il mugnaio

Alla (ri)scoperta delle sementi siciliane dalle Madonie alla valle di Agrigento

di F.Ro.

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Filippo Drago, ha innovato l’azienda di famiglia con il recupero dei grani antichi


1' di lettura

Molini del Ponte
Il mulino è lì, nel centro del paese, da quattro generazioni. Ma doveva arrivare Filippo per farne il simbolo dei grani antichi siciliani. Ed è merito di Drago se oggi tutti sanno che nell’isola esistono ben 54 diverse varietà di grano e se molte di queste sono tornate a ripopolare i campi, dalle Madonie alla valle di Agrigento.

«Tutto è partito nel 2003 - racconta - durante un incontro Slow Food dove ho conosciuto la direttrice della Stazione sperimentale di granicoltura di Caltagirone, in cui erano custoditi tutti gli antichi semi siciliani».

Da lì la sua peregrinazione nei campi a convincere i contadini a reimpiantare queste varietà. Scommessa più che vinta. Oggi, però, i rischi sono altri. E Drago non ha paura di essere voce fuori dal coro. «Adesso chiunque compra un mulino su internet e si improvvisa mugnaio. Noi abbiamo quattro mulini a pietra antichi che “accordiamo” a mano, incidendo le rigature secondo disegni precisi». Non è la stessa cosa un mulino - seppure a pietra - ma industriale, a cento giri al minuto.

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