Il salvataggio

Alitalia: Zeni nuovo direttore generale per fare il piano, tempi più lunghi per la vendita

Leogrande nomina il manager con cui ha già lavorato in Blue Panorama. Lufthansa interessata solo ad accordo commerciale. Ipotesi Newco

di Gianni Dragoni

Alitalia: nuova procedura cessione, entro 31 maggio 2020

Leogrande nomina il manager con cui ha già lavorato in Blue Panorama. Lufthansa interessata solo ad accordo commerciale. Ipotesi Newco


4' di lettura

Alitalia ha un nuovo direttore generale, Giancarlo Zeni, ma sul futuro della compagnia è ancora nebbia fitta. Il nuovo commissario, avvocato Giuseppe Leogrande, nell’audizione alla commissione Trasporti della Camera ha detto di non avere «ancora un’idea piena della situazione» e che difficilmente la compagnia potrà essere venduta entro il termine del 31 maggio fissato nel decreto legge che concede un nuovo finanziamento statale di 400 milioni, «perché un’offerta pronta di acquisto oggi non c’è».

Lufthansa propone accordo commerciale
Lufthansa è interessata solo a un accordo commerciale, non a un intervento azionario nel capitale, ha precisato il rappresentante del gruppo tedesco ascoltato dalla commissione, Joerg Eberahrt, presidente e a.d. di Air Dolomiti. «Nonostante gli incontri positivi e gli intensi lavori avvenuti recentemente con i vari esponenti delle Ferrovie dello Stato e di Atlantia, non abbiamo trovato finora un piano comune che consenta a Lufthansa di proporre un investimento. Per questo proponiamo di iniziare con una partnership commerciale». Secondo diversi deputati dell’opposizione Lufthansa avrebbe fatto retromarcia rispetto all’interesse mostrato in passato. In realtà la posizione di Lufthansa è sempre stata che potrebbe valutare un investimento solo in un’Alitalia «ristrutturata».

La ristrutturazione
Anche un accordo commerciale però è subordinato dai tedeschi a una ristrutturazione. «Riteniamo che sia giusto cominciare subito con una ristrutturazione, che è un compito a 360 gradi, pluriennale e che non si risolve in 18 mesi», ha detto Eberhart. Come si fa la ristrutturazione? «Un abbassamento dei costi è inevitabile con contratti sul mercato. Utilizzo più alto delle macchine, ne consegue un utilizzo più alto delle persone».

Alleanza internazionale
«E poi Alitalia non può rimanere da sola», ha detto il numero uno di Air Dolomiti. «Alitalia può fare un accordo con Lufthansa oppure con altri gruppi in Europa, ci sono anche Air France-Klm e British Airways. Se tutte queste misure non bastano e Alitalia rimane in perdita si deve anche pensare al ridimensionamento, ma bisogna provare tutto prima».

Esuberi e flotta
Eberhart non ha indicato quanti potrebbero essere gli esuberi, né a quanti aerei potrebbe essere ridotta la flotta. Il mese scorso l’a.d. di Lufthansa, Carsten Spohr, aveva prospettato l’ipotesi di una riduzione a 90 aerei, rispetto ai 113 di Alitalia a fine 2019. «100 aerei, 90, oppure 85, non lo sappiamo. La stima di 90 aerei di Spohr era un’ipotesi. Questo è il punto sugli esuberi». Più si riduce la flotta, più si dovrebbe ridurre l’occupazione. Eberhart ha comunque detto che le compagnie ristrutturate e acquisite da Lufthansa dopo il risanamento sono tornate a crescere. «Swiss oggi ha dimensioni doppie rispetto a quando fu acquisita e i passeggeri di Austrian sono aumentati del 40%».

Zeni in arrivo da Blue Panorama
Il commissario unico di Alitalia nominato il 12 dicembre, Leogrande, ha detto di non avere «ancora un’idea completa della situazione». «Non sono un manager, ma un avvocato esperto di diritto fallimentare. Per le questioni industriali mi avvarrò di altre risorse e per questo ho scelto come nuovo direttore generale, da domani, Giancarlo Zeni, che lascia l’incarico di a.d. di Blue Panorama». Zeni, ex dirigente di Alitalia durante la gestione di Giancarlo Cimoli, era direttore generale di Blue Panorama quando la compagnia fu commissariata nel maggio 2014 e arrivò come commissario Leogrande. I due hanno lavorato insieme fino al dicembre 2017, quando Blue Panorama è stata venduta alla Uvet. «Lo stipendio di Zeni sarà di 250mila euro lordi annui, lo stesso che riceve in Blue Panorama», ha risposto Leogrande alle domande di diversi commissari.

Alitalia brucia 300 milioni all’anno
Leogrande ha replicato alle critiche, rivolte ai predecessori, per la scarsa trasparenza sui conti della gestione commissariale, in quanto non vengono presentati rendiconti di bilancio annuali, ma solo succinte relazioni trimestrali. «Un’azienda in amministrazione straordinaria è esonerata per legge dal predisporre bilanci», ha detto. Ha affermato che quello che importa è capire se l’azienda produce o brucia cassa «ed è evidente che Alitalia brucia cassa. Da quando è commissariata ha bruciato circa 300 milioni di cassa all’anno».

Nuovo piano industriale
Leogrande ha detto che dovrà fare «un nuovo piano industriale per modificare il programma attuale autorizzato dal Mise che prevede la cessione dell’azienda. Lo faremo nei prossimi mesi. Ci sono solo due modi per uscire da un’amministrazione straordinaria con procedura di cessione: o realizzare la cessione oppure con un conferimento a una Newco, che poi dovrà essere successivamente venduta». Questa è la strada che Leogrande ha attuato in Blue Panorama, la Newco fu creata nell’agosto 2016 ed era partecipata al 100% dalla società commissariata, che diventò la bad company.

L’ipotesi Newco
Leogrande ha confermato che i tempi per arrivare a una cessione di Alitalia entro il 31 maggio 2020, come prevede il decreto sui 400 milioni, sono molto stretti. La cessione entro questo termine sarebbe possibile se oggi fosse «pronta» una cordata con un’offerta di acquisto. Ma l’offerta non c’è. Lufhansa «è fredda», ha detto il commissario, Atlantia è fuori gioco. Delta ha confermato la disponibilità a investire 100 milioni di euro. «Vedrò Delta la prossima settimana, poi vedrò anche Lufthansa». Con questa situazione, Leogrande ha lasciato capire che si potrebbe andare alla costituzione di una Newco.

De Micheli e il coinvolgimento di Ferrovie
Si è parlato anche di un possibile coinvolgimento di Ferrovie dello Stato, che era capocordata dell’offerta con Delta non andata in porto in novembre, a causa del ritiro di Atlantia. Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, vorrebbe coinvolgere Fs. La ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, ascoltata dalla commissione, ha detto che le Fs valuteranno il piano che sarà predisposto dal commissario. «Sulla precedente organizzazione del consorzio credo che alcune intuizioni vadano tenute in considerazione, recuperate e garantite, in particolare tutto il percorso sull'intermodalità». Secondo De Micheli «un’eventuale partecipazione di Fs sarà valutata da Fs nel momento in cui si saranno generate le nuove condizioni per poter partecipare ad un’eventuale cordata».
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