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Alitalia in profondo rosso: 600 milioni di perdite nel 2019

Nessun bilancio: i rumors indicano 100 milioni di perdite in più del 2018. Verso un’altra proroga di due settimane per la gara. Conte:«Piano di mercato»

di Gianni Dragoni


Alitalia un’altra Ilva pronta a esplodere: nuova proroga o liquidazione

3' di lettura

Alitalia in picchiata. I conti, già in profondo rosso, sono in peggioramento. Secondo fonti autorevoli la compagnia ha chiuso l’estate con un andamento peggiore rispetto al 2018. Si teme una perdita annua di quasi 100 milioni in più rispetto all’anno scorso. Questo vorrebbe dire una perdita vicina a 600 milioni per l’esercizio 2019, su poco più di 3 miliardi di ricavi.

Non c’è la conferma dei commissari (Stefano Paleari, Enrico Laghi, Daniele Discepolo), che non fanno dichiarazioni. I commissari per legge non sono tenuti a presentare un bilancio annuale. E infatti non lo presentano.

Vengono pubblicate solo relazioni trimestrali che si limitano alla parte alta del conto economico (dai ricavi all’Ebitda, il margine operativo lordo), da cui non è possibile ricostruire un bilancio completo, neppure pro forma. L’ultima relazione trimestrale pubblicata è quella al 31 dicembre 2018. Non sono dati freschi.

Eppure la compagnia continua a volare solo grazie alle iniezioni di soldi pubblici e un maggiore sforzo di trasparenza sarebbe opportuno. Sono già stati spesi i 900 milioni del finanziamento concesso dal governo Gentiloni. Alitalia non ha versato al Mef neppure gli interessi, 145 milioni calcolati fino al 31 maggio 2019, poi sono stati soppressi anche gli interessi, con il decreto Crescita. In ottobre il governo ha stanziato un ulteriore «prestito» statale di 400 milioni che - secondo il decreto alla Camera - verrà versato entro la fine dell’anno.

Quest’esercizio dovrebbe pertanto concludersi con risultati peggiori rispetto a prima che Alitalia venisse commissariata, il 2 maggio 2017. Il bilancio 2016 non è stato pubblicato. Nella «Relazione sulle cause d’insolvenza», datata 26 gennaio 2018 e firmata dai tre commissari dell’epoca (il coordinatore era Luigi Gubitosi, passato a Telecom un anno fa), c’è però una «bozza di prospetto contabile consolidato al 31 dicembre 2016» che indica come «risultato di periodo» una perdita di -491,925 milioni.

I commissari stanno valutando cosa proporre al ministero dello Sviluppo economico dopo la scadenza a vuoto dell’ennesimo termine per la presentazione dell’offerta di acquisto di Alitalia. Hanno partecipato a riunioni negli ultimi due giorni con Fs, Atlantia e Mise. Non ci sono passi avanti dopo che il cda di Atlantia si è sfilato dal prendere impegni sul piano di salvataggio e per la costituzione della «Newco» Nuova Alitalia insieme ai soci disponibili: Fs, Mef e Delta Airlines, l’unico partner industriale che si è impegnato a versare l’equity, 100 milioni di euro. L’altro potenziale partner, Lufthansa, propone un accordo commerciale.

Il premier Giuseppe Conte ha detto che il governo «prende atto» del disinteresse della società dei Benetton. «Il governo è compatto su una soluzione di mercato: in questo momento ci sono dei soggetti che hanno fatto delle proposte, hanno presentato manifestazioni di interesse, Fs in particolare, Delta, c’è anche l’interesse di Lufthansa. Mi dicono che Atlantia non abbia confermato la manifestazione di interesse che aveva preannunciato. Di questo dobbiamo prendere atto. Il governo prende atto del fatto che Atlantia ha partecipato, si è anche cimentata nel contribuire a rafforzare il piano industriale, in piena libertà, senza alcuna pressione da parte del governo». Dal gruppo è stato fatto notare quanto precisato nel comunicato del 19 novembre, cioè che «resta in ogni caso ferma la disponibilità di Atlantia a proseguire il confronto per l’individuazione del partner industriale e per la definizione di un business plan condiviso, solido e di lungo periodo per il rilancio di Alitalia».

Il vero problema è che i Benetton hanno come obiettivo principale il salvacondotto per la redditizia concessione di Autostrade per l’Italia e, prima di impegnarsi su Alitalia, vorrebbero una garanzia scritta del governo. Lunedì dovrebbe esserci un aggiornamento con i commissari. Si profila una nuova proroga del termine per l’offerta di almeno due settimane. Deciderà il Mise dopo che avrà ricevuto la proposta dei commissari.

Il commissario uscente agli Affari economici Ue, Pierre Moscovici, ieri era a Roma. Su Ilva e Alitalia ha detto: «non ne ho parlato con Conte ma con Gualtieri. Il governo sta facendo qualsiasi cosa per trovare una soluzione positiva soprattutto per i lavoratori, perché di questo si tratta».

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