Ricerca

Alla Salver di Brindisi sfida da 480 milioni sulle ali dell’high tech

L'industria aeronautica controllata dal gruppo Magnaghi sta sviluppando la commessa con portafoglio ordini fino al 2027 per l'Airbus 220 sulle parti di ala con le sollecitazioni più intense

di Vincenzo Rutigliano


default onloading pic
La Salver è specializzata in parti meccaniche aeronautiche hi tech

4' di lettura

Ci sono quasi 18 milioni di euro di investimenti in attivi materiali e attività di ricerca industriale nei piani di breve e medio termine della Salver di Brindisi. Un’industria controllata dal gruppo Magnaghi Aeronautica, in prima linea nella progettazione e realizzazione di sistemi di atterraggio, componenti idraulici, serbatoi e parti meccaniche di alta precisione, strutture primarie in materiale composito avanzato per aerei ed elicotteri.

A Brindisi la società è impegnata in una maxi commessa per il programma di velivoli Airbus 220 per il quale produce, con tecnologia brevettata, le parti di ala che subiscono le sollecitazioni più violente durante le fasi di decollo e di atterraggio, cioè flap e spoiler in materiale composito avanzato.

A sua volta la capogruppo - socio unico di controllo è la Invesco srl - è impegnata nella progettazione e realizzazione di un carrello per un velivolo di nuova progettazione con motore interamente elettrico, con requisiti tecnologici innovativi e impatto ambientale compatibile con i requisiti di green economy, ad alta efficienza e basso consumo. Il gruppo, che ha stabilimenti a Napoli, Caserta, in Brasile e in Usa, occuperà entro quest’anno oltre 900 addetti, raggiungendo un fatturato di circa 140 milioni, contro i 110 del 2019.

Per finanziare i piani di sviluppo la Salver ha anche concluso a fine 2019, assieme alla capogruppo, due accordi di finanziamento con il sistema bancario, una linea di credito a medio e lungo termine con Mcc/banca del Mezzogiorno, a valere su fondi della Bei (Banca Europea degli Investimenti), per 8,5 milioni di euro, e linee di credito per 11 milioni di euro con Unicredit.

La Salver ha poi ricevuto dal gruppo un aumento di capitale per cinque milioni di euro, cui seguirà un secondo di uguale importo quest’anno, risorse che fanno seguito a una capitalizzazione di 36 milioni complessivi che il socio Invesco ha deciso di sostenere, ad aprile 2018, insieme al socio di minoranza, il fondo di private equity internazionale THCP- Three Hills Capital Partners SA, a sostegno della crescita di tutto il gruppo.

Quanto all’Airbus A220, per la Salver si tratta di un portafoglio ordini stimato a tutto il 2027 fino a quasi 480 milioni di euro, portafoglio che potrebbe crescere ulteriormente per effetto della potenzialità di mercato che la multinazionale aeronautica conta di triplicare dalle quasi 2.000 unità originariamente previste fino alle 7.000 nell’intera vita commerciale del velivolo commerciale.

«Quello di Airbus è un contratto senza scadenza, che sarà in vigore per tutta la durata commerciale del veicolo, quindi da 30 a 50 anni - spiega Andrea Ventura, cfo del gruppo Magnaghi-Salver - il primo velivolo è stato consegnato nel 2015 e proseguirà presumibilmente fino al 2050 e oltre». Per Salver il programma A 220 è dunque decisivo come supporto alla propria crescita e rappresenta anche il primo «build to spec» ossia il primo in cui l’azienda ha la piena responsabilità del design, testing, produzione e certificazione di spoiler multi-funzione, flap interni ed esterni e porte carrello.

Nel sito brindisino - occupa 320 addetti che saliranno a 354 nel 2021 - vi è un costante investimento in ricerca e sviluppo tecnologico che è indispensabile per garantire precisione e controllo del processo produttivo, finalizzato alla riduzione dei tempi e dei costi. La Salver poi punta a un aumento della quota sul fatturato di prodotti con tecnologia proprietaria (che crescerà fino a 60 milioni attesi nel 2022 contro i 28 previsti quest’anno), tutti di elevata complessità tecnologica e con limitata capacità di concorrenza sul mercato internazionale.

Per questo l’azienda, fin dalla sua fondazione nel 1970, continua a investire in R&S e sperimentazione per conservare il suo vantaggio competitivo rispetto a concorrenti con minori capacità tecnologiche e produttive ma più aggressivi quanto ai costi, rimanendo partner diretto di gruppi internazionale del peso, fra gli altri, di Leonardo spa (ex-Alenia Aermacchi), Airbus e Collins Aerospace.

Per questo utilizza ogni possibile supporto sia governativo che regionale, come per i contratti di programma co-finanziati dalla regione Puglia. L’ultimo in ordine di tempo si chiama “Irene” e punta allo sviluppo di materiali avanzati e di tecnologie innovative in grado non solo di realizzare componenti monolitici altamente integrati in minor tempo e a un minor costo, ma anche di riparare grandi strutture in composito, a seguito di danneggiamento in esercizio, attraverso l’ottimizzazione e personalizzazione del design della riparazione.

L’investimento derivante da Irene, che sarà a regime a fine 2021, è di 5 milioni di euro (3,475 di ricerca industriale e 1,525 per lo sviluppo sperimentale) di cui 2,8 a carico della regione. Prima di Irene, la Salver ha partecipato a un altro programma di ricerca, chiamato “Saia”, siglato con la regione Puglia a dicembre 2014, insieme a Leonardo spa e Manta Group di Foggia, con investimenti complessivi per l’azienda brindisina in attivi materiali per 4,3 e R&S per 1,4, con finanziamenti agevolati per 1,9.

Con questo programma l’azienda ha lavorato allo sviluppo di parti strutturali di nuova generazione sia per l’ottimizzazione di prodotti già in fase di produzione che per future applicazioni su un nuovo velivolo regionale in collaborazione con Leonardo spa - Divisione Aerostrutture, per la realizzazione non solo della struttura alare, ma anche per pavimenti, porte e carenature.

Con gli stessi partner la Salver ha partecipato, nell’ambito del programma “Fupico”, alla progettazione del cono di coda di un velivolo di medio e lungo raggio a turbo-propulsione. Quest’anno poi saranno completati anche gli investimenti avviati nel 2011 per complessivi 25,9 milioni di euro destinati all’ampliamento del sito brindisino e finanziati mediante le agevolazioni delle leggi 181/89 e 513/93, gestite da Invitalia spa. I piani di sviluppo del gruppo prevedono anche crescite per linee esterne.

Paolo Graziano, ad della Magnaghi e della Salver, anticipa che il gruppo è in trattative per un’importante acquisizione mentre nei prossimi mesi verrà formalizzata un’importante commessa in Usa.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...