il 2 maggio assemblea dei soci

Alitalia, salta la ricapitalizzazione: ora la parola agli azionisti

di Giorgio Pogliotti

(LaPresse)

3' di lettura

La vittoria del “no” al referendum sul preaccordo firmato da sindacati e Alitalia fa saltare la ricapitalizzazione e avvicina la prospettiva del commissariamento. Il Cda che si è riunito questa mattina ha «preso atto con rammarico» della decisione dei propri dipendenti che hanno bocciato a larga maggioranza il verbale d’intesa che avrebbe sbloccato un aumento di capitale da 2 miliardi, compresi oltre 900 milioni di nuova finanza, che sarebbero stati utilizzati per il rilancio della compagnia. «Data l’impossibilità di procedere alla ricapitalizzazione», si legge nel comunicato, il board ha deciso di «avviare le procedure previste dalla legge», tra queste la più probabile è l’amministrazione straordinaria.

Comunicato all’Enac l’avvio della procedura di nomina del commissario
La conferma arriva a stretto giro, ed è uno dei primi effetti del voto: la comunicazione ufficiale all’Ente nazionale per l'aviazione civile (Enac) da parte del presidente di Alitalia, Luca Cordero di Montezemolo, della decisione del Cda della compagnia aerea di avviare la procedura per la nomina del commissario straordinario. L'Enac, informa una nota, «ha preso atto che, al momento, esistono le condizioni per il mantenimento della piena operatività di Alitalia, su cui l'Ente continuerà a mantenere la propria vigilanza istituzionale in base alla normativa europea vigente».

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Il 2 maggio le decisioni degli azionisti
È convocata un'assemblea dei soci per il 27 aprile (in prima convocazione), che si terrà il 2 maggio (seconda convocazione) per deliberare in proposito. La parola passa dunque ai soci di Etihad, e alle banche creditrici Intesa Sanpaolo e UniCredit che avevano condizionato il loro intervento nell’operazione finanziaria, appunto, all’accordo con il sindacato che non c’è stato.

Hogan: delusi da no a referendum, pacchetto 2 mld le gato a vittoria dei sì
L’esito del referendum delude profondamente i vertici di Ethiad, socio di Alitalia con il 49% delle azioni, che si allineano comunque alla decisione espressa oggi dal Cda di demandare all'assemblea l'apertura delle procedure di legge, ovvero l'amministrazione straordinaria. «Ci rammarichiamo profondamente - ha dichiarato James Hogan, presidente e amministratore delegato di Etihad Aviation Group - per il risultato del voto, che significa una sconfitta per tutti: i dipendenti di Alitalia, i suoi clienti, i suoi azionisti, e lo stesso Paese, di cui Alitalia è un ambasciatore in tutto il mondo». In una nota, Hogan ha poi confermato che il sì al referendum costitutiva la «condizione fondamentale» per il pacchetto da due miliardi di euro concesso da Etihad e dai soci italiani di Alitalia per aiutarla a finanziare il suo piano industriale quinquennale.

Rinviato l’incontro di domani al Mise
È stato rinviato l’incontro previsto per domani al ministero dello Sviluppo economico dove erano stati convocati sindacati e azienda per ufficializzare l’esito negativo del referendum. Il Governo ha preso tempo rinviando l’appuntamento dopo le riunioni degli organi deliberanti di Alitalia. Il futuro della compagnia, dunque, si presenta come una nebulosa, perchè il Governo ha chiarito sin dal principio che non intende nazionalizzare Alitalia. Lo scenario più probabile al momento è quello dell’amministrazione straordinaria, con la nomina da parte del governo di uno o più commissari, che dovranno occuparsi del riequilibrio della gestione operativa, attraverso il congelamento dei crediti, per la cessione degli asset maggiormente appetibili sul mercato. Resta sullo sfondo la ricerca di nuovi soci, che però, alla luce di quanto accaduto con il referendum sembra difficilmente realizzabile.

Calenda: tra 6 mesi vendita o liquidazione, al lavoro per prestito-ponte
Sul futuro di Alitalia è intervenuto oggi anche il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che in una intervista al Tg3 ha confermato l’ipotesi di «un breve periodo di amministrazione straordinaria che si potrà concludere nel giro di 6 mesi o con una vendita parziale o totale degli asset di Alitalia oppure con la liquidazione». Quanto alla possibilità che si ciano all’orizzonte «aziende interessate a rilevarla», ha aggiunto Calenda «questo è tutto da vedere, è prematuro. Negozieremo con l'Ue un aiuto pubblico sotto forma di prestito», ha poi sottolineato il ministro. Il titolare del Mise ha comunque evitato di esprimersi sul numero di esuberi, sottolineando che «per i lavoratori dipenderà molto dagli sbocchi che si troveranno nel corso dell'amministrazione straordinaria». Niente invece dovrebbe cambiare per i viaggiatori: per loro «la situazione dovrebbe rimanere intatta, se si andrà verso l'orizzonte dell'amministrazione straordinaria i servizi continueranno a funzionare».

A litalia: nessuna modifica all’operativo dei voli per il momento
In questo quadro resta incerto il futuro dei 12.500 lavoratori, visto che non si sa ancora per quanto tempo la compagnia avrà liquidità per pagare gli stipendi. Dopodichè scatteranno gli ammortizzatori sociali. Mentre alle migliaia di passeggeri e a tutti coloro che hanno acquistato un biglietto e sono in procinto di partire con un volo Alitalia, la compagnia ha precisato che il programma e l’operatività dei voli «non subiranno al momento modifiche».

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