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«DreamWorks», alla scoperta della casa d’animazione di Steven Spielberg

«DreamWorks – Il lato chiaro della luna» è interamente dedicato allo studio specializzato nell'animazione in computer grafica

di Andrea Chimento

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2' di lettura

Quando si parla di grandi case di produzione americane specializzate nel cinema d'animazione, i nomi che vengono subito in mente sono quelli della Disney e della Pixar.

In particolare quest'ultima (che dal 2006 appartiene proprio alla Walt Disney), che sin dal primo lungometraggio, «Toy Story», ha sempre suscitato grande interesse nella critica, ottenuto consensi spesso unanimi, portando alla nascita di tanti studi e analisi relative ai capolavori realizzati.

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Forse anche per questo, la sua “rivale”, la DreamWorks Animation, non ha avuto sempre la giusta attenzione: la collana Bietti Heterotopia (specializzata in ottimi libri sul cinema contemporaneo) ha così deciso di dedicare alla casa fondata da Steven Spielberg, Jeffrey Katzenberg e David Geffen a metà degli anni Novanta, un ricco volume che ne ripercorre la filmografia, le tematiche principali e i tanti personaggi di culto messi in scena.

Scritto dai critici Matteo Mazza e Simone Soranna, il libro incuriosisce sin dal suggestivo titolo, «DreamWorks – Il lato chiaro della luna», giocando col nome del celebre album dei Pink Floyd e con il logo simbolo della stessa DreamWorks, in cui un bambino si mette a pescare seduto sul ciglio di uno spicchio di luna.

Dopo aver dedicato spazio alla storia fondativa della casa di produzione, il libro inizia col tratteggiare una panoramica esaustiva e coinvolgente delle tante tappe importanti che ha compiuto la DreamWorks Animation nel corso degli anni.

Alla base del lavoro di Mazza e Soranna non c'è una prospettiva unicamente storica, ma fortunatamente un lavoro interpretativo, in cui si vanno ad analizzare le tematiche, le ossessioni e, soprattutto, lo stile che ha caratterizzato i film dal 1998 in avanti: in quell'anno uscirono i primi due lungometraggi della casa, «Il principe d'Egitto» e «Z – La formica».
Un percorso stimolante tanto per i ragazzi quanto per i genitori, che potrebbero così aiutare i figli nella comprensione dei livelli di lettura più profondi dei film d'animazione DreamWorks, che tanto di moda vanno anche tra i più piccoli.

Le saghe di grande successo

Oltre a dedicare un capitolo alla collaborazione con la Aardman Animation, gli autori riservano ovviamente ampio spazio alle saghe, vero e proprio fiore all'occhiello della produzione DreamWorks, anche in termini d'incasso.

Da quella “mostruosa” di «Shrek» a quella “di draghi” con «Dragon Trainer», passando per quella “bestiale” di «Madagascar» e quella “orientale” di «Kung Fu Panda», ogni saga ha un proprio capitolo, con stimolanti approfondimenti sull'analisi dei personaggi.
Collegato a questo, verso la conclusione il volume riporta alcune interessanti interviste, con protagonisti alcuni nomi di rilievo, che hanno prestato la loro voce a indimenticabili personaggi DreamWorks: Fabio Volo, Ale & Franz e Francesco Pannofino.

Ad arricchire il volume, va segnalata anche la prefazione di Manlio Castagna, autore di diversi libri e figura centrale del Giffoni Film Festival, la kermesse italiana più importante dedicata al cinema per ragazzi.

DreamWorks – Il lato chiaro della luna, Matteo Mazza e Simone Soranna
Bietti Heterotopia, Milano, 322 pag, € 22

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