Arte e territorio

Alla scoperta dei piccoli borghi con Una Boccata d’Arte

Per tutta l’estate saranno visitabili in 20 borghi italiani le opere create ad hoc. L’evento, alla seconda edizione, nato durante il lockdown promuove la creatività contemporanea e i territori poco noti. Ne parla la fondatrice Marina Nissim

di Nicola Zanella

L’installazione di Zhanna Kadyrova a Tolfa nel Lazio, crediti fotografici: Monkeys Video Lab

7' di lettura

Lo scorso giugno ha inaugurato la sua seconda edizione Una Boccata d’Arte (fino al 26 settembre): la manifestazione, senza fine di lucro, nata nel 2020 durante il lockdown per iniziativa della Fondazione Elpis, in collaborazione con Galleria Continua e con la partecipazione di Threes Production.
Venti artisti in 20 borghi sparsi in tutte le regioni italiane, una numerologia che porta nel DNA il famigerato 2020, non si può essere global, ecco che allora si diventa (multi)local: Il primo merito di una Boccata d’Arte è stato quello di aver interpretato lo Zeitgeist del 2020 ed averlo sintetizzato in un’iniziativa stratificata nei contenuti e nei significati.In un periodo in cui agli artisti era negata ogni forma di visibilità se non quella online, Una Boccata d’Arte ha puntato su una fruizione dal vivo e spesso open air, rivolgendosi ad un pubblico di prossimità inseguito fin nei borghi più sperduti d’Italia, resi a loro volta protagonisti.

Gli artisti

Nel 2021 la formula si è ripetuta, proponendo tra gli altri Binta Diaw a Monastero Bormida in Piemonte, artista italo-senegalese classe 1995 e rappresentata dalla galleria Giampaolo Abbondio di Todi, giovane ma già attenzionata dai collezionisti, ha prezzi che vanno dai 1.000 ai 7.000 euro. Renato Leotta tra i finalisti all’ultima edizione del Premio MAXXI, è stato protagonista a Centuripe in Sicilia le sue quotazioni variano dai 5.000 ai 50.000 euro ed è rappresentato da Madragoa a Lisbona. Tornando a nord l’artista francese Camille Norment ha creato una grande installazione nel comune di Santa Gertrude in Trentino Alto Adige. Rudi Ninov, artista bulgaro classe 1992, è in mostra a Portico e San Benedetto in Emilia Romagna, le quotazioni dei suoi lavori arrivano ad un massimo di 20.000 euro. Gaia di Lorenzo ha esposto nel paesino pugliese di Pietramontecorvino, la giovane artista romana è rappresentata da ADA Project e le sue opere sono vendute in un range di prezzo tra i 2.000 e gli 8.000 euro. In Toscana, a Radicondoli ecco, invece, Adelita Husny-Bey, i cui prezzi variano dai 2.500 euro per i piccoli disegni fino a 50.000 euro per le installazioni più complesse, è rappresentata dalla galleria Laveronica di Modica. Nel comune di Tolfa in provincia di Roma, la protagonista è stata l’artista ucraina Zhanna Kadyrova, (prezzi dai 5.000 ai 50.000 euro), che ha disseminato le sue installazioni tra i saliscendi del borgo laziale utilizzando materiali trovati in loco e creando così un dialogo con il territorio che va oltre l’aspetto visivo. L’evento di Tolfa è stato organizzato in loco da Veronica Siciliani Fendi e l’inaugurazione ha visto la partecipazione di Marina Nissim, presidente della Fondazione Elpis e imprenditrice alla guida di uno dei maggiori conglomerati industriali italiani il Bolton Group; lontanissima dalla figura del collezionista a caccia di mera visibilità è lei stessa a raccontare ad Arteconomy24 la sua visione di cui Una Boccata d’Arte è un felice risultato.

