Il salvataggio della compagnia

Alitalia sta per finire la liquidità. Il governo potrebbe darle altri 300 milioni

Il futuro di Alitalia è nell’incertezza, ma la compagnia sta per finire i soldi. La cassa è ormai esaurita

di Gianni Dragoni


Alitalia, occhi su Delta per quota e rotte

5' di lettura

Il futuro di Alitalia è nell’incertezza, ma la compagnia sta per finire i soldi. La cassa è ormai esaurita. Sarebbe già sottozero se si facesse il calcolo senza considerare gli anticipi per i biglietti venduti per i voli delle prossime settimane e dei prossimi mesi. Il governo sta valutando se fare una nuova iniezione di soldi pubblici. Secondo stime ufficiose la compagnia avrebbe bisogno di almeno 200-300 milioni di euro per la traversata invernale.

Patuanelli ha convocato i commissari
Alitalia potrebbe finire la liquidità prima della fine dell’anno, probabilmente già all’inizio di dicembre. Il problema della cassa sarà affrontato in un incontro tra il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e i tre commissari, Stefano Paleari, Enrico Laghi - in carica dal 2 maggio 2017 - e Daniele Discepolo, l’ultimo nominato il 6 dicembre 2018 dall’allora ministro Luigi Di Maio, dopo che Luigi Gubitosi era andato al vertice di Telecom Italia. La scorsa settimana, il 2 ottobre, Patuanelli avrebbe dovuto rispondere a un’interrogazione alla Camera sulla cassa di Alitalia e cosa accadrebbe se entro il termine dell 15 ottobre non venisse presentata l’offerta vincolante del consorzio Fs-Delta-Mef e del potenziale partner Atlantia: ma all’ultimo minuto l’interrogazione, presentata da Stefano Fassina (LeU) e altri due parlamentari, è stata ritirata.

Il prestito statale di 900 milioni
La cassa ad Alitalia perché potesse continuare a volare era stata fornita dal governo Gentiloni, che ha stanziato 900 milioni in due tappe in seguito al commissariamento della compagnia, avvenuto il 2 maggio 2017, dopo il fallimento della gestione targata Etihad. Ufficialmente è stato un prestito dello Stato a un’azienda privata. Ma la compagnia non è in condizione di restituire i soldi, neppure se i commissari venderanno le attività alla cordata che le Fs stanno cercando di organizzare con Delta e con il partner Atlantia, oltre al Mef. Operazione peraltro ancora in forte dubbio per le divergenze con la società dei Benetton, che è preoccupata per l’incertezza sul mantenimento della concessione ad Autostrade per l’Italia.

Gli interessi non sono più dovuti
Sul prestito Alitalia avrebbe dovuto pagare interessi annui del 10%, ma il precedente governo Lega-M5S ha di fatto condonato gli interessi con il decreto-legge «Crescita» e ha stabilito che questi non siano più dovuti oltre il 31 maggio 2019. Secondo il decreto gli interessi dovuti fino a maggio, stimati in circa 145 milioni, saranno utilizzati dal ministero dell’Economia per sottoscrivere la sua quota di capitale della Newco Nuova Alitalia. Il Mef dovrebbe avere circa il 15% della Newco, su un capitale previsto di un miliardo, purché l’operazione si faccia.

Ad agosto liquidità ridotta a 360 milioni
Alitalia continua a volare in perdita e a bruciare cassa. Nell’incontro con i sindacati, il 18 settembre, Paleari ha detto che la liquidità «a fine agosto è superiore a 360 milioni, oltre i depositi». A giugno la cassa era a 436 milioni. Dunque è diminuita di oltre 60 milioni nel picco della stagione. La cassa effettiva di proprietà della compagnia però è inferiore di alcune centinaia di milioni rispetto a queste cifre, perché _ come abbiamo già detto _ dentro la liquidità ci sono anche i soldi degli anticipi per i biglietti prevenduti, e questi sono un debito della compagnia verso i clienti.

Liquidità gonfiata con gli anticipi
Le comunicazioni periodiche fatte dai commissari non forniscono dati trasparenti sulla situazione finanziaria di Alitalia. Perché parlare solo di cassa è fuorviante, essendovi ricompresi anche i soldi degli anticipi per l’acquisto dei biglietti dei voli futuri, insomma è un dato gonfiato rispetto a quello effettivo. I commissari dovrebbero rendere nota la posizione finanziaria netta, cioè anche i debiti, ma non lo fanno. E né il Parlamento né il governo hanno mai chiesto di pubblicare dati completi.

La trattativa per la cessione
Il punto chiave della vicenda riguarda però la trattativa per la vendita delle attività adi Alitalia una nuova società. In pista c’è una sola offerta, quella presentata da Fs già il 31 ottobre 2018 e soggetta a condizioni. Fs ha individuato Delta Airlines come partner industriale, ma non basta. Si è cercato un altro partner ed è emersa la disponibilità di Atlantia, che dovrebbe avere ia stessa quota di Fs nella Newco, circa il 35 per cento. È dalla fine di marzo che la società dei Benetton guarda al dossier in stretto contatto con Fs, ma la disponibilità ufficiale è stata annunciata solo l’11 luglio scorso. Fs ha scelto Atlantia come potenziale partner il 15 luglio, ma la trattativa non ha fatto passi avanti.

Le richieste di Atlantia
Atlantia ha posto una serie di questioni sul piano industriale, tra cui le rotte insufficienti nel Nord America e ha chiesto un maggior impegno di Delta, rispetto al 10% previsto nel capitale della Newco. Inoltre Atlantia vorrebbe che Delta si impegnasse per le future ricapitalizzazioni. Delta non ha fatto concessioni a queste richieste e Atlantia è andata all’attacco del piano industriale con critiche pesanti, in una lettera inviata il 2 ottobre a Patuanelli.

La concessione di Autostrade
In realtà Atlantia ha introdotto anche un altro argomento. Nella lettera al ministro la società dei Benetton ha detto che non potrebbe fare un «eventuale intervento» in Alitalia se perdurerà «una situazione di incertezza» sulla concessione ad Autostrade per l’Italia, da cui ottiene centiania di milioni di utili all’anno. Insomma è questa la principale preoccupazione di Atlantia. La questione è nelle mani del governo.

Patuanelli preoccupato
«Il dossier di Alitalia è un dossier che un po’ ci preoccupa, vista la scadenza del 15 ottobre, e che deve essere di rilancio non di mero salvataggio», ha detto il ministro Patuanelli al Tg1 il 4 ottobre. Nella trattativa in questi giorni si attende l’ultima risposta di Delta ai punti di divergenza. La scadenza del 15 ottobre è molto vicina e non è certo che arrivi l’offerta vincolante.

L’ipotesi liquidazione e l’interesse di Lufthansa
Il governo potrebbe concedere una nuova proroga del termine? Sarebbe la settima. Ma senza offerte i commissari potrebbero dire stop alla procedura di vendita e avviare la liquidazione di Alitalia. In quel caso potrebbe ripresentarsi Lufthansa. I tedeschi non hanno mai fatto un’offerta, ma sono interessati a rilevare poco più di metà di Alitalia, solo le attività di volo, con 74 aerei. Ci sarebbero 6.000 esuberi.

La mossa di Efromovich
Intanto si è rifatto vivo dal Sudamerica l’impenditore German Efromovich, azionista della colombiana Avianca. Ha scritto una lettera a Patuanelli e ai commissari dicendo che è disponibile a rilevare fino al 100% di Alitalia. Finora non risulta che sia stato contattato per approfondire la sua proposta, già rigettata a luglio quando il cda Fs scelse di aprire le trattative con Atlantia.

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