designati i senatori della Commissione speciale

Alla Camera eletti i vicepresidenti. Pd fuori dai questori

di N. Barone e A. Gagliardi


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(ANSA)

5' di lettura

L'Aula della Camera ha eletto i componenti dell'Ufficio di presidenza di Montecitorio. I vicepresidenti sono: Mara Carfagna (Fi), Maria Edera Spadoni (M5S), Lorenzo Fontana (Lega) e Ettore Rosato (Pd). I questori sono Riccardo Fraccaro (M5S), Gregorio Fontana (Fi) ed Edmondo Cirielli (Fdi). «Con Fico alla presidenza e Fraccaro questore per i vitalizi non c'è più scampo!» ha commentato il leader M5s Luigi Di Maio conversando con i cronisti a Montecitorio. Fraccaro, primo degli eletti alla Camera, di cui sarà il questore anziano, ha incassatoi269 voti: ben 47 in più dei 222 deputati su cui il gruppo M5S può contare a Montecitorio. L'esponente del M5S nella scorsa legislatura era stato deputato segretario e era stato particolarmente impegnato nell'ufficio di presidenza per l'abolizione dei vitalizi.

L’elezione odierna è arrivata il giorno dopo quella dei 4 vicepresidenti di palazzo Madama: Roberto Calderoli della Lega, Ignazio La Russa per Fratelli d'Italia, Paola Taverna del M5S (che come il presidente della Camera Roberto Fico ha deciso di rinunciare all’indennità di funzione, pari nel suo caso a 3.112 euro al mese) e Anna Rossomando del Pd. I dem, oltre ai due vicepresidenti, chiedevano anche un questore, in quanto all’opposizione. Tesi contestata dal M5s che ha sottolineato come non essendoci ancora il governo, non si possa ancora dire chi è maggioranza e chi è opposizione. E il Pd è rimasto escluso perciò dall’assegnazione dei questori sia alla Camera che al Senato, dove ieri sono stati confermati Antonio De Poli (Fi) e Laura Bottici (M5s), affiancati da Paolo Arrigoni (Lega). Così come successo a palazzo Madama, il Pd è fuori anche dagli 8 segretari della Camera dove sono stati eletti oggi Francesco Scoma (Forza Italia), Silvana Comaroli (Lega), Marzio Liuni (Lega), Raffaele Volpi (Lega), Azzurra Cancelleri (M5s), Miriella Liuzzi, (M5s), Vincenzo Spadafora (M5s) e Carlo Sibilia (M5s).

M5s avvia incontri con altri gruppi
In attesa delle consultazioni ufficiali al Colle, che inizieranno il 4 aprile, è cominciata intanto alla Camera la serie di incontri informali tra i capigruppo dell’M5s (Danilo Toninelli e Giulia Grillo) con i rappresentanti delle altre forze politiche, per un confronto sui temi dei rispettivi programmi di governo. Un incontro definito «molto utile», dalla capogruppo di FI al Senato, Anna Maria Bernini. A disertare l'appuntamento, Partito democratico e Fratelli d'Italia. «La situazione politica è chiara: il Pd starà all'opposizione. E stando all’opposizione potrà dare un aiuto al Paese portando un clima di civiltà e rispetto del Governo che nei nostri confronti purtroppo non c'è stato» ha scritto oggi l’ex segretario dem Matteo Renzi sulla sua enews.

Di Maio: convergenze ci sono, sia destra sia a sinistra
«Prima di presentarci dal presidente Mattarella abbiamo invitato i capigruppo delle altre forze politiche al confronto, per sapere prima se ci sono convergenze
sui temi importanti del Paese e posso dirvi che ci sono, sia a destra sia a sinistra. Ce lo aspettavamo. Perché le idee che portiamo avanti sono di buon senso e non hanno etichette ideologiche» ha affermato il leader del M5S Luigi Di Maio sottolineando come il Pd, non andando agli incontri, «sta ancora portando avanti la linea di porsi come freno al cambiamento».

