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Alitalia, giornata decisiva. Il no di Atlantia sul tavolo del cda FS

Giornata decisiva per il salvataggio della compagnia di bandiera. Sul tavolo del cda di Fs il no di Atlantia

di Marigia Mangano


Alitalia un’altra Ilva pronta a esplodere: nuova proroga o liquidazione

2' di lettura


Giornata decisiva per Alitalia. Dopo lo stop di Atlantia, convinta che non siano ancora maturate le condizioni per l’adesione della società al piano di salvataggio della campagnia di bandiera, si riunirà a breve il consiglio di amministrazione di Ferrovie dello Stato. E’ previsto un pre consiglio alle ore 11 a cui seguirà il cda della società che dovrà esaminare l’improvviso dietrofront di Atlantia.

Il no di Atlantia. Il gruppo autostradale che fa capo alla famiglia Benetton ha preso ancora tempo e ha fatto sapere al termine del board che si è riunito il 19 novembre che «allo stato non si sono ancora realizzate le condizioni necessarie per l'adesione della società al consorzio finalizzato alla presentazione di un'eventuale offerta vincolante su Alitalia». La data del 21 novembre non sarà dunque, ancora una volta, l’ultima utile per dar vita alla cordata in grado di rilevare la compagnia, nonostante il velato ottimismo mostrato proprio dal ministro dello Sviluppo economico, fiducioso sui “buoni passi avanti” che non sembrano però ancora essersi concretizzati.

Il rischio dell’ottava proroga. Fs potrebbe dunque essere costretta a chiedere l’ottava proroga ai Commissari che hanno però vincolato l’accesso ai fondi del prestito ponte (400 milioni garantiti dal governo) alla presentazione del consorzio. Le condizioni che Atlantia non giudica sufficienti per presentare l’offerta sono quelle più volte ribadite dalla compagnia da quando ha dato disponibilità a valutare l’investimento, partendo da un piano industriale insufficiente. Sul tavolo ad oggi c’è solo l'impegno di Delta per rilevare - accanto a Fs, alla stessa Atlantia e al ministero dell’Economia - il 10% del capitale, con un investimento che gli americani hanno confermato in 100 milioni.

Le condizioni di Lufthansa. Lufthansa invece, per la quale evidentemente a questo punto il gruppo italiano sembra propendere, latita. La compagnia tedesca si è mostrata ancora una volta determinata nella sua linea: niente iniezione di denaro in questa Alitalia, di cui i tedeschi non sono intenzionati a rilevare quote. Se e quando il vettore verrà ristrutturato, se e quando in pratica saranno nettamente ridimensionati costi e posti di lavoro, se ne potrà riparlare. Ma per il momento, per la compagnia tedesca la soluzione della vicenda passa esclusivamente per una partnership commerciale, non per un investimento in equity (ipotizzato addirittura doppio rispetto a quello di Delta, fino cioè a 200 milioni di euro).
Delta resta dunque l'unica vera contendente internazionale, nonostante non abbia rivisto al rialzo la propria offerta. E ad Atlantia questo non basta. Il socio internazionale va ancora cercato.

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