giorno decisivo

Alitalia, negli ultimi undici anni bruciati 310mila euro per addetto

Il governo ha deciso di dare altri 400 milioni di soldi pubblici per tenerla in vita altri sei mesi, sperando che arrivi un compratore. Dal 2008, con l’operazione dei “capitani coraggiosi”, il costo complessivo supera i 5 miliardi

di G.D.

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Il governo ha deciso di dare altri 400 milioni di soldi pubblici per tenerla in vita altri sei mesi, sperando che arrivi un compratore. Dal 2008, con l’operazione dei “capitani coraggiosi”, il costo complessivo supera i 5 miliardi


2' di lettura

Alitalia è una fornace volante che brucia banconote per un valore di 900mila euro al giorno in media. Il governo ha deciso di dare altri 400 milioni di soldi pubblici per tenerla in vita altri sei mesi, sperando che arrivi un compratore.

Questo porterà a 9 miliardi e 200 milioni il totale aggiornato di quanto Alitalia è costata allo Stato e alla collettività in 45 anni, a valori monetari correnti, un calcolo già fatto dal Sole 24 Ore in base a uno studio di Mediobanca del 2015, aggiornato con i costi successivi.

L’aggravio nei risultati c’è stato a metà degli anni Novanta. Ancora più forte è stata l’accelerazione delle perdite da quando il governo Berlusconi, vittorioso nelle elezioni di aprile 2008, anziché vendere Alitalia a Air France-Klm come aveva previsto Romano Prodi, ha deciso il fallimento pilotato della compagnia che era al 49,9% pubblica. La polpa senza i debiti e senza 7.000 esuberi fu venduta alla Cai dei Capitani coraggiosi, guidati da Roberto Colaninno e Intesa Sanpaolo.

L’operazione amministrazione straordinaria e cessione a Cai è costata, secondo i calcoli di Mediobanca, 4,1 miliardi a valori 2014. Escludendo dai costi i 600 milioni di oneri per lo Stato per il parziale rimborso dei bond posseduti dai risparmiatori e per la quota detenuta dal Mef, rimane un onere di 3,5 miliardi. La voce più pesante nei costi sono gli 1,9 miliardi tra cigs e integrazione al reddito dei 7.000 esuberi, ai quali fu garantito l’80% dello stipendio effettivo per sette anni.

Agli oneri sostenuti con l’operazione del 2008 si aggiungono i costi successivi per tenere in volo Alitalia, pari a un miliardo 778 milioni. Voce composta soprattutto dai «prestiti ponte» fatti dai governi Gentiloni (900 milioni più 145 milioni di interessi mai restituiti) e attuale (400 milioni, da erogare), più la rivalutazione monetaria dal 2014 a oggi.

Il totale è pari a 5 miliardi e 278 milioni: questo è quanto è costata Alitalia allo Stato solo dal 2008 a oggi. Con il senno di poi, facendo una simulazione, si potrebbe dire che se questa somma fosse stata distribuita nel 2008 come liquidazione ai circa 17mila dipendenti e Alitalia fosse stata chiusa, ciascuno avrebbe incassato in media 310.000 euro lordi.

La contropartita sarebbe stata che gli stessi lavoratori non avrebbero più ricevuto lo stipendio per gli 11 anni successivi, a meno che non si fossero reimpiegati altrove.

Essendo il costo medio dei dipendenti pari a 61.000 euro l’anno (dati di Mediobanca riferiti al 2005), pari a 72.700 euro attuali, quegli stessi lavoratori in media non avrebbero più percepito circa 800mila euro lordi a testa.

Per approfondire:
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