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L’intervista

Quale è stata la motivazione che l'ha spinta a creare Una Boccata d'Arte?
Da molti anni mi occupo di arte contemporanea, come collezionista e, negli ultimi anni, come ideatrice di mostre ed eventi finalizzati alla conoscenza e promozione di giovani artisti di talento, italiani e internazionali. L'anno scorso ho fatto un passo decisivo: la creazione di Fondazione Elpis, la cui mission si amplia e comprende come finalità essenziale lo sviluppo della società e delle comunità attraverso la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e paesaggistico italiano e delle forme espressive delle arti e della creatività contemporanee. Una Boccata d'Arte esprime proprio il desiderio di rivolgersi al territorio per valorizzarlo, con la spinta propulsiva che l'arte contemporanea è in grado di dare. L'arrivo della pandemia ha naturalmente dato una spinta decisiva in questa direzione, poiché i luoghi espositivi tradizionali sono stati chiusi e, pertanto, il territorio italiano e i suoi borghi che hanno sofferto della crisi del turismo, sono diventati i luoghi di elezione cui dare un contributo di bellezza, di ripresa culturale e turistica.
Sotto questo profilo, Una Boccata d'Arte è un progetto innovativo e di respiro nazionale poiché coinvolge tutte e 20 le regioni d'Italia e altrettanti borghi scelti.

L’opera di Rudi Ninov a Portico e San Benedetto in Emilia Romagna, crediti fotografici: Gionata Possenti e Alessandro Rinaldi

La formula di Una Boccata d'Arte è la risposta perfetta alle esigenze del periodo che stiamo vivendo, valorizzando luoghi decentrati e puntando sul “local”, pensa che ci sarà un'evoluzione in futuro? E quali sono gli obiettivi che si è posta nei prossimi anni?
La scelta dei borghi premia quelli che ci sembrano meritevoli di attenzione e di supporto, cioè quelli con non più di 5000 abitanti, che riteniamo siano di interesse storico artistico e con una, sia pur piccola, capacità di accoglienza turistica. Il loro coinvolgimento prevede una condivisione del progetto presentato dall'artista, ed è incoraggiata anche la partecipazione alla produzione, da parte di artigiani locali, di parti degli elementi che compongono l'opera stessa. Molti sindaci e assessori hanno davvero abbracciato il progetto senza riserve, riconoscendone subito la forza innovativa, e ci hanno ringraziato dichiarando l'orgoglio di essere stati scelti a rappresentare la propria regione. Hanno ascoltato e risposto alle esigenze dell'artista anche impegnandosi nella promozione e comunicazione locale che solo loro sono in grado di offrire. La bellezza dei luoghi, il carattere delle comunità hanno fatto il resto. Il mio obiettivo principale è proprio questo: portare l'arte contemporanea nei borghi invitandoli a vivere l'arte, a reinterpretare con l'artista la storia stessa del borgo in chiave e linguaggio contemporanei. In questo modo si potenzia l'attrattiva del borgo che propone al visitatore una rinnovata lettura di sé. L'arte diventa strumento di promozione locale, offerta turistica, conoscenza ed esperienza di cui fare tesoro per rilanciarla in futuro con loro iniziative artistiche che proseguano l'esperienza vissuta con Una Boccata d'Arte. Tutto ciò è per me la dimostrazione che, quando c'è la passione, la vitalità si attiva e diventa collettiva, solidale, energica e profonda. Per tutti questi motivi mi auguro che Una Boccata d'Arte diventi, per molti anni, un appuntamento nazionale riconosciuto e atteso.

