monza

Alla Villa Reale piena luce per le fotografie del SWPA

di Stefano Biolchini


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3' di lettura

L’occasione è ghiotta perché le foto sono quelle pluripremiate dal Sony World Photography Awards con in primis il progetto “Five Degrees” del fotografo bolognese Federico Borella, che è valso il prestigioso titolo di “Photographer of the Year 2019”. Il racconto di un’assenza - quella dei contadini suicidi del Tamil Nadu, strozzati dai debiti e dalla vergogna per non aver potuto far fronte a raccolti distrutti dalla siccità causata dai cambiamenti climatici - ha saputo trarre dalle evidenti difficoltà narrative lo spunto e la giusta alchimia per una documentazione emozionante e dal dosaggio stilistico di forte impatto. Si trattava di descrivere la più grave siccità degli ultimi 140 anni e - come spiega l’autore - “senza un intervento mirato delle istituzioni, il surriscaldamento globale farà aumentare il numero di suicidi in tutta l'India”. E ancora: “L'impatto dei cambiamenti climatici si ripercuote sul benessere a livello globale, oltrepassando i confini dell'India e rappresentando una minaccia per tutta l'umanità. Grazie a questo lavoro ho avuto la possibilità di essere testimone di questa realtà e di documentarla come fotoreporter”.

Le meravigliose foto del Sony World Photography Awards

Le meravigliose foto del Sony World Photography Awards

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Altri quattro sono gli artisti italiani, presenti in mostra, che hanno trionfato nel concorso Professionisti: Alessandro Grassani, primo nella categoria Sport, con la serie “Boxing Against Violence: The Female Boxers of Goma”, che racconta come la boxe rappresenti il riscatto e una pronta difesa contro le violenze di cui queste donne sono spesso vittime. “Queste donne provengono da contesti sociali differenti, tutte hanno un passato e un presente diverso; alcune provengono dalla strada e sono state vittime di terribili violenze, mentre altre hanno casa e affetti, alcune sognano di diventare campionesse di boxe un giorno, mentre altre pensano solo a sopravvivere” ha commentato Grassani.

Le foto del duo formato da Jean-Marc Caimi & Valentina Piccinni, che ha conquistato il 1° posto nella categoria Scoperta con la serie “Güle Güle”, che in turco significa “arrivederci”, è invece dedicata a Istanbul e agli aspetti più caratteristici della città. “Il nostro lavoro – ha detto la coppia - racconta la storia di una città e di un paese intero in transizione sociale, politica ed economica.

Massimo Giovannini si è aggiudicato il secondo posto nella categoria Ritratto con “Henkō”, parola giapponese che significa “cambiamento” e “luce variabile e insolita”, attraverso cui affronta il tema della luce e di come possa alterare la prospettiva rendendo labile e disorientante “il confine che c'è tra uomo e donna, bianco e nero,” e che “è veramente e solamente nella nostra testa: è qualcosa che viene da noi, un preconcetto”. Presente in rassegna che Il National Award, andato a Nicola Vincenzo Rinaldi, con l'immagine “The Hug”.

E all’ultimo piano della Villa Reale di Monza, fra le travi secolari e i lunghi saloni caldi di luce, con le vedute mozzafiato sul parco quasi “discretamente” in affaccio, le fotografie sono finalmente protagoniste
al cento per cento, forse perché liberate dalle anguste giustapposizioni che Somerset House impone alla rassegna londinese. Il lavoro del curatore di questa esposizione filologicamente ineccepibile, Denis Curti, ha fatto il resto per esaltare al giusto grado i singoli progetti, forte anche della perseveranza indomita di Cristina Papis, che della rassegna italiana è l’anima pulsante.
“Sono davvero orgoglioso di questo incarico: curare per la quarta volta l'edizione italiana dei Sony World Photography Awards è per me motivo di grande soddisfazione. Ho visto, anno dopo anno, un incremento di partecipazione e della qualità delle proposte. La caratura internazionale di questa manifestazione non ha concorrenti e visitare questa mostra è per tutti l'occasione di conoscere e approfondire le tematiche più avvincenti che riguardano il nostro mondo e gli uomini e le donne che lo abitano”.

    “Il talento di fotografi esordienti e professionisti, di appassionati e di studenti che si affacciano per la prima volta al mondo della fotografia continua a stupire la giuria dei Sony World Photography Awards, che si conferma essere uno dei concorsi fotografici più apprezzati e seguiti al mondo”, ricorda Takayuki Suzuki, Country Head di Sony in Italia.

    Fino al 3 novembre, la mostra dei Sony World Photography Awards è alla Villa Reale di Monza. Le fotografie, unite a un picnic nel parco, sono meta consigliata per questi ultimi squarci di fine estate.

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