capitale a rischio paralisi

Alla vigilia dello sciopero di venerdì a Roma, Raggi sempre più isolata anche nel M5S

Il fuoco amico arriva dal ministro Vicenzo Spadafora, braccio destro di Di Maio e uomo di collegamento con il Pd. «Roma e l’amministrazione restano un problema. È un’esperienza alla quale sicuramente potevamo e dovevamo aspettarci molto di più» ha detto intervistato a Omnibus su La7

di Andrea Gagliardi


Salvini in piazza contro Raggi: "Dimettiti". I 5s portano mojito

3' di lettura

Alla vigilia dello sciopero generale che venerdì paralizzerà Roma, la sindaca Virginia Raggi è sempre più accerchiata e sola. Mollata dai sindacati confederali e soprattutto attaccata dai vertici del M5s. Il fuoco
amico arriva dal ministro Vincenzo Spadafora
, braccio destro di Di Maio e uomo di collegamento con il Pd. «Roma e l'amministrazione restano un
problema. E' un'esperienza alla quale sicuramente potevamo e dovevamo aspettarci molto di più» ha detto intervistato a Omnibus su La7. E ancora: «Non è un problema personale della Raggi. È un progetto politico guidato dalla Raggi ma in qualche modo siamo tutti corresponsabili come Movimento 5 Stelle. Ma è stata un'esperienza difficile e faticosa che non ha
dato tutto quello che si aspettavano i cittadini».

Per Raggi è un messaggio chiaro. I vertici pentastellati hanno scaricato la sindaca mandandole un avviso a non ricandidarsi nel 2021. Non è un mistero infatti che un futuro accordo giallorosso nella Capitale troverebbe l’ostacolo più grosso nella volontà della sindaca di correre di nuovo. Ma le parole di Spadafora non passano inosservate. E suscitano l’ira («il capo politico dovrebbe mettere fine allo sproloquio di questo ministro che si allontana troppo da quanto gli compete») di chi nel M5s come Barbara Lezzi difende Raggi che «ha ereditato lo scempio che tutti gli altri partiti hanno commesso nel corso di decenni». Tanto che lo stesso Spadafora è costretto a correggere il tiro: «Le mie parole non erano un attacco a Virginia Raggi. Pochi possono dire di averla sostenuta quanto me
anche quando era più difficile di oggi e tutti tacevano». E Luigi Di Maio annuncia un ddl per attribuire poteri speciali al sindaco Roma. Con la postilla: «Il movimento tutto sostiene Virginia Raggi».

Intanto Matteo Salvini non perde tempo e, a pochi giorni dalla manifestazione di San Giovanni, fa entrare nel vivo la campagna elettorale della Lega per Roma. Obiettivo è arrivare a 100 mila firme in un mese per chiedere le dimissioni della Raggi.

In prospettiva c’è un anno e mezzo di passione per Raggi che venerdì rischia di trovarsi i servirsi della città paralizzati per via dello sciopero dei sindacati. Un venerdì nero dai trasporti ai rifiuti. Il possibile impatto dello sciopero sulla città si misura anche dall’appello dell'Ama, la municipalizzata dei rifiuti, che ha invitato per quella giornata i cittadini a non buttare l'immondizia nei cassonetti, posticipando il conferimento al giorno successivo. A far esplodere la protesta di Cgil, Cisl e Uil è la vertenza sulle società partecipate del Comune, in particolare il ritardo nell'approvazione dei bilanci Ama e la liquidazione di Roma Metropolitane, l'azienda che si occupa di programmare e appaltare le opere della mobilita', tra cui metro C.

A preoccupare Raggi sono gli effetti di questa manifestazione e le ripercussioni sulla città. Di qui l’appello ai sindacati a revocare lo sciopero «per il bene della città e dei cittadini». L'obiettivo di “bloccare la città, continua la sindaca «non ha alcuna giustificazione oggettiva. I cittadini romani non lo meritano e di fronte a loro dovrete assumervene la responsabilità. Io ribadisco l’appello ad agire in modo responsabile e ad aprirvi al dialogo».

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