La crisi della compagnia

Alitalia, stipendi e cigs di febbraio saranno pagati il primo marzo

Il commissario Leogrande assicura i dipendenti che non ci sarà decurtazione delle buste paga. Oggi vertice interministeriale sull’assetto della compagnia

di Gianni Dragoni

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(ANSA)

3' di lettura

Alitalia pagherà gli stipendi di febbraio il primo marzo e verserà anche l’anticipo base della cigs, come faceva nei mesi precedenti. Lo ha comunicato il commissario, Giuseppe Leogrande, in una mail interna ai circa 11mila dipendenti. Non spiega dove abbia trovato i soldi, visto che fino a ieri aveva detto che aveva a disposizione solo 10,5 milioni di euro anziché i 18 milioni necessari. Stamattina è previsto il vertice interministeriale tra il responsabile del Mise, Giancarlo Giorgetti, il responsabile dei Trasporti Enrico Giovannini e il Mef.

La comunicazione di Leogrande
«Per fronteggiare l'emergenza retributiva, la compagnia si appresta a destinare le necessarie risorse finanziarie per regolare al primo marzo stipendi e anticipo cigs», dice una comunicazione interna inviata da Leogrande ai dipendenti. Gli stipendi verranno pagati in ritardo, rispetto alla scadenza del 27 febbraio, ma la novità è che Leogrande afferma che la compagnia «si appresta» a versare anche l’anticipo cigs, come nei mesi precedenti. Secondo indiscrezioni i soldi necessari arriverebbero da anticipazioni del governo a valere sugli indennizi Covid per gli ultimi due mesi del 2020, non ancora autorizzati dalla Ue. Il commissario ha chiesto al governo di anticiparli comunque, sostiene che il governo ne ha i poteri.

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L’Inps vuole abbattere l’integrazione degli stipendi
Questa è solo una toppa di fronte all’emergenza buste paga. Non ci sarà una decurtazione rispetto ai mesi precedenti. Resta aperto il problema della quota di integrazione, aggiuntiva rispetto alla cigs base, che viene versata dall’Inps con il Fondo di solidarietà del trasporto aereo. Questo fondo consente di integrare fino all’80% dello stipendio effettivo l’indennità versata ai dipendenti di Alitalia in cigs.

Ai piloti in cigs fino a 5.000 euro la mese
Per i piloti significa percepire fino a 4.000-5.00 euro netti al mese, anziché i mille euro della cigs base. Per le altre categorie i valori sono molto più bassi. Lo stipendio dei naviganti ha una quota variabile legata alle ore di volo. Poiché nel 2020 i voli di Alitalia sono crollati del 70-80% a cuasa del Covid, l’Inps ha comunicato ad Alitalia che l’integrazione della cigs deve essere ricalcolata, in base al volato effettivo, perché il decreto interministeriale sulla materia prevede che si prenda come base di riferimento il periodo di 12 mesi precedenti, in questo caso si parla del periodo novembre 2019-ottobre 2020. Applicando questa regola ci sarebbe un abbattimento delle indennità soprattutto per i piloti e gli assistenti di volo.

La lettera al ministero del Lavoro
Leogrande ha scritto una lettera al ministero del Lavoro in cui chiede l'avvio di «un confronto istituzionale in relazione al decreto direttoriale con il quale è stata concessa l’autorizzazione al trattamento di Cigs per il periodo dal 1 novembre 2020 al 21 settembre 2021».

L’assetto futuro della compagnia
Il problema centrale rimane l’assetto futuro della compagnia. La Ue ha chiesto al governo precedente e a Leogrande di fare una gara aperta e trasparente per vendere le attività di Alitalia, perché ci sia «discontinuità economica». Bruxelles non vuole che ci sia il passaggio diretto alla Newco pubblica Ita, alla quale è destinato un aumento di capitale fino a 3 miliardi di euro. Nel piano presentato anche alla Ue Ita prevede di assorbire 52 aerei e 5.200-5.500 dipendenti da aprile 2021, con un icremento negli anni successivi. La Ue chiede che le attività diverse dal volo, cioè handling e manutenzione, siano vendute in forma separata e non vengano acquisite da Ita. I sindacati sono contrari allo spezzatino.

L’ipotesi della cessione diretta a Ita dell’aviation
Leogrande ha detto al governo, sia il precedente sia il nuovo ministro dello Sviluppo Giorgetti, che per accelerare c’è una sola strada: fare una trattativa diretta con Ita per trasferire l’attività aviation, cioè il volo, e poi fare una gara successiva per le altre due parti, handling e manutenzione. Di questo si dovrebbe parlare nel vertice interministeriale di domani. Se il governo aderisse a questa impostazione, dovrebbe poi aprire un confronto con Bruxelles. Nel caso, alternativo, si dovesse fare una gara anche per la parte aviation, Leogrande ha fatto presente che ci vorrebbero 4-5 mesi per completarla e che per non restare a terra Alitalia avrebbe bisogno di almeno 200 milioni aggiuntivi.

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