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Alla scoperta di Parigi con l'attrice Marion Cotillard

La capitale francese vista attraverso il caleidoscopio di film che ne hanno segnato la storia. Fra cabinet de curiosité, piscine e collezioni di giostre.

di Alessandra Mattanza

Marion Cotillard in total look CHANEL alla 75esima edizione del Festival di Cannes per la première del film “Brother and Sister” di Arnaud Desplechin, in cui interpreta il ruolo della protagonista. Courtesy Chanel

4' di lettura

Parigi è la mia casa. Sono costantemente in movimento e viaggio molto per lavoro, ma alla fine torno sempre qui. A volte ho semplicemente voglia di passare il tempo con la mia famiglia e di vagabondare per la città, altre volte mi piace organizzare gite fuori porta. Passo tanto tempo lontano dalla Francia, su set di tutto il mondo, ed è bello riconnettersi con le proprie radici. Parigi ha tanti volti e ho avuto modo di osservarla da prospettive insolite quando ho girato fi lm a cui tengo molto. Come Midnight in Paris di Woody Allen, che corre indietro al passato e alle storie di tanti artisti che hanno amato la città: da F. Scott Fitzgerald a Ernest Hemingway, da Salvador Dalí a Picasso, fino a Cole Porter, Luis Buñuel, Henri Matisse, Paul Gauguin, Edgar Degas o Henri de Toulouse-Lautrec. Ma anche La Vie en rose, dove ho recitato nel ruolo di Édith Piaf e per cui ho vinto l'Oscar come miglior attrice protagonista. Le scale “magiche” di Midnight in Paris, che permettono di tornare indietro nel tempo, sono accanto a la Saint- Étienne-du-Mont, una chiesetta nel Quartiere Latino vicino a cui si apre la deliziosa rue de la Montagne Sainte Geneviève.

Una delle sale del Musée de l'Orangerie. Foto Sophie Crépy.

Altri luoghi particolari sono il Museo de l'Orangerie, in un ex serra del 1853 che custodisce opere di Monet, Cézanne, Henri Matisse e Renoir, poi il Quai de Bourbon, un percorso che costeggia la punta occidentale de l'île St. Louis, il Museo Rodin e il Musée des Arts Forains, un gioiello privato che ospita una collezione unica di giostre da fiera ottocentesche e novecentesche.

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Una vista del Musée d'Orsay. Foto Sophie Crépy.

Vivere a Parigi significa frequentare anche i suoi grandi alberghi, spesso in imponenti palazzi d'epoca con ristoranti gourmet ed eleganti cocktail bar. Midnight in Paris è stato girato al Le Bristol (che tra i suoi ospiti abituali vede Leonardo DiCaprio, Brad Pitt, Penelope Cruz e Clint Eastwood, ndr), in particolare nella Panoramic Suite, ma anche nel ristorante e nella lobby. È sempre piacevole tornarci, per un pranzo o per nuotare nella sua piscina panoramica in stile vintage, collegata con il solarium al sesto piano dell'hotel e attigua alla spa. La Suite Lumière è altrettanto bella e spaziosa, vi si respira lo spirito della città. L'Hôtel Plaza Athénée è un altro grande classico dell'hôtellerie: ospita la spa di Christian Dior e il Dior Institut, cinque ristoranti e un cocktail bar. Il fil rouge per gli interni è un interessante ed eclettico mélange di Art déco e glamour parigino. Qui hanno vissuto la loro storia d'amore Marlene Dietrich e Jean Gabin – ora è possibile dormire nella suite preferita dell'attrice, che lui fece riempire di rose rosse – e vi hanno abitato artisti come Josephine Baker, Gary Cooper, Yves Saint-Laurent. Il Le Bar è ideale per un cocktail o un ottimo bicchiere di champagne la sera. Gli Champs-Élysées sono a soli cinque minuti a piedi dall'hotel, così come la Torre Eiffel. Il Four Seasons Hotel George V Paris, con la sua superba facciata Art Déco, è altrettanto interessante ed è frequentato, tra gli altri, da Elie Saab, che ha la sua boutique all'angolo. Si trova nel cosiddetto Golden Triangle, famoso per le boutique di lusso, e da lì si può raggiungere a piedi il Musée d'Orsay, per ammirare i pittori impressionisti e una Parigi d'altri tempi. Ci sono poi sempre nuovi hotel che aprono e diventano di moda, come il Bulgari Hotel Paris, il cui bar è già diventato un punto d'incontro. Davvero notevole la piscina, decorata con uno spettacolare mosaico ispirato alle terme di Caracalla e collegata alla spa.

La Vitality Pool del Bulgari Hotel Paris. Foto Tommy Picone.

 

Tra i ristoranti, la brasserie fin de siècle Le Fouquet's è un classico, come del resto il Café de Flore, ideale per prendere un caffè e leggere un libro. Al ristorante Le Grand Véfour, frequentato da Napoleone, Victor Hugo, Jean-Paul Sartre e Jean Cocteau, hanno girato diversi film. Mentre Le Polidor, che ha visto ai suoi tavoli Paul Verlaine, James Joyce, Jack Kerouac ed Ernest Hemingway, è uno dei più antichi bistrot di Parigi e, dopo la recente ristrutturazione, è particolarmente trendy. Il Restaurant Paul era, invece, prediletto da Yves Montand e Simone Signoret, che vivevano proprio nell'appartamento sovrastante. Un altro indirizzo famoso, seppur più turistico, è Maxim's. A me piace frequentare Le Pershing Hall, elegante e d'atmosfera, e sono legata a La Brasserie Julien, ora nota come Bouillon Julien, perché era dove Édith Piaf invitava gli amici a festeggiare; il regista di La Vie en rose, Benoit Dahan, vi ha girato diverse scene. Fu uno dei primi café-concert di Parigi e colpisce per il suo stile Art Nouveau.

Gli esterni del Restaurant Polidor, uno dei più antichi di Parigi.

Mi piace passeggiare lungo la Senna: adoro selezionare vecchi libri, poster e stampe tra i bouquinistes, le storiche bancarelle di rivenditori che costeggiano l'acqua, attraversare il romantico Pont Neuf o il suggestivo Pont Alexandre III, che offre una vista su Les Invalides. Il parco Square Jean-XXIII, dietro alla Cattedrale di Notre-Dame, rimasto chiuso dopo l'incendio del 2019, vale una visita perché è speciale. Mi piace il vintage e Le Marché aux Puces de Saint-Ouen riserva sempre soprese e curiosità. Come Deyrolle, il famosissimo cabinet de curiosité e tassidermista che compare anche in Midnight in Paris.

Una vista dei giardini della casa di Claude Monet, a Giverny.

Se si ha tempo, consiglio di andare a Versailles, che non finisce mai di stupire con i suoi incredibili giardini. Oppure alla casa di Claude Monet, a Giverny. Con qualche giorno in più a disposizione, Cap Ferret, la striscia di terra che separa l'oceano nel bacino di Arcachon, è un luogo magico e mi è caro anche perché lì ha girato due film il mio compagno, Guillaume Canet: Les Petits Mouchoirs e il suo sequel, Nous Finirons Ensemble. È a circa sei ore e mezza d'auto da Parigi e a un'ora da Bordeaux, un'altra città straordinaria, capace d'incantare con i suoi vini.

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