L’installazione di Binta Diaw a Monastero Bormida in Piemonte, crediti fotografici: Agnese Bedini

Oltre che alle ricadute sul breve termine sarebbe fondamentale che attraverso l'esperienza di una Boccata d'Arte si innescasse un circolo virtuoso, e che le amministrazioni coinvolte continuassero a puntare sull'arte contemporanea anche in futuro, ha visto segnali in questo senso?
Già quest'anno è stato più facile spiegare ai borghi la portata della nostra iniziativa perché si trattava di una seconda edizione e l'eco dei risultati anche mediatici della prima si è fatto sentire in tutte le regioni. Per questo abbiamo goduto di una maggiore accoglienza e disponibilità. Inoltre, il fatto di aver prolungato la durata di Una Boccata d'Arte, che quest'anno copre tutti e tre i mesi estivi, dal 26 giugno al 26 settembre, ha dato ancora maggior respiro al progetto e maggiori strumenti alle amministrazioni locali. Molti tra loro si sono dichiarati interessati anche a trattare con l'artista per rendere permanente, nel Comune, l'intervento in situ realizzato. In futuro mi aspetto che si arrivi a candidature spontanee dei borghi, a un amplificarsi convinto e spontaneo della risposta del territorio, in sintesi a una solida risposta al processo virtuoso che ogni anno Una Boccata d'Arte innesca nel territorio e alla comprensione profonda del portato dell'arte contemporanea sulla vita dei borghi, dei loro abitanti e del turismo di prossimità.

Installazione ambientale di Camille Norment a Santa Gertrude in Trentino Alto Adige, crediti fotografici: Marta Tonelli

Il progetto è imponente. Che budget la Fondazione Elpis destina ad una boccata d'Arte ogni anno?
Certamente un budget importante, diciamo il budget che serve.È uno sforzo che Fondazione Elpis si è pienamente accollato in queste due prime edizioni anche se in futuro speriamo di realizzare alleanze e partnership con soggetti privati e pubblici che condividano con noi i valori e soprattutto la visione di cui siamo portatori.

In che modo vengono scelti i gli artisti di ogni edizione? Tra i progetti di quest'anno ce n'è uno che l'ha particolarmente entusiasmata e per quale motivo?
Gli artisti giovani e giovanissimi compongono il grosso della lista dei candidati che ogni anno stiliamo. Parliamo di artisti italiani, internazionali e multiculturali, provenienti quindi dalle più disparate educazioni ed esperienze formative. La ricerca è condivisa con Galleria Continua con cui ho ottimi rapporti di amicizia e fiducia. Desideriamo che la rosa degli artisti sia il più possibile eterogenea e che vengano utilizzati vari e numerosi media e strumenti espressivi. Prestiamo poi particolare attenzione nella costruzione della coppia artista – borgo, proprio perché l'incontro riuscito tra loro è la base del successo dell'intera operazione. Unica condizione è che l'artista non deve essere originario della regione cui è destinato, in modo che si faccia portatore di qualcosa dall'esterno, e così anche dall'estero. Dunque, per rispondere alla sua domanda circa le mie preferenze, devo dire in tutta sincerità che ogni lavoro è stato seguito nella fase di ideazione e progettazione, e tutti ci sono sembrati originali, curiosi, ben collocati. Linguaggi personali che contaminano il borgo rispecchiando o dibattendo le trasformazioni e i cambiamenti del nostro tempo. Molto stimolanti!

Marina Nissim Presidente della fondazione Elpis

Oltre a una Boccata d'Arte c'è un suo legame con l'arte contemporanea anche come collezionista? E se si quali artisti apprezza particolarmente e/o colleziona?
Nella mia vita, l'arte rappresenta una dimensione di piacere e bellezza, anche contemplativa. In particolare sono da molti anni appassionata e collezionista di arte contemporanea. Apprezzo diversi materiali che vanno dal bronzo alla ceramica, al legno, al ricamo e al tessuto e naturalmente all'arte pittorica. Una mia scelta parte sempre da un'emozione forte, a volte una folgorazione, che un'opera esercita su di me. Mi piace anche creare dei luoghi, una parete, uno scorcio di casa, in cui far convivere accanto a un'opera famosa di un grande artista quella di un emergente che ha avuto la capacità di entusiasmarmi quanto l'altra. La mia collezione è costituita da artisti provenienti da tutto il mondo e, negli ultimi anni, si è arricchita di lavori di donne, che, come per Una Boccata d'Arte, sono sempre più presenti nel panorama artistico contemporaneo.

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