Toninelli: se costituzionale non chiudiamo a flat tax
Il dialogo M5s-Lega prosegue. Non a caso il capogruppo M5s Danilo Toninelli parlando degli incontri del M5s di questa mattina ha aperto sulla flat tax, cavallo di battaglia del Carroccio. «Io sono molto, molto, contento che Matteo Salvini abbia aperto sul reddito di cittadinanza e con lui Giorgetti: allo stesso modo noi potremmo dire loro che se la flat tax è costituzionale e include i poveri noi non chiudiamo mai». Da segnalare però che l’account twitter Lega-Salvini Premier ha rilanciato oggi un’intervista dell’esponente Pd Michele Anzaldi al “Populista” (giornale online fortemente voluto da Matteo Salvini) che ha criticato, in maniera dura il reddito di cittadinanza portato avanti dal M5S. «Dopo cinque anni di propaganda in tutte le trasmissioni tv, a tutte le ore e a reti unificate, ora i Cinquestelle - ha scritto Anzaldi - dicono che si erano sbagliati, che il reddito di cittadinanza per tutti era una bufala, che è irrealizzabile. Non è uno scherzo, è quello che ha dichiarato senza vergogna Bonafede, il braccio destro di Di Maio, a Radio24. Siamo oltre qualsiasi abuso della credulità popolare! ». Questa la replica di Bonafede: «Non è equivocabile che il reddito di cittadinanza era ed è una priorità. Il reddito universale è un’altra cosa, lo sanno tutti tranne Anzaldi».

Senato, designati dai gruppi i 27 componenti la Commissione speciale
Sono stati designati intanto da tutti i gruppi del Senato i 27 componenti la Commissione speciale di Palazzo Madama che dovrà esaminare gli atti del Governo in attesa della costituzione delle Commissioni permanenti. Solo dopo che un eventuale governo avrà la fiducia, e quindi sarà chiaro quali partiti faranno parte della maggioranza e quali dell'opposizione, sarà possibile eleggere le commissioni permanenti di merito, le Giunte di Camera e Senato e le
commissioni bicamerali.

Senato: ecco i 27 componenti della commissione speciale

Senato: ecco i 27 componenti della commissione speciale

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Il gruppo M5S ha designato: Nunzia Catalfo, Andrea Cioffi, Vito Crimi, Stanislao Di Piazza, Ugo Grassi, Barbara Lezzi, Gianluigi Paragone, Daniele Pesco e Mario Turco. Il gruppo Fi: Giacomo Caliendo, Maurizio Gasparri, Lucio Malan, Massimo Mallegni, Gilberto Pichetto Fratin. Dalla Lega sono stati scelti: Stefano Borghesi, Erica Rivolta, Erika Stefani, Paolo Tosato, Gianpaolo Vallardi. Per il Pd le designazioni sono: Simona Malpezzi, Mauro Maria Marino, Antonio Misiani, Gianni Pittella. Fdi ha indicato: Giovanbattista Fazzolari e Adolfo Urso. Infine, dal Misto è arrivata la segnalazione di Vasco Errani e dalle Autonomie di Albert Lanièce.

La Commissione è stata convocata mercoledì 4 aprile alle 15 per la elezione dell’Ufficio di presidenza. Tra i temi previsti rientrano il Def, la riforma dell’ordinamento carcerario e i decreti legislativi in scadenza per la cui approvazione è previsto il parere delle commissioni parlamentari. Alla Camera la questione sarà affrontata nella prossima capigruppo.

Le votazioni alla Camera per i vicepresidenti
Tornando ai vicepresidenti alla Camera, si è votato con il meccanismo del cosiddetto “voto limitato”, volto a favorire l'accordo con le opposizioni per aumentare la rappresentanza: ciascun deputato può infatti esprimere un voto in meno rispetto al numero dei posti disponibili per ciascun incarico. Come avvenuto al Senato anche qui il Pd non ha avuto un questore ma solo un vicepresidente. Il Pd non potrà contare nemmeno su uno degli otto segretari d'Aula, benché nella passate legislature sia stata sempre assicurata la presenza di tutti i gruppi tra gli otto. I democratici hanno votato un proprio esponente per il collegio dei questori, Rosa Maria Di Giorgi, e uno per i segretari, Alessia Morani, ma si è trattato di candidature puramente di bandiera in assenza di un’intesa con le altre forze politiche.

Dal governo di scopo alle larghe intese le opzioni per il nuovo esecutivo

Dal M5s indicazioni “secche”
Il M5S ha votato un solo nome per la vicepresidenza della Camera, quello di Maria Edera Spadoni risultato con più consensi rispetto a Giuseppe Brescia al ballottaggio fatto dall'assemblea del gruppo. I Cinque Stelle hanno ripetuto dunque lo schema già attuato al Senato, lasciando bianca la scheda per il quarto vicepresidente. Voto “secco” anche per il questore, per il posto il nome proposto è Riccardo Fraccaro.

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