FRA ARTE E NATURA

Alla scoperta dei labirinti italiani, fra installazioni e concerti all'aperto

Da Venezia, a Parma, a Ravenna. Land art, mostre multimediali, tributi ai grandi poeti e autori del passato: l'esperienza immersiva di un percorso rompicapo.

di Caterina Maconi

Il Labirinto della Masone di Fontanellato, in provincia di Parma.

3' di lettura

“Se l'immagine del labirinto ha una storia millenaria, questo significa che per decine di migliaia di anni l'uomo è stato affascinato da qualcosa che in qualche modo gli parla della condizione umana o cosmica”. A rileggere il pensiero di Umberto Eco in questi giorni, viene da chiedersi se dopo oltre un anno di pandemia, il concetto di labirinto non sia proprio quello che meglio descriva la nostra situazione. Un dedalo di strade e alternative, l'idea dello smarrimento, la tenacia nel voler trovare la via che conduce fuori, anche dopo mille peripezie. Di sicuro il labirinto affascina e sorprende sempre e in questi mesi estivi non mancheranno le occasioni per scoprire o riscoprire i labirinti italiani, che hanno predisposto palinsesti interessanti per coinvolgere il pubblico, tra installazioni, land art, mostre, nuove aperture.

Un allestimento digitale dell'esposizione LABIRINTI Storia di un segno.

Partendo proprio da Umberto Eco, al Labirinto della Masone di Fontanellato in provincia di Parma, fino al 26 settembre è aperta la mostra “Umberto Eco, Franco Maria Ricci. LABIRINTI Storia di un segno”, inserita anche nel programma delle attività di Parma 2020+21 Capitale Italiana della Cultura. Un percorso multimediale alla scoperta di un segno universale: il Labirinto si trasforma in un metalabirinto, introducendo i visitatori in un percorso di parole e pensieri, tra allestimenti scenografici e digitali e prestiti di rilievo.

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Un’immagine della mostra LABIRINTI Storia di un segno.

L'esposizione prevede quattro sale: la prima è dedicata proprio a Eco, la voce e le parole – brani, citazioni e riflessioni – del grande scrittore guideranno il pubblico in un labirinto dalle pareti riflettenti: un dedalo di specchi animato da visioni che invitano a rileggere la storia del labirinto nei suoi significati simbolici e psicologici. Un'altra sala racconta lo sviluppo storico dei labirinti in un'immersione multimediale a 360 gradi, si passa poi a prestiti importanti con dipinti affascinanti e misteriosi, come il cinquecentesco “Ritratto di Bartolomeo Prati” di Girolamo Mazzola Bedoli e diverse opere a stampa e miniate dal Rinascimento a oggi. Infine, a conclusione dell'indagine emotiva intrapresa, una selezione delle opere del contemporaneo Giovanni Soccol.

A Venezia, la Fondazione Giorgio Cini apre al pubblico il Labirinto Borges.

A Venezia, la Fondazione Giorgio Cini apre al pubblico il Labirinto Borges, offrendo ai visitatori un'esperienza musicale inedita. La ricorrenza di questo evento sono i dieci anni dalla creazione del Labirinto, i 35 anni dalla scomparsa di Borges e i 70 anni della Fondazione Giorgio Cini. Nato nel 2011 su progetto dell'architetto inglese Randoll Coate e per volere della vedova Borges, Maria Kodama, che desiderava ricordare l'amore del marito per Venezia, il Labirinto è ispirato al racconto di Jorge Luis Borges “Il giardino dei sentieri che si biforcano” ed è composto da più di 3.200 piante di bosso alte novanta centimetri. Visto dall'alto, si presenta come un libro aperto con le siepi disposte in modo da formare il nome Borges ed è costellato da richiami alle opere dello scrittore argentino: un bastone, gli specchi, due clessidre, un enorme punto di domanda, la tigre, le iniziali della moglie. Percorrendolo, si potrà ascoltare una suite di oltre 15 minuti dal titolo “Walking The Labyrinth”, che suonerà nelle audio guide multilingue dei visitatori, amplificando la bellezza dei sentieri durante la passeggiata. Il brano si presenta come una composizione in quattro movimenti e oltre agli strumenti dell'Orchestra del Teatro La Fenice, ospita la magia del suono del bandoneón - un tipo di fisarmonica fondamentale nelle orchestre di tango - interpretato da Ninon Valder, bandoneónista francese. Antonio Fresa ha inciso la sua suite al Teatro Malibran di Venezia, suonando pianoforte e tastiere e dirigendo l'Orchestra del Teatro La Fenice. Le visite si possono prenotare su visitcini.com.

Antonio Fresa al pianoforte.

Infine al Labirinto Effimero di Alfonsine, in provincia di Ravenna, il programma estivo prevede un grande tributo a Dante Alighieri, a 700 anni dalla sua scomparsa. Fino a settembre i visitatori, camminando per i 2 chilometri del percorso, immersi nei 70 ettari di un campo di mais, avranno la possibilità di un'esperienza tematica. È il Purgatorio della Divina Commedia il fulcro di tutto, a partire dal titolo, “Il viaggio dei Diòscuri”. Ma cosa lega il Sommo Poeta a Castore e Polluce? È a questa domanda che i visitatori dovranno dare una risposta per riuscire a uscire. Lungo il tracciato si raffronteranno poi con i 7 vizi capitali e avranno a che fare con Teseo, Giasone e gli argonauti alla caccia del vello. Anche quest'anno ci saranno altri progetti collaterali: il “Labirinto Sospeso”, con un percorso di 2,5 km su una superficie di 4mila mq realizzato con canne di bambù sospese e altro materiale di recupero, e la mostra “Labyrinthus Hic Habitat Minotaurus” con opere in bronzo o alluminio, di cui una monumentale, dell'artista internazionale Gunther Stilling.

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