Maltempo

All’agricoltura italiana l’emergenza clima è già costata 14 miliardi

Dall’inizio dell’estate la Coldiretti ha contato ben 517 eventi avversi, che hanno arrecato danni ai campi e alle strutture produttive

di Micaela Cappellini

(ANSA)

2' di lettura

Contro i danni per catastrofi naturali il commissario Ue all’Agricoltura, Janusz Wojciechowski, ha ricordato che «la Pac oggi prevede degli strumenti di sostegno», e che Bruxelles intende «abbreviare al massimo le procedure per gli Stati membri che chiederanno questo sostegno. Anche il programma quadro permette di sostenere la Commissione Ue ad attivare la possibilità di anticipi agli agricoltori, con deroghe ed eccezioni per gli obblighi a cui gli agricoltori devono ottemperare».

L’emergenza maltempo che si è abbattuta la settimana scorsa sui Paesi del Nordeuropa, seppur la più drammatica, è solo l’ultima di una serie. Soltanto in Italia, ricorda la Coldiretti, dall'inizio dell'estate si sono verificati 517 eventi estremi, più che triplicati rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso tra nubifragi, alluvioni, trombe d'aria, grandinate e ondate di calore.

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Secondo i dati dell'European Severe Weather Database (Eswd), l'estate 2021 è la peggiore dell'ultimo decennio per quanto riguarda i cambiamenti climatici. Il ripetersi di eventi estremi è già costato all'agricoltura nazionale oltre 14 miliardi di euro tra perdite della produzione agricola e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

Il moltiplicarsi di eventi estremi non ha solo pesanti effetti sulle attività produttive come l'agricoltura, ma anche sulla tenuta dei territori, con l'aggravarsi del rischio idrogeologico.In Italia, nonostante la pandemia, nel 2020 la cementificazione è avanzata a un ritmo di 2 metri quadrati al secondo, e più di nove comuni su dieci - secondo la Coldiretti - sarebbero a rischio per frane o alluvioni.

Per effetto delle coperture artificiali dal 2012 ad oggi il suolo non ha potuto garantire l'infiltrazione di oltre 360 milioni di metri cubi di acqua piovana che ora scorrono in superficie, aumentando la pericolosità idraulica del territorio nazionale secondo l'Ispra.

Inoltre, negli ultimi 25 anni è sparito oltre un quarto della terra coltivata, con la superficie agricola utilizzabile in Italia che si è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari. «Per questo è urgente intervenire con la realizzazione di infrastrutture a partire dai bacini di accumulo, proposto dalla Coldiretti e già inserito nel Pnrr - ha detto il presidente della confederazione degli agricoltori, Ettore Prandini - bisogna inoltre accelerare l'approvazione della legge sul consumo di suolo, ancora ferma in Parlamento da quasi un decennio».

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