Nuove competenze

All’Its di Fabriano un nuovo corso per l’industria 4.0

di Michele Romano

Formazione. Studenti del corso Its Fabriano energia 4.0

3' di lettura

Il booster si chiama Francesco Merloni, che già da tempo, osservando la progressiva automazione dell'industria manifatturiera delle Marche e, in particolare, quella dell’area appenninica, aveva intuito con largo anticipo la criticità esplosa in queste settimane: le scuole tecniche non riescono a rispondere a pieno alle richieste di inserimento rapido in azienda di tecnici capaci di lavorare su linee complesse o automatizzate. «Oggi la tecnologia e l’informatica, collegate alla robotizzazione, stanno cambiando il modo di lavorare nel nostro Paese e in tutto il mondo, quindi bisogna adeguarsi». Un messaggio chiaro quello del presidente della Fondazione Aristide Merloni.

Dal problema si è passati alla soluzione proprio attraverso un impegno della Fondazione: lo storico ITS Fabriano, fondato nel 2010, 150 diplomati in 10 anni, punto di riferimento per l’industria locale, avrà un nuovo corso dedicato all’industria 4.0. Affiancherà quello dedicato alle energie rinnovabili che dopo un periodo di difficoltà, grazie ai progetti green contenuti nel Pnrr, è tornato a essere nuovamente attrattivo e operativo grazie al corso per diventare tecnico superiore per la sostenibilità e la digitalizzazione nell’edilizia.

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I quattro istituti tecnici superiori delle Marche rappresentano da tempo buone pratiche per il lancio di competenze. Il deciso rilancio di quello di Fabriano potenzierà l’offerta formativa all’industria che può contare anche sull’Its di Recanati, guidato dall’imprenditore Stefano Zannini, che ha una linea di indirizzo per l’industria in toto, dal marketing al design fino ai materiali innovativi. Nessuna concorrenza nemmeno con il vicino Its di Foligno. L’ambizione, infatti, è di verticalizzare la formazione nell'ambito del digitale.

«Trent’anni fa l’azienda assumeva un giovane diplomato per affiancarlo a un operaio più esperto. Un processo improponibile oggi con la velocità con cui progredisce l’industria 4.0 che invece pretende che il neo assunto esca dalla scuola con almeno l’80% della preparazione pratica già acquisita». Trent’anni fa accanto all’ingegner Merloni c’era Fausto Fioroni, chiamato oggi a dare senso compiuto a questo nuovo progetto, che dovrebbe anche favorire la ricerca di manodopera specializzata «all’interno della regione e non più nel Nord Italia, dove peraltro la concorrenza è spietata».

Grazie alle nuove risorse, a Fabriano è stato allestito un laboratorio ultramoderno, che sarà pronto a fine mese, in coincidenza con l’avvio delle lezioni: 25 postazioni e 12 banchi, ognuno dei quali ospita un simulatore di linee automatiche. In questo modo, insieme a una didattica di qualità - sono stati selezionati docenti con almeno 20 anni di esperienza nel settore industriale - funzionerà anche la formazione pratica, che si completerà con le 800 ore di stage in azienda, diverse a seconda della specializzazione che si vuole ottenere. «Così quando gli studenti si troveranno di fronte a un PLC, il cervello delle linee automatiche – spiega Fioroni – non si sentiranno in un luogo alieno: lo avranno già conosciuto e trattato sin dal primo anno dell’Its». In laboratorio, gli studenti potranno anche programmare robot antropomorfi e collaborativi, sistemi di visione artificiale e gestire, fra l'altro, anche motori brushless e asincroni. A Fabriano hanno deciso di chiamarla «scuola delle imprese» perché gli studenti imparano il mestiere direttamente sul campo e le imprese hanno l’opportunità di formare ad hoc i loro futuri tecnici specializzati.

«L’investimento sugli Its, soprattutto in una regione manifatturiera come le Marche, equivale a un investimento sul futuro – dice il presidente della Confindustria regionale Claudio Schiavoni - un’operazione win win, dove vincono le aziende, che riescono finalmente a trovare le risorse che cercano e i diplomati che, lo dicono i dati, trovano occupazione all’80% dopo un anno dal diploma». In particolare, per Fabriano, questa rinascita «rappresenta un cambio di passo, una carta importante per ridare slancio non solo alle aziende ma all’economia dell’intero territorio». «Tutto è però nelle mani dei giovani, coloro che domani dovranno entrare nel mondo del lavoro e spetta anche a loro aggiornarsi – conclude Francesco Merloni - è l’invito della nostra Fondazione, che guarda sia alle necessità delle imprese, sia alla formazione delle prossime generazioni».

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