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Cina e la nuova era tra l’Alpha e il Beta

Secondo molte case d’investimento è un’area nella quale puntare nei prossimi mesi. Tra queste c’è Ubs che punta sui titoli del settore finanziario, farmaceutico e beni di consumo non ciclici

di Lucilla Incorvati

(vegefox.com - stock.adobe.com)

3' di lettura

A fine aprile erano 10mila i veicoli usciti dalla linea di produzione della Gigafactory di Shanghai della Tesla. Nei primi quattro mesi dell’anno, la fabbrica di Shanghai ha consegnato 183.686 veicoli, oltre 1,7 volte la quantità registrata nello stesso periodo dello scorso anno, superando il totale fatto nel 2020. La fabbrica cinese produce veicoli per l’esportazione nei mercati dell’Asia-Pacifico e dell’Europa e le consegne in aumento del 235% rispetto al 2020 sono il 51,7% della capacità produttiva globale. Quello di Tesla è solo un esempio di dove sta andando l’economia cinese.

Cina post Covid

Oggi, dopo due anni di sconvolgimenti, sembra che sia arrivato il momento di tornare a guardare alla Cina con occhi diversi perchè è opportuno non solo cercare nuovi punti di riferimento, ma anche di guardare ai “vecchi” punti di riferimento con nuovi occhi.Per parafrasare l'economista Schumpeter, secondo cui le innovazioni avvengono sempre a grappolo, gli ultimi due anni hanno dimostrato che anche gli imprevisti avvengono a grappolo. La ripresa dell'economia cinese dopo lo scoppio della pandemia ha dato un segnale rassicurante agli investitori, malgrado il suo rallentamento di crescita e gli scombussolamenti che hanno toccato alcuni settori, come quello tecnologico o immobiliare. A questi avvenimenti si aggiunge il nuovo slogan della politica economica cinese presentato da Xi Jinping ad agosto 2021, “Prosperità comune”, che promette nuove riforme socioeconomiche volte a ridistribuire la ricchezza e di rafforzare i consumi interni, riducendo la dipendenza dalle esportazioni e dagli investimenti per moderare i rischi derivanti dalla volatilità dei cicli economici internazionali, secondo la “strategia della doppia circolazione. «Da tempo, in UBS Asset Management, guardiamo a Oriente anche se negli ultimi tempi è cambiato sia l'approccio a questa area sia la ricerca di soluzioni – sottolinea Giovanni Papini, a capo della divisione di Asset Management che proprio alle opportunità legate al mercato cinese ha dedicato un convegno in occasione del Salone del Risparmio (All’alba di una nuova era tra l’Alpha e il Beta) - . Per questa ragione andiamo a esplorare il mondo degli investimenti attivi, passivi e alternativi non trascurando un tema fondamentale che è quello della diversificazione».

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Le prospettive sul medio termine

Secondo UBS A.M. la correzione sul mercato cinese può offrire punti di ingresso interessanti per investitori con un orizzonte di medio termine. La regolamentazione implementata nel 2021 ha avuto un impatto negativo nel breve, ma l'obiettivo di prosperità comune pone le basi per una crescita di migliore qualità in futuro. Inoltre, il periodo di maggiore intensità normativa è ormai alle spalle e in alcuni casi c’è anche un'inversione delle tendenze precedenti. Dal punto di vista economico, al contrario di quanto accade negli Stati Uniti ed in Europa, un'inflazione ancora contenuta permette alla banca centrale cinese di portare avanti una politica monetaria accomodante e il Consiglio di Stato ha dichiarato esplicitamente sostegno alla crescita con un forte incremento della spesa fiscale.

I settori con più potenziale

Ubs preferisce i titoli offshore poiché hanno valutazioni più interessanti e migliori prospettive di ripresa. «Inoltre, preferiamo i settori finanziario, sanitario e quello dei consumi non ciclici - aggiunge Papini - . All’interno del settore finanziario, vediamo opportunità nel segmento assicurativo e nei servizi di gestione patrimoniale, che beneficiano di un aumento della ricchezza e della crescita della classe media. Nel settore sanitario, preferiamo le aziende farmaceutiche leader in grado di innovare, poiché sono meno soggette all’impatto della riduzione dei prezzi dei farmaci, e le organizzazioni di ricerca a contratto (CRO) che stanno guadagnando riconoscimenti internazionali in nuove terapie farmacologiche avanzate come la terapia cellulare e genica». Anche alcune aziende del settore dei consumi non ciclici dovrebbero beneficiare dell’aumento dei consumi della classe media e della continua premiumizzazione, ovvero della domanda di beni con qualità ma anche prezzo più elevato.

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