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All’asta il “little black dress” che Marilyn indossò per annunciare la separazione da Joe Dimaggio

di Giulia Crivelli


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3' di lettura

Andrà all’asta il 30 marzo a Los Angeles, nella sede della casa d’aste Kruse Gws: saranno le 10 del mattino in California, le 19 in Italia. Chi vorrà, potrà registrarsi e fare un’offerta da qualsiasi parte del mondo per il “little black dress” che Marilyn Monroe indossò il 6 ottobre 1954, davanti a circa 2mila giornalisti da lei stessa convocati. Una conferenza stampa in cui, in lacrime, annunciò la separazione da Joe Dimaggio, leggenda del baseball (all’epoca sport forse ancora più popolare del football, negli Stati Uniti), che aveva sposato pochi mesi prima, nel gennaio del 1954. Un matrimonio lampo, una separazione lampo, un divorzio lampo. Ma che era arrivato dopo due anni di corteggiamento “vecchio stile” da parte del campione di baseball: un grande amore, il suo per Marilyn e forse anche quello di Marilyn per lui.

Dimaggio fu l’unico dei tanti uomini che l’attrice accolse nella sua breve vita, compresi naturalmente John e Robert Kennedy, che seguì il suo feretro al funerale, nel 1962, quando Marilyn fu trovata morte per un’overdose di farmaci. Per vent’anni continuò a portare fiori sulla sua tomba e non risulta che i due Kennedy o Arthur Miller, che l’attrice sposò nel 1956 e dal quale divorziò nel 1961, dimostrarono lo stesso tipo di attaccamento postumo. Anche quello di Miller fu senz’altro amore, ma con una venatura di “compiacimento intellettuale” che stride con la sincerità dei sentimenti dimostrati da Dimaggio.

«La vitalità di una donna che non si capisce ma che sembra sul punto di illuminare una vasta distesa di oscurità che ci circonda»: così il drammaturgo descrisse l’attrice dopo il loro primo incontro. Molto diverso era stato il primo incontro con Joe Dimaggio, che si tenne al Chasen’s, un ristorante dove si era organizzata una piccola festa. Marilyn si ritrovò di fronte a un uomo vestito semplicemente di grigio (aveva dichiarato che non le piaceva il “modo vistoso” di vestire degli sportivi), di carattere riservato, di poche parole. I due sedettero vicino e vi fu solo un piccolo scambio di parole. Quando Marilyn stava per andarsene Joe si offrì di accompagnarla, la lasciò guidare l'auto e volle che la guidasse a lungo, per circa tre ore. Seguirono due anni e più di corteggiamento e poi il matrimonio.

Ma, a differenza di quello che è successo con un matrimonio tra celeb dei nostri anni, quello tra Victoria e David Beckham, gli stili di vita da red carpet di Marilyn e quello di campione dello sport Dimaggio non si poterono conciliare, anche, si disse, per la gelosia di lui.

Ed eccoci alla conferenza stampa: Marilyn, forse proprio per rispetto del marito, scelse un abito insolitamente castigato, un vestito nero con colletto e maniche lunghe, di lana. Aderente ma “sigillato” da una zip.

    Difficile prevedere a quanto verrà aggiudicato il vestito e il venditore resterà segreto. Le previsioni partono da 150mila dollari, ma si potrebbe arrivare a mezzo milione molto facilmente. La casa d’aste Gws è specializzata in memorabilia di celebrities e ha stabilito record con oggetti appartenuti, tra gli altri, a Michael Jackson, Prince, Frank Sinatra, Elizabeth Taylor, Whitney Houston, Steve McQueen ed Elvis Presley.

    Su Marilyn si potrebbero e dovrebbero raccontare e ricordare moltissime altre cose, oltre alla sua vita di attrice e ai suoi matrimoni. In pochi conoscono ad esempio un episodio che risale agli anni 50 e che riguarda Ella Fitzgerald. Mentre era in tour, la cantante era vittima di discriminazione, come accadeva a moltissimi artisti afro americani (e come raccontato nel bellissimo film Green Book, ora nelle sale e candidato a cinque premi Oscar).

    In quegli anni ad esempio uno dei più importanti locali di Hollywood era il Mocambo, dove si esibiva Frank Sinatra e che era frequentato da personaggi come Clark Gable, Charlie Chaplin, Humphrey Bogart, Lauren Bacall e Lana Turner. Ella non poteva accedere al locale perché era nera. Marilyn contattò direttamente il proprietario del locale e gli disse che voleva Ella ad esibirsi nel suo club: se avesse accettato la sua richiesta, avrebbe prenotato un tavolo, tutte le sere, proprio di fronte al palco. L'uomo accettò e questa mossa permise ad Ella di farsi conoscere e iniziare la sua carriera (che poi sarebbe diventata di fama mondiale).

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