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Alitalia, vertice a Palazzo Chigi sul dossier

Oggi si è tenuto un incontro tra i partner che dovrebbero presentare un offerta, ovvero Fs e Atlantiacon i commissari straordinari della compagnia

Alitalia, la storia di un salvataggio difficile

Oggi si è tenuto un incontro tra i partner che dovrebbero presentare un offerta, ovvero Fs e Atlantiacon i commissari straordinari della compagnia


2' di lettura

È durato poco più di un’ora il vertice a Palazzo Chigi, presieduto dal premier Giuseppe Conte, sul dossier Alitalia. L'incontro, che include la partecipazione di alcuni ministri, tra i quali il titolare del Mise Stefano Patuanelli, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il titolare del Mef Roberto Gualtieri, ha avuto inizio dopo il Cdm. Intanto oggi si è tenuto un incontro tra i partner che dovrebbero presentare un offerta, ovvero Fs e Atlantia con i commissari straordinari della compagnia. Al centro della riunione le problematiche industriali ancora non risolte della trattativa sul vettore.

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«Non seguo il tema Alitalia, il dossier è sulla scrivania del ministro Patuanelli che sta lavorando. Dopo di che non sottostiamo ai ricatti di nessuno, credo che bisogna lavorare per far funzionare le cose». Così, a
margine dell'assemblea di Assolombarda, il vice ministro allo sviluppo economico, Stefano Buffagni in relazione alla lettera di Atlantia in cui, secondo indiscrezioni, si chiederebbe al Mise di intercedere su Delta per la revisione del piano di rilancio di Alitalia, senza la quale il gruppo
si direbbe non disposto a proseguire.

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Atlantia, secondo quanto riportato dalla stampa, nella lettera boccia il progetto di rilancio della compagnia: «L'analisi del piano industriale Alitalia consente infatti, a nostro meditato avviso, al più un rischioso salvataggio con esiti limitati nel tempo ed è ben lungi da costituire una piattaforma di rilancio della compagnia aerea». Non solo: i vertici di Atlantia metterebbero nero su bianco il legame inestricabile tra il salvataggio di Alitalia e le concessioni ad Autostrade sostenendo che «il permanere di una situazione di incertezza in merito ad Autostrade per l'Italia - scrivono - o ancor più l'avvio di un provvedimento di caducazione di cui si legge sugli organi di stampa, non consentirebbero infatti alla scrivente società - per evidente senso di responsabilità riconducibile sia alle risorse finanziarie necessarie che alla tutela degli interessi dei nostri circa 40mila azionisti italiani ed esteri, dei circa 31mila dipendenti del gruppo e di tutti gli stakeholders - di impegnarsi in un'operazione onerosa di complessa gestione ed elevato rischio, come dimostrato da due precedenti piani di ristrutturazione falliti ai quali pure abbiamo partecipato»

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