confermate le accuse di usa e israele

Iran, allarme Aiea sul nucleare: uranio in un sito non dichiarato

Per la prima volta l’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha trovato tracce di uranio artificiale in un sito non dichiarato. Teheran intanto, in risposta al ritiro Usa dall’accordo sul nucleare, accelera l’arricchimento dell’uranio. Monito di Francia, Germania e Gran Bretagna .


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Tre versioni di centrifughe per l’arricchimento dell’uranio, mostrate dalla tv di Stato iraniana Irib

2' di lettura

Uranio in un sito tenuto nascosto dall’Iran. Per la prima volta l’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica che sta monitorando il programma nucleare iraniano, ha riconosciuto che le accuse rivolte in passato da Stati Uniti e Israele contro Teheran sono fondate: come scrive nel rapporto trimestrale confidenziale distribuito ai Paesi membri, l’Aiea ha trovato tracce di uranio artificiale in un sito non dichiarato all’agenzia. Americani e israeliani ritengono si stia parlando di un luogo alla periferia di Teheran, definito in passato da Benjamin Netanyahu «deposito atomico segreto».

L’Iran, inoltre, sta arricchendo uranio nell’impianto sotterraneo di Fordow a ritmi accelerat i, sempre in violazione delle intese del 2015, al di sopra dei limiti concordati, mentre le scorte crescono. In base al Piano d’azione sottoscritto dall’Iran e dai Paesi membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu e dalla Germania - ma da cui gli Usa si sono ritirati unilateralmente - la soglia di arricchimento consentita è del 3,67%. Teheran, invece, sta arrivando al 4,5%.

Oltrepassare i limiti stabiliti dalle intese è la risposta degli iraniani al ritiro americano dello scorso anno, a cui si è aggiunto il ritorno a sanzioni che hanno colpito le esportazioni iraniane di petrolio e messo in ginocchio l’economia in generale. Teheran sostiene di poter fare velocemente marcia indietro sulle violazioni, se le misure restrittive americane venissero rimosse. Ma non negozierà con gli Stati Uniti, con le sanzioni ancora in vigore.

Francia, Gran Bretagna e Germania - il cosiddetto gruppo E3 - hanno avvertito ieri l’Iran che questo comportamento sta mettendo in pericolo il loro sforzo di risolvere le tensioni, e si sono detti molto preoccupati per la decisione di Teheran di riprendere l’arricchimento dell’uranio a Fordow. I tre Paesi non parlano direttamente di sanzioni ma si dicono pronti a «considerare tutti i meccanismi dell’accordo nucleare per risolvere le questioni legate al rispetto degli impegni previsti dall’accordo».

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