piano di salvataggio

Alitalia, verso una nuova proroga del termine per l’offerta Fs-Delta-Atlantia

Il salvataggio di Alitalia è uno dei temi più urgenti che il nuovo governo dovrà affrontare. Il 15 settembre scade il termine per la presentazione dell’offerta vincolante e definitiva di Ferrovie dello Stato, insieme ai partner Delta, Mef e Atlantia, per l’acquisto delle attività della compagnia. Ma non c’è un accordo

di Gianni Dragoni


Alitalia, in cassa 412 milioni. Corsa contro il tempo per offerta vincolante

4' di lettura

Il salvataggio di Alitalia è uno dei temi più urgenti che il nuovo governo dovrà affrontare. Il 15 settembre scade il termine per la presentazione dell’offerta vincolante e definitiva di Ferrovie dello Stato, insieme ai partner Delta, Mef e Atlantia, per l’acquisto delle attività della compagnia. Ma ad oggi non c’è un accordo sul piano industriale tra i potenziali nuovi soci e la crisi di governo ha rallentato il confronto. Sarà quindi necessaria una proroga del termine, la sesta da quando le Fs hanno presentato la prima offerta ai commissari di Alitalia, il 31 ottobre 2018.

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Il ruolo di Atlantia
Non ci sono dichiarazioni ufficiali sul dossier. Chi lavora all’operazione riconosce però che non è possibile arrivare a un’offerta entro la metà di questo mese. Il termine era stato fissato dal Mise di Luigi Di Maio a metà luglio, quando le Fs avevano individuato Atlantia come potenziale «quarto socio» del consorzio per il salvataggio della compagnia. L’11 luglio il cda di Atlantia, la società dei Benetton che controlla Aeroporti di Roma e Autostrade per l’Italia, aveva dato la disponibilità ad approfondire il piano industriale e a trattare l’ingresso nel consorzio della Nuova Alitalia guidato da Fs.

Il parere del governo
E l’operazione deve essere sottoposta anche al nuovo governo, visto l’impegno consistente che lo Stato assumerebbe nella Nuova Alitalia: è prevista una partecipazione di Fs con almeno il 35% del capitale, fissato in un miliardo di euro, quota che potrebbe arrivare al 37,5%, più quella del ministero dell’Economia che avrebbe il 15% circa. Atlantia dovrebbe avere una quota identica a Fs. Delta ha indicato una quota del 10% (100 milioni), che ad avviso di alcuni osservatori andrebbe rafforzata per garantire un maggior impegno del vettore americano rispetto ai benefici che Delta può trarre dalle intese commerciali con Alitalia.

La firma del Mef
Occorre la firma del ministro dell’Economia per l’acquisto della partecipazione azionaria, dunque il ruolo del nuovo ministro di via XX Settembre, Roberto Gualtieri (Pd), potrebbe essere più forte di quello che l’esuberanza di Di Maio dal Mise nel precedente esecutivo (ora sostituito da un altro 5S, Stefano Patuanelli) sembrava lasciare a Giovanni Tria. È cambiato anche il ministro dei Trasporti, che ha la vigilanza sulle Fs, la dem Paola De Micheli al posto del 5S Danilo Toninelli. Rimane la continuità del premier Giuseppe Conte, che ha già espresso apprezzamento per il «Progetto Az» delle Fs.

Trattative in agosto
Tra le Fs e il vettore americano Delta Airlines, una delle più grandi compagnie del mondo, era già stata raggiunta nei mesi precedenti un'intesa preliminare e definito un piano industriale, da sottoporre al «quarto socio». I rappresentanti di Atlantia hanno condotto trattative con Fs e Delta anche nel mese di agosto. Da quanto trapela, il confronto non è terminato. Non arrivano indicazioni concordanti da tutte le parti coinvolte, anche se nessuno si espone con dichiarazioni.

Rotte transatlantiche
Il punto chiave è quello delle rotte transatlantiche e dell’accesso di Alitalia al mercato Nord Americano. Oltre alle discussioni tra i potenziali soci, sono in fase avanzata di discussione accordi commerciali sottostanti negoziati da Delta con i commissari e la dirigenza di Alitalia che _ ad avviso di alcune fonti industriali _ limitano la possibilità della compagnia di accedere al mercato Usa rispetto alla precedente joint venure transatlantica a quattro fra Delta, Air France-Klm e Alitalia. Questa joint venture è stata sostituita da un nuovo accordo a quattro, detto «Blue Skies», in cui Alitalia non c’è. Al suo posto c’è la britannica Virgin Atlantic, di cui Delta ha il 49% e Air France il 39 per cento.

Operazione «Blue Skies»
L’operazione «Blue Skies» ha avuto il via libera preliminare del dipartimento dei Trasporti americano il 2 agosto scorso. Secondo questa autorizzazione, sottoposta a pubblica consultazione fra i partner e gli oppositori (tra cui c’è la compagnia americana concorrente Jet Blue), entro sei mesi da quando l’intesa avrà avuto il via libera definitivo cesserà di avere validità il precedente accordo tra Delta e Alitalia, che è tuttora in vigore. Delta intende far rientrare Alitalia nell’alleanza con un nuovo accordo, un testo riservato, già negoziato con Roma per più di un anno. Il testo è stato solo siglato con le iniziali da rappresentanti di Alitalia, non ancora firmato. Nel nuovo assetto prefigurato Alitalia sarebbe partner di secondo livello («associated» partner), come Aeromexico. Questo assetto, lamentano piloti e assistenti di volo di Alitalia di Anpac, Anp e Anpav riuniti nella federazione Fnta, sarebbe penalizzante per Alitalia rispetto alla situazione attuale. Delta invece ha difeso il lavoro fatto, mentre c’è chi fa notare che dietro il nuovo assetto ci sarebbe anche la mano di Air France, rivale di Alitalia e stretto partner di Delta, di cui la compagnia americana detiene il 9% del capitale.

Compagine solida
Le angolature dell’operazione sono tante e far quadrare tutte le posizioni non è semplice. È vero anche, però, che tutti i potenziali soci della Nuova Alitalia hanno interesse al successo dell’iniziativa e a superare le divergenze. Le Fs come pivot del progetto, Atlantia per difendere la posizione industriale dell’aeroporto di Fiumicino, di cui Alitalia è il primo cliente, Delta come partner di Alitalia nell’ambito dell’alleanza SkyTeam, interessata ad evitare che arrivi Lufthansa a prendersi i pezzi di Alitalia compreso il”business” delle rotte transatlantiche. Sulla carta la compagine azionaria tra Fs, Delta e Atlantia, più il Mef, sarebbe la più solida che Alitalia abbia mai avuto nella sua storia travagliata.

Possibile proroga di un mese
Dunque la proroga del termine per l’offerta, che potrebbe essere di almeno un mese, potrebbe servire a un chiarimento definitivo per far decollare un piano di rilancio che non è privo di difficoltà.

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