe godere di fondi pubblici fino a 3 miliardi per la ricapitalizzazione. Questi soldi invece non possono andare ad Alitalia, la Ue non vuole e già contesta gli aiuti pubblici ricevuti dopo il commissariamento, 1,3 miliardi in totale versati dal Mef tra il 2017 e il 2019.

Per gli stipendi servono 12 milioni al mese

In assenza di un accordo con Bruxelles per il decollo di Ita, le attività di volo restano in Alitalia, che però non ha più soldi. Non paga i fornitori, è in ritardo nel pagare gli stipendi, per i quali servono circa 12 milioni al mese. Il resto delle competenze, la cigs quota base e l’integrazione fino all’80% degli stipendi effettivi pre-cigs, lo deve pagare l'Inps.

Il decreto legge per erogare 50 milioni

Di fronte allo stallo con la Ue, il 21 aprile il governo ha deciso un’azione unilaterale. Ha inserito nel decreto legge sulle misure Covid una norma che consente di dare anticipazioni finanziarie ad Alitalia attingendo ai fondi stanziati nel 2020 per i «ristori» al trasporto aereo per i danni Covid, residuano 50 milioni non ancora erogati ad Alitalia. Sono stati già versati alla compagnia quasi 300 milioni, su uno stanziamento totale di 350 milioni.

La mossa del governo senza accordo con la Ue

Finora i soldi venivano pagati ad Alitalia solo dopo l’autorizzazione della Ue. Adesso, di fornte ai ritardi del negoziato sulla aprtenza di Ita, il governo ha deciso di andare avanti senza l’accordo di Bruxelles, che ha reagito con freddezza alla notizia. Il decreto legge è entrato in vigore il 23 aprile. Ma i soldi ad Alitalia non sono arrivati. E nessuno sa dire quando (e se) arriveranno.

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