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Alitalia, sciopero contro lo spezzatino. E Delta torna a farsi avanti

Da mezzanotte la protesta di 24 ore di piloti, assistenti di volo e personale di terra

di Gianni Dragoni

Alitalia, arriva il commissario unico

Da mezzanotte la protesta di 24 ore di piloti, assistenti di volo e personale di terra


2' di lettura

I sindacati tornano a scegliere la strada della protesta per dire no a tagli sul lavoro e al rischio spezzatino di Alitalia. E per chiedere che la vertenza, dopo oltre due anni e 7 mesi di amministrazione straordinaria e 1,3 miliardi di euro di soldi pubblici, trovi finalmente una soluzione. La protesta di 24 ore indetta unitariamente dalle sigle di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl (che dalle 10 saranno anche in presidio a Fiumicino, Linate e Malpensa), è scattata a mezzanotte e interessa piloti, assistenti di volo e personale di terra di Alitalia e Air Italy, nel rispetto delle fasce di garanzia 7-10 e 18-21.

La compagnia per contenere i disagi ha già cancellato 315 voli, sia nazionali che internazionali, nella giornata di oggi, annullato un'altra quarantina di collegamenti nella serata di ieri e nella prima mattinata di domani, e attivato un piano straordinario per riprenotare i viaggiatori coinvolti (la metà dei passeggeri dovrebbe riuscire a viaggiare nella stessa giornata).

Nell’attesa che Leogrande si insedi in azienda (manca ancora il decreto di nomina del Mise), si guarda a Lufthansa per il futuro della compagnia. Ma anche a Delta, ancora interessata ad acquisire una quota di Alitalia. Ed Bastian, amministratore delegato della compagnia americana che faceva parte della cordata guidata da Ferrovie dello Stato, lo ha detto ieri all’agenzia Reuters. Bastian ha precisato di non aver incontrato il nuovo supercommissario scelto dal governo, Giuseppe Leogrande. Il nuovo commissario, esperto di diritto fallimentare, ha l’incarico di far ripartire la procedura di cessione. Ma dovrà anche presentare al Mise un piano con interventi di «riorganizzazione ed efficientamento della struttura e delle attività aziendali». Il riferimento è contenuto nel decreto legge del 2 dicembre che sblocca il nuovo finanziamento statale di 400 milioni di euro ad Alitalia, con l’obiettivo della cessione entro il 31 maggio 2020.

Il provvedimento sostituisce il decreto fiscale del 26 ottobre, che finalizzava i 400 milioni solo alla cessione, quando c’era l’aspettativa che avesse buon esito l’offerta di acquisto di Fs-Delta-Mef e Atlantia. «Su Alitalia siamo stati costretti ad intervenire perché Atlantia si è sfilata alla vigilia dell’offerta», ha detto ieri il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, a Radio 24. L’esame del nuovo decreto salva-Alitalia è cominciato due giorni fa nella commissione Trasporti della Camera.

Una novità è stata segnalata dall’ufficio studi della Camera. Viene soppressa la norma del decreto Crescita, che destinava i 145 milioni dovuti da Alitalia al ministero dell’Economia come interessi sul precedente prestito statale di 900 milioni (erogato nel 2017) per l’assunzione di una partecipazione azionaria del Mef nella Newco che si sarebbe dovuta costituire con l’offerta di Fs e Delta.

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    Gianni DragoniCaporedattore, inviato

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: italiano, inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza, industria aerospazio, difesa, industria ferroviaria, trasporto aereo, grandi aziende pubbliche, privatizzazioni, bilanci società di calcio, stipendi manager, governance società quotate, conflitti d'interesse

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