giurisprudenza

All’università dell’Insubria un corso di laurea ad hoc su Diritto & Moda

Parte un corso di studi, all’interno della laurea Magistrale in Giurisprudenza con corsi specifici su norme e contratti, marketing e pubblicità della moda

di Enza Moscaritolo

(Adobe Stock)

2' di lettura

Un percorso di studi dedicato alla moda, all'interno della laurea magistrale in Giurisprudenza, è la nuova proposta dell'Università dell'Insubria. Moda e diritto abbinati, grazie a cinque esami caratterizzanti, collocati tra il terzo e il quinto anno del corso di laurea (moda nel diritto del commercio internazionale e diritto doganale, diritto della pubblicità, degli influencer e moda, marketing della moda e del lusso, diritto dei contratti della moda, diritto della proprietà industriale e intellettuale) andranno a formare questo curriculum, il primo del suo genere in Italia. «La moda riveste da sempre un ruolo di primo piano nella cultura, così come nell'economia italiana, risultando tra le prime voci del nostro Pil – spiega Barbara Pozzo, titolare della cattedra Unesco dell'Insubria che ha sedi a Varese, Como e Busto Arsizio -: l'obiettivo del focus moda e diritto è di offrire all'interno di un solido percorso di Giurisprudenza una formazione per affrontare in modo sistematico le varie problematiche che la moda presenta lungo tutta la sua filiera.

E questo è particolarmente significativo a Como, con la sua antica tradizione tessile. Riportare i riflettori sulla moda, con un taglio contemporaneo e inedito, ci consente di dialogare col territorio e di preparare giovani pronti a lavorare in questo settore affascinante con tutte le competenze necessarie per essere competitivi e innovativi, due coordinate da cui oggi non si può prescindere».

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La città lariana è anche sede dell'unica istituzione museale al mondo che racchiude, in un percorso didattico di grande interesse, l'intero processo di produzione, dal baco da seta ai filati colorati, dalla stampa a mano alle collezioni di moda. Il Museo Didattico della Seta di Como raccoglie, custodisce ed espone le testimonianze della tradizione produttiva tessile comasca, come macchine, oggetti, documenti, campionari e strumenti di lavoro provenienti dalle lavorazioni tessili che hanno dato vita all'età dell'oro della seta a Como.

Qui l'arte serica ha origini antiche e oggi tutto questo patrimonio tecnico e artistico è organizzato in uno spazio didattico accessibile a tutti, sebbene non ancora aperto al pubblico, dopo la chiusura per la pandemia. Al Museo sono esposti, tra le altre cose, alcuni esemplari pregiati di abiti in seta anni Venti: «Questi abiti esprimono una straordinaria modernità – spiega il direttore Paolo Aquilini - della quale vanno sottolineati tre aspetti: innanzitutto i colori sgargianti, che raccontano tutta la vitalità e la frenesia della borghesia di un'Europa ancora acciaccata dopo la fine della Grande Guerra, i tagli che conferiscono una straordinaria sensualità e l'applicazione di perline e pailettes. Sono il simbolo di una grande trasformazione, in un decennio che si manifestò ricco di ottimismo, prima di precipitare nel baratro».

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