UN LUOGO E I SUOI INDIRIZZI

Alla scoperta dell'Engadina con Francesca Neri Antonello, tra gallerie d'arte e sport

La cucina romancia nelle antiche stalle. Gli acquisti locali fra cashmere e cioccolaterie. Per l'architetto d'interni, questo è un luogo in cui mettere radici.

di Camilla Colombo

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Saint Moritz, una vista della località alpina svizzera.

4' di lettura

L'Engadina è il fil rouge della mia vita. Ci sono arrivata da ragazzina, verso i 12 anni, dal Sudamerica, ci sono stata da giovane donna con l'uomo che poi è diventato mio marito; ora è il luogo dove trascorro una lunga parte dell'anno. Dove ci troviamo con i miei figli e dove lavoro, soprattutto d'estate. È una valle ricca di storia, non solo un simbolo del lusso, del turismo di alto livello e di antichi club esclusivi. Apprezzo il suo restare fedele a se stessa, il suo saper nutrire tutti i sensi con la sua tradizione.

L'ingresso dell'hotel Kulm a Saint Moritz.

Nel 1864, Johannes Badrutt ha colto prima degli altri l'importanza del turismo alpino internazionale, diventando un pioniere del settore alberghiero, con la fondazione dell'hotel Kulm, una vera istituzione, a Saint Moritz. Per me rappresenta un pit stop di benessere, dato che alla spa dell'albergo mi concedo massaggi e trattamenti con delle terapiste eccellenti. Per molti uomini, invece, che fanno parte di club al maschile, l'hotel Kulm è indissolubilmente legato al Cresta Run, quella pratica sportiva, bandita alle donne per circa un secolo e che anche oggi è poco aperta a loro, che prevede di scendere lungo una pista di circa 1,2 chilometri, sfrecciando sullo skeleton. Mi diverte sempre sentire pronunciare al microfono i nomi dei partecipanti, mentre cammino nella neve della mia casa di Celerina verso Saint Moritz.

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Il momento di una gara di Cresta Run.

L'inverno è essenzialmente la stagione dello sci per la mia famiglia e del relax per me. Quando mio marito e i miei figli sono sulle piste, mi piace iniziare la giornata con calma, in silenzio, bevendo il caffè e ammirando la luce del mattino, aspettando che la temperatura esterna salga. Quindi esco di casa, per godermi da sola tutte le piccole amenità che offre Saint Moritz. La pasticceria Hanselmann, che oggi propone dei confetti e dei cioccolatini prelibati, è stata fondata nel 1894 come una panetteria, ma rimane sempre nello stesso iconico edificio. Proprio nella libreria e cartoleria Wega, che ha un'offerta molto interessante di opere sull'Engadina, sullo scultore Alberto Giacometti e sull'arredo locale, è stata venduta la prima copia del libro che ho pubblicato lo scorso anno. Anche la biblioteca di Saint Moritz, alla Chesa comunale, ha una proposta ricca e variegata: ben 18mila libri in 6 lingue differenti. È uno degli spazi che ha maggiormente promosso il book sharing in Engadina, una valle che ha una spiccata tendenza alla partecipazione civica. Un'altra mia tappa fissa in città è Cashmere House Lamm, un negozio aperto dal 1935, dove ogni anno regalo a me o ai miei figli un bel maglione di cashmere old style.

Un piatto del Rifugio El paradiso, a Saint Moritz.

All'ora di pranzo, se voglio rivivere l'eleganza di un tempo, mi fermo al ristorante Salastrains, dove mangiare è un'esperienza multisensoriale, perché oltre alle pietanze tradizionali, come il rösti, e al bellissimo paesaggio innevato che lo circonda, si vedono arrivare gli ospiti a cavallo o in carrozza. Quando eravamo più giovani e trascorrevamo tutta la giornata sugli sci, io e mio marito sceglievamo spesso di pranzare all'Alpina Hütte, semplice, ma confortevole, con i suoi tipici bratwurst da mangiare in piedi. Sempre sulle piste da sci, si trova il rifugio El paradiso dove, invece, si accede solo se si è membri. È un retaggio di una tradizione antica che persiste in Engadina, l'appartenenza a club che offrono accessi selezionati.

L'architetto d'interni Francesca Neri Antonello.

Un piacere che mi concedo spesso d'inverno è visitare le gallerie d'arte della zona, come Stalla Madulain, un vecchio fienile del 1488 che ospita, tra le altre opere, quelle dell'artista engadinese Not Vital, da scoprire passeggiando nei dintorni. Dal 2014, infatti, l'edificio originario è stato ristrutturato per diventare uno spazio in cui esporre e vendere lavori di artisti locali o che si ispirano alla zona. Zuoz, un borgo patrizio del 1500 a circa 15 chilometri da Saint Moritz, è un luogo speciale per me, con le sue chiese gotiche e il bellissimo maso, ristrutturato dall'architetto locale Andreas Ruch, che accoglie la sede engadinese della Galleria Monica De Cardenas. Una formula open house dove immergersi nell'arte e sentire che le distinzioni fra casa e spazio espositivo vengono meno. Sempre a Zuoz, ho scoperto di recente il ristorante Dorta, il locale giusto dove gustare una zuppa di fieno, dato che si trova in una vecchia stalla ristrutturata. La cucina è svizzero- tedesca, la lingua parlata è il romancio, una delle principali nel Cantone dei Grigioni.

L'interno dell'edizione 2020 della fiera d'arte e design Nomad St. Moritz, a Chesa Planta, Samedan.

Un appuntamento invernale a cui tengo molto è Nomad, la fiera itinerante d'arte e design che, da quattro anni, fa tappa a Saint Moritz, precisamente alla Chesa Planta di Samedan, un gioiello architettonico del 16esimo secolo. Quest'anno la fiera dovrebbe tenersi dal 25 al 28 marzo ed è un'occasione unica per un pubblico selezionato di architetti, designer e collezionisti di scoprire le novità locali dal vivo, in una cornice che unisce offerta di qualità e ambientazione quasi domestica. Un altro appuntamento fisso della stagione fredda, che purtroppo non si è potuto tenere quest'anno a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, è l'aperitivo open house che il 2 gennaio organizzo nella mia casa di Celerina a base di musica e polenta! Fuori dalla stagione invernale, la mia vita è essenzialmente quella del cantiere, con la sveglia molto presto al mattino, e i progetti di ristrutturazione da completare in previsione dell'estate, che per me rappresenta il momento di massimo lavoro, con l'arrivo dei clienti vacanzieri.

L'interno dello chalet a Samedan, uno dei progetti curati in Engandina da FNA Concept, lo studio d'architettura, design, interni, paesaggio, fondato da Francesca Neri Antonello nel 2009.

Durante la bella stagione, tutto ciò che in inverno è legato alla neve diventa divertimento in bicicletta, le piste da sci si trasformano in salite da affrontare in mountain bike e la valle si riscopre ricca di percorsi da fare con le due ruote. I laghi di Silvaplana e di Sils tornano a essere la meta ideale per i tanti appassionati di kitesurf e per chi ama rilassarsi in barca. Per me, rimane la valle capace di ancorarmi a un luogo che sa di casa.

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