IL SALVATAGGIO

Alitalia, tutti gli scenari possibili dopo la proroga

Il governo ha concesso la proroga di un mese, fino al 15 ottobre, per la presentazione dell'offerta vincolante e definitiva delle Ferrovie dello Stato per l'acquisto delle attività della compagnia ma il probabile rimpasto in arrivo al vertice di Atlantia, il potenziale quarto socio della cordata Fs, potrebbe complicare le trattative in corso

di Gianni Dragoni


Alitalia, la storia di un salvataggio difficile

4' di lettura

Ripartono le trattative per il salvataggio di Alitalia. Il governo ha concesso la proroga di un mese, fino al 15 ottobre, per la presentazione dell’offerta vincolante e definitiva delle Ferrovie dello Stato per l’acquisto delle attività della compagnia. È la sesta proroga e non è detto che sia l’ultima. E il probabile rimpasto in arrivo al vertice di Atlantia, il potenziale quarto socio della cordata Fs, potrebbe complicare le trattative in corso.

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Il dialogo tra Castellucci e Battisti
Atlantia era entrata ufficialmente in campo l’11 luglio scorso, quando il cda della società dei Benetton aveva dato mandato all’a.d. Giovanni Castellucci ad «approfondire la sostenibilità ed efficacia del piano industriale» della Nuova Alitalia, considerato l’interesse industriale di Aeroporti di Roma, controllata da Atlantia. Ma i contatti tra Castellucci e il numero uno delle Fs, Gianfranco Battisti, erano cominciati già alla fine di marzo ed erano andati avanti con intensità, benché sotto traccia, per mesi.

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Il ruolo di Mediobanca
Contatti diretti e altri mediati da Mediobanca, l’advisor finanziario di Fs nell’operazione Alitalia che è anche la banca d’affari di riferimento della famiglia Benetton. Tra l’altro i Benetton sono tra i grandi soci di Mediobanca con il 2,10% del capitale. E Mediobanca è l’advisor di Atlantia per un’operazione in corso, la ricerca di acquirenti per una quota di minoranza della controllata Telepass, la società che gestisce i pagamenti automatizzati dei pedaggi autostradali.

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Possibile un rallentamento
Se, come appare probabile, al termine del cda di oggi Castellucci non avrà più le redini per guidare la società, cosa succederà di un dossier delicato che il numero uno di Atlantia ha gestito in prima persona? Fonti vicine al dossier Alitalia rilevano che i livelli superiori di Atlantia, cioè gli azionisti, avevano condiviso i passi fatti fino ad oggi. Ma Castellucci è stato il protagonista delle trattative e, in caso di passaggio di consegne a un altro manager o a un comitato esecutivo, ci potrebbe essere almeno un rallentamento.

Le quote azionarie dei soci della Nuova Alitalia
Secondo lo schema delle trattative Atlantia dovrebbe avere lo stesso peso azionario di Fs nella nuova compagnia, almeno il 35% ciascuno. La quota potrebbe salire di qualche punto, fino al 37,5%, se Delta, il partner industriale americano, avesse il 10 per cento. L’altro socio previsto è lo Stato, il ministero dell’Economia, con il 15% circa del capitale, attraverso la conversione in azioni del credito per gli interessi, pari a 145 milioni, che Alitalia deve versare al Mef sul prestito di 900 milioni concesso dal governo Gentiloni. La nuova aviolinea partirebbe con un capitale di un miliardo di euro. Pertanto Atlantia, come le Fs, dovrebbe iniettare almeno 350 milioni per partecipare all’operazione, oppure 375 milioni nell’ipotesi di una quota del 37,5 per cento.

La concessione ad Autostrade
Prima che Atlantia fosse nuovamente investita dalla bufera per i falsi rapporti sulla sicurezza dei viadotti autostradali, la trattativa su Alitalia era in stallo. Ma sembrava pronta a imboccare la dirittura finale perché il nuovo governo Pd-M5S aveva abbandonato - parole del premier Giuseppe Conte - l’obiettivo di revocare la concessione autostrade al gruppo Atlantia (che scade nel 2038), optando per una revisione. Cioè si profilava un atteggiamento molto più morbido verso la società dei Benetton. Tra i due dossier ci sono ampi vasi comunicanti. Sta di fatto che Atlantia ha sempre frenato sulla partita Alitalia finché non ci sono state aperture sul dossier concessione per la controllata Autostrade per l’Italia. Ma adesso il M5S torna a insistere per la revoca della concessione. Si parla però anche di un’ipotesi intermedia, una mini-revoca che potrebbe essere limitata al tratto di autostrada a Genova, quella che gestisce anche il Ponte Morandi crollato il 14 agosto 2018, causando 43 morti. Un passo indietro di Castellucci potrebbe creare rapporti più distensivi tra i Benetton e il governo.

I punti di divergenza nelle trattative
Sui contenuti della trattativa per Alitalia, i punti sui quali c’era divergenza sono sostanzialmente tre: 1) la partecipazione azionaria di Delta, da parte italiana e soprattutto di Atlantia si vorrebbe una quota superiore al 10% e la garanzia di un impegno a sostenere le future ricapitalizzazioni di cui la Nuova Alitalia avrà bisogno, forse già a partire dal 2021; 2) un maggiore sviluppo di rotte di Alitalia sul Nordamerica. Un ostacolo alle trattative è venuto dalla scoperta degli accordi commerciali e industriali di Alitalia con Delta, che non fanno parte della trattativa condotta da Fs ma riguardano i rapporti tra le compagnie.

La joint venture transatlantica
Alitalia fa parte di una joint venture transatlantica con Delta e Air France-Klm. Ma adesso è stata negoziata una nuova joint venture, si chiama Blue Skies, dalla quale Alitalia è esclusa. I partner sono Delta, Air France-Klm e la britannica Virgin Atlantic, di cui Delta è principale azionista. La nuova jv ha avuto l’autorizzazione preliminare Antitrust del dipartimento dei Trasporti americano il 2 agosto scorso, ma non è ancora in vigore. Nell’autorizzazione provvisoria il dipartimento americano ha stabilito che, entro sei mesi dall’entrata in vigore della nuova jv, gli accordi in essere con Alitalia devono perdere efficacia. Se questo avvenisse Alitalia sarebbe fortemente penalizzata nella possibilità di vendere biglietti in Nord America attraverso la rete di Delta e nella possibilità di avere voli in prosecuzione con la rete Delta. Secondo i piani di Delta, Alitalia dovrebbe rientrare nella nuova jv in una fase successiva come partner di secondo livello, non avrebbe gli stessi diritti dei primi quattro. Anche questa sarebbe una penalizzazione per Alitalia. Secondo fonti vicine alle trattative la questione delle rotte Nordatlantiche sarebbe risolvibile, se si superasse almeno il primo punto, quello di un incremento della partecipazione di Delta.

La scelta dell'amministratore delegato di Alitalia
Il terzo punto aperto nei negoziati è la scelta dell’amministratore delegato della Nuova Alitalia. Sono state vagliate diverse candidature, finora nessuno ha convinto tutti i partner. La scelta dell’a.d. spetta alle Fs e deve essere condivisa con gli altri soci. Il presidente invece sarà espresso direttamente da Fs. La sensazione è che l’a.d. di Fs, Battisti, non abbia ancora messo sul tavolo la carta vincente. Prima si deve trovare l’accordo sui passaggi chiave del piano industriale.

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