la questione industriale

Alla Spezia un piano per l’indotto

di Raoul de Forcade

2' di lettura

Portare avanti il Progetto sviluppo indotto, che punta a mettere in rete le grandi imprese del territorio e le piccole aziende locali, e sostenere la crescita dell’industria 4.0. Sono due punti cruciali sui quali ha focalizzato la propria attenzione la presidente di Confindustria La Spezia, Francesca Cozzani, nella sua relazione all’assemblea annuale dell’associazione. Assemblea alla quale ha partecipato il leader nazionale degli imprenditori, Vicenzo Boccia, che ha sottolineato come, si tratti dei «due punti essenziali che appartengono alla dimensione culturale che stiamo portando avanti. Il primo è quello di una capacità di fare sistema dentro e fuori le fabbriche, tra piccole, medie e grandi imprese, nella logica di filiera larga, verticale e orizzontale».

Il secondo punto, ha proseguito Boccia, «è cavalcare la quarta rivoluzione industriale. Ricordiamolo: i mercati globali sono mercati di nicchia e i mercati di nicchia sono mercati per gli italiani. La quarta rivoluzione industriale è una dimensione in cui l’industria italiana può giocare una grande partita da protagonista europea e anche mondiale».

Loading...

Il Progetto sviluppo indotto, ha ricordato, a sua volta, la Cozzani, «è teso a potenziare l’indotto spezzino al fine di intercettare maggiormente le opportunità di lavoro offerte dalle principali realtà economiche del nostro territorio». E, ha aggiunto, «il programma della mia presidenza è incentrato sul leitmotiv della crescita delle nostre aziende. Le dimensioni limitate, per più del 90% si tratta di microaziende, ovvero con meno di 10 dipendenti, costituiscono un grosso limite alla loro stessa capacità competitiva nel mondo globalizzato, in cui i volumi, e quindi le economie di scala, diventano determinanti per stare o meno sul mercato, in cui i clienti globali operano in tutto il mondo». Per difendersi, ha precisato, «occorre quindi puntare su dimensioni maggiori, per traguardare competitività economica, e sull’innovazione, per traguardare maggiori prestazioni e qualità del prodotto».

Il Progetto sviluppo indotto, è nato proprio «per aiutare le Pmi a crescere, strutturarsi e offrire congiuntamente prodotti o servizi più complessi». E, ha proseguito la Cozzani, «avrà la sua naturale evoluzione nell’altro progetto che trova in Confindustria uno dei pilastri per la sua messa in opera, ovvero il piano di digitalizzazione delle imprese di Industria 4.0».

L’assemblea di Confindustria La Spezia è stata anche l’occasione per commemorare, a 20 anni dalla scomparsa, la figura di Piero Pozzoli, spezzino e figura storica del gruppo Giovani e di Confindustria negli anni Settanta e nei primi Ottanta. «È stato – ha ricordato la Cozzani – un vero innovatore, nelle relazioni sindacali ma anche nelle relazioni coi potentati dell’economia. Sua è stata l’idea di costituire un ente di formazione che creasse profili a misura delle necessità delle aziende. Ne è nato il Cisita, un’eccellenza di cui in Confindustria andiamo orgogliosi».

Ma a tracciare un profilo completo di Pozzoli ci ha pensato Luigi Abete, presidente di Bnl (gruppo Bnp Paribas), il quale ha condiviso molte delle battaglie di Pozzoli. Non nascondendo la commozione, Abete ha ricordato l’attenzione di Pozzoli per la democrazia associativa e per la trasparenza nell’applicazione delle regole nonché il suo impegno per avere un sistema politico-istituzionale più governabile, in cui il mix tra rappresentatività e governabilità riuscisse ad avere un punto di equilibrio capace di produrre effetti positivi.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti